L’interior design ai tempi di Instagram: come i social incidono sulla progettazione dei locali

Siete sicuri che la scelta delle mete per le vacanze, dell’hotel o del ristorante sia legata soltanto alle recensioni e alle opinioni che si trovano sul web? Secondo una ricerca di Booking.com, condotta su un campione di 18500 viaggiatori provenienti da diverse parti del mondo, emerge che il 70% degli intervistati sceglie la struttura in base all’”instagrammabilità” del suo design e arredamento.

Questo neologismo, creato per indicare luoghi e ambientazioni particolarmente fotogenici e adatti ad una pubblicazione su Instagram, si è trasformato in una vera e propria tendenza, soprattutto per quanto riguarda i settori turismo, accoglienza e servizi.

Gli utenti sono sempre più attratti da una destinazione instagrammabile e questo fenomeno fa si che i progetti di interior design siano influenzati dall’estetica di Instagram.

Chi sono e cosa si aspettano gli utenti di Instagram che scelgono un ristorante, un hotel o un museo in base a questo criterio?

Millennials rappresentano la più alta percentuale di utenti – circa il 40% stando alle ricerche di Schofields Insurance – che sceglie una destinazione in base alla sua instagrammabilità. Il criterio più rilevante coincide proprio con la particolare predisposizione di un luogo a essere condiviso sui social network: la disposizione degli oggetti o dell’arredamento, il contrasto dei colori, la simmetria sono tra i vari elementi che possono rendere un locale particolarmente interessante agli occhi di un Instagramer.

Dall’originalità del design nel suo complesso ai piccoli dettagli da fotografare, le aziende non possono sottovalutare questi trend, specialmente se vogliono attirare dei target legati alle piattaforme social. L’importanza attribuita all’interior design non riguarda soltanto gli hotel o le destinazioni turistiche in generale ma anche attività di fornitura di servizi come ristoranti o musei. Nel primo caso, gli chef creano piatti condivisibili sui social, sfruttando la nuove tendenze come lo unicorn food (cibo variopinto): ne è un esempio lo Unicorn Cafè a Bangkok dove il trend unicorn è partito dai dolci e si è esteso a tutto l’allestimento del locale.

Un ruolo fondamentale è giocato anche dagli Influencer, in particolare travel e food blogger: la condivisione dei loro scatti può invitare i loro follower a volersi recare negli stessi posti per scattare la stessa fotografia. Cresce il numero di ristoranti e hotel che lavorano per diventare la destinazione preferita di fotografi e influencer in tutto il mondo. E’ il caso del ristorante cubano Media Noche di San Francismo che grazie a un interior design dall’estetica particolare è diventato un esempio di successo su Instagram, molto amato dai visitatori e dagli amanti dalle fotografie.

Anche gli spazi culturali come i musei si adattano allo scatto per Instagram con esperienze e mostre sempre più immersive che sono un invito a un selfie o a uno scatto più artistico. Tra le mostre più famose c’è “Wonder” alla Renwick Gallery del Smithsonian American Art Museum che è diventata zona di scatto obbligatorio per via colori vivi e luminosi che rendono le fotografie adatte alla condivisione su Instagram. A questo si aggiunge l’attività social del museo che, per coinvolgere gli utenti, li invita a scattare dei #museumselfie e a condividerli inserendo i vari hashtag connessi.