Facebook: dopo il Data Gate arrivano i primi interventi su privacy e minori

Dopo lo scandalo Data Gate conclusosi con lo “scagionamento” di Facebook e il netto miglioramento delle sue quotazioni in borsa, le nuove decisioni della società di Menlo Park in tema di protezione della privacy partono dall’Europa. In vista dell’entrata in vigore del GDPR – General Data Protection Regulation – il Regolamento generale sulla protezione dei dati dell’Ue, Mark Zuckerberg ha diffuso sul proprio sito una nota per illustrare le novità che riguarderanno tutti gli iscritti al servizio, la cui implementazione però inizierà proprio dagli States.

Tra i nuovi parametri, Facebook ha introdotto alcune limitazioni per chi non ha ancora compiuto quindici anni: “Le persone di età compresa tra i 13 e i 15 anni in alcuni paesi UE avranno bisogno del permesso di un genitore o tutore per compiere azioni specifiche su Facebook”. A partire dal prossimo 25 maggio, gli adolescenti vedranno una versione meno personalizzata del social network con condivisione limitata e annunci meno rilevanti, cui potranno accedere soltanto quando saranno gli stessi genitori a concedere l’accesso a questi contenuti.

Le “protezioni speciali” sono per tutti i teenager indipendentemente dalla loro posizione geografica e saranno applicate anche quando la legge non lo richiede esplicitamente. A ogni giovane utente sarà chiesto se vuole vedere le inserzioni basate sui dati dei partner, come le aziende e le App cui gli utenti lasciano il loro “like”, e se vuole includere informazioni personali nel proprio profilo. Le categorie pubblicitarie per gli adolescenti saranno più limitate e sarà disabilitato il riconoscimento facciale per chiunque abbia meno di diciotto anni. Facebook limiterà anche chi può vedere o cercare informazioni specifiche che i minorenni hanno condiviso, come la città natale o il compleanno.
Dal punto di vista pratico, a ciascuno sarà chiesto di indicare quali sono le informazioni che vuole condividere e se vorrà abilitare sulla piattaforma la funzione di riconoscimento facciale, strumento che Facebook ha implementato con lo scopo dichiarato di prevenire l’utilizzo non autorizzato delle foto degli utenti. Con il riconoscimento facciale infatti, Facebook può rilevare quali altri profili potrebbero utilizzare le tue foto in modo improprio.

Le prime richieste di modifica delle impostazioni sulla privacy sono già arrivate sul social network, ma la verità è che la normativa Ue a Facebook proprio non va giù. Secondo il quotidiano Irish Times, Zuckerberg starebbe pianificando, nonostante i suoi buoni propositi dopo il caso Cambridge Analytica, la fuga dal vecchio continente spostando la ‘residenza’ di 1,5 miliardi di utenti al di fuori dell’Irlanda, dove ha sede la sua sussidiaria per i profili di Asia, Africa e Sud America, oltre quelli europei. L’azienda vorrebbe ridurre la quantità di persone tutelate dal nuovo regolamento, che è molto più restrittivo rispetto alle leggi sulla privacy statunitensi.

Assisteremo ad un altro data gate?