Influencer Marketing: come si è evoluto il mondo della pubblicità su Instagram

Secondo l’ultimo studio di The State of the Influencer Marketing , nel 2017 i numeri della pubblicità con gli influencer sono raddoppiati rispetto all’anno precedente: 1 milione e mezzo di post sono stati taggati su Instagram con l’hashtag #ad, che ne indica la natura pubblicitaria in seguito alle normative stabilite in Italia dalla Camera.

Il brand di beauty e moda sono i settori che investono maggiormente nel business dell’influencer marketing, che garantisce un successo più ampio e tracciabile perché basato dal numero di like, visualizzazioni, condivisioni e commenti. Ma se pensate che i profili più richiesti siano soltanto quelli con il maggior numero di follower vi state sbagliando.

Se fino allo scorso anno gli influencer più appetibili dai brand erano quelli con diversi milioni di follower, attualmente si assiste all’ascesa dei cosidettti microinfluencer, i profili con un numero di follower compreso fra 10 e 100mila. L’intento è aumentare il senso di contatto personale, la ricerca di autenticità, tramite una persona che per quanto sia famosa a livello digitale, mantenga comunque un legame con la quotidianità e la sfera reale.

Uno dei casi più famosi e che decreta il successo di questa strategia è quello di Lil Miquela, modella brasiliano-statunitense di 19 anni che vive a Downey, in California. Lil Miquela conta ben 677mila follower su Instagram, tanto che Prada e Diesel sono solo alcuni dei brand che hanno deciso di collaborare con lei su. Ma dietro a questo richiestissimo personaggio si cela un segreto: Lil Miquela non esiste, o meglio, non esiste nella realtà, perché è una modella virtuale creata appositamente su Instagram, con l’intento di creare un contatto fisico tra reale e virtuale. Il suo successo è diventato di scala mondiale proprio perché ha creato ambiguità e mistero intorno al suo personaggio: esiste davvero la modella in carne e ossa o è soltanto un avatar?

Sembrerebbe un paradosso, ma la nuova frontiera del retail digitale è ricreare un contatto reale, quasi fisico tra brand. Questo nuovo atteggiamento da parte dei brand è confermato anche da Gil Eyal, fondatore di Hypr, – agenzia leader al mondo nell’influencer marketing – che ha dichiarato che nel 2016 il 60% dei post con il tag #ad era legato ad influencer con meno di un milione di follower, mentre lo scorso anno tale percentuale si è elevata al 90%.

Sono sempre di più, dunque, i brand che preferiscono 20-30 influencer con meno follower per pubblicizzare i loro prodotti: per gli influencer si prospetta una sfida all’ultimo #ad.