FOTO-INVECCHIAMENTO: trattamenti cosmetici antiaging

Il prof. Leonardo Celleno, dermatologo e presidente di AIDECO,  illustra come contrastare e prevenire gli effetti dell’invecchiamento precoce

La pelle è l’organo più esteso del corpo e sin dalla nascita si modifica e (purtroppo) invecchia, un processo naturale e biologico che non si può fermare. Il miglior antiaging per la pelle rimane sicuramente uno stile di vita sano che prevede: buon senso nell’esposizione solare, alimentazione corretta, morigeratezza in vizi e stravizi, impegno costante nel “beauty care”.

Per ridurre l’effetto dell’invecchiamento sulla pelle l’utilizzo costante di trattamenti cosmetici mirati ha, comunque, un ruolo fondamentale e AIDECO, Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia, consiglia alcuni trattamenti che aiutano a prevenire e rallentare il foto-invecchiamento.

COSA È IL FOTO-INVECCHIAMENTO?

Foto-invecchiamento o invecchiamento precoce della pelle è causato, non solo dal sole, ma anche da fattori esterni ed ambientali e si manifesta con rughe, perdita di tono ed elasticità, disidratazione, comparsa di macchie, disomogeneità dell’incarnato. Le zone cutanee più foto-esposte sono il volto, il collo, le braccia e le mani.

COSA SONO E COME COMBATTERE I RADICALI LIBERI?

L’invecchiamento comporta la formazione dei radicali liberi, entità molecolari molto reattive che attaccano numerose strutture delle cellule della pelle. Il prof. Leonardo Celleno, presidente di AIDECO, spiega che gli antiossidanti (antiradicalici o free-radical scavenger) sono gli ingredienti ideali per combattere questi nemici, nel dettaglio: “Alcuni di questi sono già presenti e attivi nel nostro organismo (come la Superossido Dismutasi- SOD, la catalasi ed il glutatione), altri, come le vitamine, alcuni minerali e numerosi estratti vegetali (che contengono sostanze come ad esempio i Polifenoli ed i Bioflavonoidi), devono essere assunti dall’organismo attraverso l’alimentazione. Integratori e applicazione topica possono completare l’implementazione di questo tipo si sostanze. L’uso combinato di antiossidanti per via topica e sistemica è in grado infatti di sostenere la pelle con attività antiradicalica ad ampio spettro

COME LAVORANO GLI ANTIRUGHE?

Tra le conseguenze del foto-invecchiamento ci sono le temute rughe. Questo esplicito segnale del passare del tempo, però, può essere rallentato con gli antirughe che “agiscono intervenendo sull’aspetto e sulla profondità dei solchi della pelle. Ad esempio i cosiddetti “botox like”, (che imitano l’azione della tossina botulinica ad “effetto lifting cosmetico”, come i peptidi definiti “bio-mimetici”) aiutano a distendere le rughe con effetto decontrazione/distensione più o meno paragonabile a quella della tossina botulinica, così come la “cosmetica dei peptidi” è di supporto alla stimolazione dei processi di sintesi di collagene ed elastina” – afferma il prof. Celleno e prosegue – “Un prodotto anti-rughe esplicherà la propria azione focalizzandosi soprattutto sulla riduzione del più famoso inestetismo simbolo della senescenza, sia per la prevenzione che per il trattamento”.

I PRODOTTI PER RIDURRE LE MACCHIE CUTANEE FUNZIONANO?

Le macchie cutanee si presentano come uno degli effetti dell’invecchiamento, soprattutto foto-indotto e la prevenzione attraverso l’uso di filtri e schermi solari è essenziale. Per contrastarle il presidente di AIDECO suggerisce di impiegare “prodotti depigmentanti a base di sostanze che regolando la sintesi di melanina, possono progressivamente portare ad una riduzione del colore bruno dell’iperpigmentazione. Tra queste ancora la Vitamina C e derivati, l’Acido Azelaico, l’Acido Ferulico e derivati, la Nicotinamide, l’Acido Cogico. Prima di manifestare la loro efficacia questi prodotti dovranno essere applicati per diverse settimane, il loro uso dovrà essere continuativo e costante per mesi e soprattutto non dovrà mai essere correlato ad esposizione solare. È infatti inutile combattere le macchie se durante il trattamento ci si espone al loro nemico numero uno, il sole”.

 PROTEGGERSI DAL SOLE OGNI GIORNO?

Difendersi dal sole con i prodotti giusti e adeguati alla propria pelle è fondamentale, soprattutto “la protezione cutanea nei confronti del sole non è una prerogativa esclusiva dei periodi più caldi (mare et outdoor in generale) o freddi (settimana bianca) ma della vita di tutti i giorni perché l’irradiazione solare è costante e pericolosa anche nei giorni coperti, per non considerare l’irradiazione da luce artificiale anch’essa coinvolta nei processi di danneggiamento della pelle. Non a caso il mercato sempre più offre prodotti di make-up con valore di SPF elevato e dichiarato in etichetta” conclude il prof. Celleno.

Il trattamento cosmetico del foto-invecchiamento ha come duplice scopo di prevenire l’insorgenza delle alterazioni tipiche e di ridurre quelle già esistenti, migliorando nel complesso l’aspetto della pelle.

Gli “ingredienti” anti “buccia d’arancia”

Il Prof. Leonardo Celleno, presidente dellAssociazione Italiana di Dermatologia e Cosmetologia (AIDECO) spiega alcuni metodi per liberarsi della cellulite

Lipodistrofia ginoide, pannicolopatia edemato fibrosa, adiposis edematosa, pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica, dermopanniculosis deformans, status protrusus cutis, liposclerosi, pelle a buccia d’arancia, pelle a trapunta. Tanti nomi diversi, ma il problema è sempre uno, la cellulite, nemica giurata delle donne. Infatti, l’80, 90 % delle donne affronta la sua personale battaglia. La genetica è tra le cause maggiori, ma potrebbe dipendere da un’alimentazione ricca di sale, grassi e carboidrati, da cattiva circolazione sanguigna e da scarsa attività fisica.

L’elemento scatenante di questo disturbo è un mal funzionamento della microcircolazione, che causa ritenzione idrica e ristagno interstiziale di liquidi in seguito al quale gli adipociti (ovvero le cellule del tessuto adiposo) si ingrandiscono e le fibre collagene prodotti dai fibroblasti si ispessiscono andando a circondare gli adipociti e formando dei piccoli noduli, i quali progressivamente tendono a diventare più dolenti, più grandi e più numerosi” specifica il Prof. Leonardo Celleno, presidente Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia.

Gli ingredienti più efficaci

Le creme cosmetiche più efficaci per la lotta alla cellulite devono contenere dei determinati ingredienti. “Sicuramente molto indicate in questi casi sono molecole come la caffeina, perché possiede spiccate attività lipolitiche, ovvero in grado di attivare il metabolismo dei grassi e oltretutto penetra bene attraverso i tessuti, determinando dunque un’azione locale evidente ed importante” afferma il prof. Celleno. “Sono molto utili anche principi funzionali come l’escina, l’eparina e relativi derivati per la loro attività drenante ed antiedemigena, efficaci dunque per tentare di riattivare il microcircolo che si è compromesso. Inoltre si ricorre anche ad altre sostanze come gli antiossidanti, utili per contrastare la micro-infiammazione che si determina in caso di cellulite ed allo stesso tempo proteggere i vasi sanguigni dai danni causati dai radicali liberi”.

Nelle mani di un esperto

Alcuni trattamenti contro gli inestetismi della cellulite devono essere obligatoriamente praticati da persone esperte, come ad esempi gli ultrasuoni. “Penetrando sino all’ipoderma, provocano la disgregazione degli adipociti e di conseguenza i lipidi contenuti al loro interno fuoriescono gradualmente; successivamente vengono trasportati attraverso il sistema linfatico e escreti attraverso l’apparato renale ed il fegato” spiega il Presidente di AIDECO e prosegue: “utile anche la mesoterapia, metodica che consiste nell’effettuare delle iniezioni intradermiche di farmaci ad azione lipolitica per ridurre l’adiposità in eccesso, ed indicata soprattutto per quelle zone caratterizzate da accumuli adiposi”.

Attenzione all’alimentazione

L’alimentazione è importante: evitando sempre gli eccessi a tavola, bisogna fare attenzione a non esagerare con il sale in quanto può aumentare la ritenzione idrica, è opportuno seguire una dieta ipo-calorica, ricca di frutta e verdura e soprattutto assicurarsi di bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno” afferma il prof. Leonardo Celleno, il quale consiglia anche gli integratori alimentari che contengono escina, papaina ed altre sostanze che aiutano a drenare, attenuare il gonfiore e rimodellare la parte.

Cosmetici green: quando “naturale” è anche buono?

“Occhio al bollino – consiglia il Prof. Leonardo Celleno. Preferire etichette chiare, che non promettano azioni mirabolanti e che siano certificate dagli enti preposti”

Il mercato dei cosmetici green consiste in circa 950 milioni di euro, che equivalgono al 9% del fatturato di settore (tra gli 11 miliardi circa di euro totali di prodotti cosmetici venduti) secondo l’indagine di Cosmetica Italia relativa alle stime per l’anno 2017. Questa tendenza in salita delle vendite di prodotti definiti genericamente “naturali” inoltre, secondo studi in corso, è destinato a protrarsi nei prossimi anni. A dimostrazione di questo Human Highway, azienda di ricerche on-line, ha condotto una tra le indagini sull’evoluzione di questo particolare comparto, a volte controverso. Ad esempio più di 7 consumatori su 10 in Italia ritengono che la “produzione sostenibile e attenta all’ambiente e ai vincoli etici” sarà il filo conduttore delle loro scelte di acquisto. Ma scendendo nel dettaglio, questo cosa significa per l’opinione pubblica?

  • Il 70,2 % richiede maggiore “sostenibilità, etica e cura per l’ambiente”
  • Il 34,3% desidera a prodotti “cruelty free”, cioè che non prevedano l’impiego di test animali, anche se questo problema è già da molti anni scongiurato per la legislazione cosmetica UE
  • Il 25,3% ama i prodotti “senza qualcosa” (parabeni, conservanti in generale, glutine, olio di palma, tensioattivi, additivi ritenuti inutili)
  • Il 22,1% vuole prodotti “bio-friendly”, ovvero “amici della natura” e, ancora più nello specifico, il 20,6% anela a cosmetici “eco-friendly”, ovvero amici dell’ambiente
  • Il 16,3% vuole maggiore attenzione al “sociale”, intendendo una maggiore attenzione ai lavoratori ed al territorio di appartenenza
  • Ben l’11,2% sceglierebbe il “prodotto cosmetico vegano” (costituito unicamente di estratti vegetali),
  • Ed infine il 9,2% desidererebbe prodotti “a km 0” e l’8,1% prodotti realizzati a ridotto consumo di acqua.

Queste richieste sono in buona parte condivisibili, anche se a volte in contrasto con la realtà dei fatti e la veridicità dei concetti. La moderna cosmetologia è sempre alla ricerca di nuove soluzioni, compatibilmente con la possibilità di realizzazione tecnica, sicurezza ed efficacia di impiego, compatibilità legislativa.

Ma cosa si intende per naturale?

“Naturale non significa per forza ‘buono’ – precisa Leonardo Celleno, presidente di AIDECO Associazione Italiana di Dermatologia e Cosmetologia. Qualcuno potrebbe dire che un prodotto è naturale perché ad esempio è a base di erbe alpine, salvo poi scoprire che non ne contiene in quantità diversa da altri”. A meno che non si azzardi l’acquisto da bancarella, ovvero attraverso canali non controllabili, “non si tratta tanto di insidie per la salute, perché anche questi cosmetici sono fatti a norma di legge”. Quanto alle possibili allergie, “i cosmetici in generale, ‘verdi’ o meno, possono essere una fonte importante e comunque non allarmistica – tranquillizza lo specialista. Le sostanze più a rischio nel causare dermatiti allergiche (diverse dalle dermatiti irritative, che sono più comuni ma di cui i cosmetici più raramente sono fonte) sono le fragranze, seguite dai conservanti”.

Occhio al bollino

Ai cultori della natura ‘in vasetto’ Celleno consiglia di “scegliere prodotti di aziende serie e conosciute, con etichette chiare, che non promettano azioni mirabolanti e che siano certificate dagli enti preposti. Insomma, occhio al bollino.  Il concetto di base del cosmetico green è quello di sostituire le sostanze di origine sintetica con sostanze di provenienza naturale ma che siano altrettanto performanti, cioè ugualmente valide dal punto di vista organolettico e quindi della gradevolezza del prodotto finale. In Italia gli enti certificatori sono almeno 4 o 5, da ICEA (Istituto per la certificazione etica e ambientale) a CCPB.

Il business del cosmetico naturale diventa sempre più importante

“La tendenza comunque ormai è questa – conferma Celleno. Anche le multinazionali cosmetiche più storiche, che avevano come ‘must’ il cosmetico convenzionale, oggi rivendicano la presenza di sostanze naturali (soprattutto vegetale) praticamente in tutte le loro linee. D’altra parte la cosiddetta chimica non solo non ha più molto appeal presso il consumatore, ma ha perso molto anche in ricerca per ragioni che prescindono dalla tendenza sociale o dal biologico o dal vegetale. Le regole sono molto più stringenti, la normativa è più severa e dunque è molto difficile sintetizzare qualcosa di nuovo che venga facilmente accettato”.

Sul fronte della cosmesi naturale, a riprova del fatto che l’onda “green” è destinata a salire, in questi anni si è molto evoluto anche il mercato delle materie prime. Sono più facili da trovare e l’offerta e sempre più articolata.

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