È LA NUOVA COMUNICAZIONE, BELLEZZA

Solitamente si pensa alla pubblicità e all’informazione come due mondi distinti, ma ora la comunicazione è fatta di contaminazioni, fusioni e non parliamo solo di media mix, cioè dell’uso di diversi mezzi di comunicazione per veicolare un singolo messaggio.

La vera sfida è riuscire a raccontare un’azienda o una società senza che l’utente o il cliente lo percepisca come spam. Bisogna infatti partire dalle esigenze del cliente e riuscire ad essere utili e fruibili. È importante per le aziende riuscire a portare all’attenzione degli utenti dei contenuti di valore, che non siano una mera vendita del prodotto, è in questo modo che poi si crea una vera comunità e fiducia.

Il mondo della comunicazione sta puntando sempre di più su questa via, cercando di fare informazione sul brand o sul settore di appartenenza, per creare un testo che punti l’attenzione in contemporanea sia su una notizia che sul prodotto. Entra in gioco il famoso storytelling di cui ormai si sente parlare in abbondanza e che è il punto focale di molte strategie di comunicazione, sia via social che non.

Non rimane che iniziare a raccontare questa storia.

“C’era una volta…”

 

Google: 20 anni e tante novità in arrivo

Google cambia la cifra davanti, compie 20 anni e tante sono le novità per celebrare questo importante compleanno.

Partiamo dai festeggiamenti: il doodle è un video che ripercorre gli avvenimenti più importanti di questi 20 anni di “ricerche” fatti dagli utenti. Invece per i più nostalgici (e un po’ NERD) c’è la possibilità di farsi un giro nel garage dove è nata l’azienda nel 1998, grazie alla funzione Street View.

Le novità in campo tecnologico presentate per questo compleanno speciale sono principalmente tre:

Activity card, definita la memoria di Google, che entra in azione quando un utente effettua più volte una ricerca su un determinato argomento e aiuta a ritrovare tutte le informazioni già acquisite.

Collection che permette di salvare e riutilizzare le ricerche effettuate.

Discover – dedicata alla versione mobile: una serie di informazioni push, senza dover digitare nulla, che appaiono sul browser mobile che si collegano ad attività e ricerche svolte di recente.

Un’altra novità arriva da Google Immagini che permetterà di visualizzare tutte le informazioni relative a quell’immagine, questa funzione è molto utile per lo shopping perché si potranno vedere anche le recensioni di quel determinato oggetto. Sul lato mobile arrivano le Storie, un servizio pensato per l’editoria che potranno caricare dei veloci frame con contenuti personalizzati.

Non ci resta che dire: Tanti Auguri Google!!!

Google Dataset Search: i dati del mondo, in un “minuscolo” spazio vitale

In un mondo dove tutto è schedato e indicizzato, risulta ancora difficile reperire alcuni dati, ma ecco che Google offre la soluzione al problema. Ancora in versione Beta, è nato Google Dataset Search, un portale che aiuta l’utente a trovare – e scaricare – banche dati, studi di settore e statistiche riducendo i tempi di ricerca.

Uno strumento questo pensato per giornalisti, ricercatori e data geek che molto spesso si trovano a dover lavorare con dati di ogni genere, Google Data Search permette di trovare archivi di dati sul web velocemente e a livello globale.

Chi carica i dati sulla piattaforma, dovrà indicare l’autore del dataset, la data di pubblicazione, le modalità di raccolta delle informazioni e le condizioni di utilizzo. Chi invece effettua la ricerca nel dataset avrà la possibilità di scoprire un bacino di dati più congeniale al suo scopo.

Per ora molti dei dati caricati riguardano tematiche ambientali e legate alle scienze sociali. Si possono trovare anche dati messi a disposizione da governi o testate giornalistiche, soprattutto estere. Per quanto riguarda l’Italia, i dati che si possono trovare riguardano cultura, demografia ed economia.

Seppur in versione Beta, Google Dataset Search è destinato a crescere “grazie soprattutto all’aumento degli archivi di dati che utilizzano lo standard schema.org per descrivere i loro set di dati, la varietà e la copertura dei set” specifica la ricercatrice Natasha Noy direttamente dal blog di Google.

Facebook implementa nuovi strumenti di video editing dedicati al mobile

Facebook ha annunciato una serie di nuovi strumenti dedicati alla creazione di spot “mobile-first” come ad esempio creare spot partendo da loghi e fotografie.

“Le creatività mobile-first hanno il 27% delle probabilità in più di far aumentare il business di un brand, e il 23% delle probabilità in più di favorire l’associazione tra messaggio adv e brand, rispetto a spot non ottimizzati per mobile. Ma sappiamo che creare annunci video per mobile non è sempre facile o accessibile”, spiega la società di .

Queste le release:

Video Creation Kit: tool che trasforma immagini e testi in video ottimizzati per mobile in formato 1:1 per i feed e 9:16 per le storie su Facebook e Instagram. Le aziende potranno scegliere tra quattro template, sulla base degli obiettivi della campagna: promuovere un prodotto (6 secondi), vendere più prodotti (6 secondi), mostrare i vantaggi di un prodotto (15 secondi) e promuovere la scoperta del prodotto (15 secondi).

Video Cropping: consente di ritagliare i video nelle proporzioni migliori per la veicolazione su Facebook: 1:1 e 4:5 per il feed, 16:9 per l’in-stream e 9:16 per le storie.

Simple Video Creation Tools: accessibili direttamente dalle pagine aziendali su Facebook quando si sceglie di promuovere un post, permettono di creare un filmato partendo da elementi statici come immagini pubblicitarie, loghi e fotografie, personalizzarlo secondo le proprie esigenze.

Skype: il recupero dei clienti passa dal nuovo aggiornamento

Il vecchio Skype si rifà il trucco. A settembre Microsoft rilascerà la versione 8.0 del suo prodotto per riuscire a far fronte dello strapotere di WhatsApp e di altre applicazioni di messaggistica. Attualmente Skype conta circa 300 milioni di utenti attivi a livello globale con circa 3 miliardi di minuti passati ogni giorno attivamente sul software.

L’app desktop subirà un bel restyling per essere sempre più simile alla sua versione mobile. I colori saranno più sgargianti, le chat di gruppo più evolute: sarà più semplice la condivisione di foto o schermata durante le conversazioni vocali o video; si rinnovano le caratteristiche del pannello notifiche, si potranno menzionare le persone (@) e inviare le reazioni ai messaggi. Durante le chiamate di gruppo – fino a 24 utenti in contemporanea – sarà possibile condividere lo schermo e le chiamate saranno in alta definizione.  Tra le novità c’è anche la Gallery Media, dove saranno raccolti tutti i file condivisi con quel contatto.

Le nuove funzionalità del client desktop prevedono la ricevuta di lettura dei messaggi, la possibilità di creare delle conversazioni protette da crittografia end-to-end. Si potrà registrare il contenuto delle chiamate direttamente dall’app senza dover ricorrere a terze parti.

Microsoft ha deciso di intraprendere questo percorso dopo diversi test fatti con gli utenti, per arrivare così ad uniformare l’interfaccia grafica per i diversi device. Non ci rimane che aspettare settembre per scoprire il nuovo Skype, anche se alcune novità dovrebbero essere già disponibili.

DIAMO I NUMERI!

Si è svolto qualche giorno fa a Milano il Forum dell’economia digitale, da cui sono emersi dei dati interessanti per quanto riguarda il rapporto tra le PMI (Piccole Medie Imprese) e i social network. Uno dei relatori era Ciaran Quilty, vice presidente Facebook dell’area Europa, Medio oriente e Africa per le piccole e medie imprese che ha puntato l’attenzione sulla mobile economy e sul fatto che i moderni smartphone sono sempre più tecnologici. La stessa teoria è stata confermata da un report di McKinsey, secondo il quale nel 2030 il 75% della popolazione mondiale sarà online soprattutto grazie alla connessione da mobile.

Uno dei dati più importati emersi per l’Italia e le sue imprese è che ben 195 milioni di persone al di fuori dei confini cerca su Facebook prodotti italiani, proprio per questo le PMI devo riuscire a sfruttare a proprio vantaggio questo dato creando delle strategie ad hoc, grazie soprattutto ai formati video, stories e messaggistica.

I numeri dei grandi social network come Facebook, Instagram, Whatsapp e YouTube confermano il successo delle piattaforme, ma soprattutto il fatto che sono gli strumenti di (digital) marketing ideali. Vediamo qualche dato.

Facebook conta circa 2,2 miliardi di utenti attivi al mese e, ogni giorno, sono 1,4 miliardi. I video sulla piattaforma si confermano i format più coinvolgenti con ben 8 miliardi di visualizzazioni al giorno.

Rimanendo in tema video, YouTube è la seconda piattaforma social più attiva con i suoi oltre 1,5 miliardi di accessi al mese, e gli utenti trascorrono, in media, 1 ora al giorno a guardare i video.

Instagram ha raggiunto 1 miliardo di utenti. Ogni giorno ci sono oltre 500 milioni di utenti attivi, 95 milioni di foto caricate, e 4,2 miliardi “mi piace” scambiati tra le persone. Una delle principali funzioni della piattaforma, le Stories, registra 400 milioni di utenti giornalieri. Tra le ultime novità poi c’è anche l’introduzione di IGTV (di cui abbiamo parlato qui) e della musica nelle stories.

Parliamo ora di messaggistica, in particolare di Whatsapp che potrebbe rivelarsi un ottimo strumento di marketing. Gli utenti attivi al mese sono 700 milioni e gli utenti registrati sono più di un miliardo. È utilizzato in 109 paesi e gli utenti attivi ogni giorno sono circa 320 milioni. Tra i dati più interessanti risulta che ogni giorno tramite Whatsapp vengono inviati circa 42 miliardi i testi e 1,6 miliardi di foto.

I numeri parlano chiaro, il mobile e i social network sono gli strumenti più utili per le PMI.

Instagram e i segreti dell’algoritmo

Gli algoritmi che gestiscono i feed di Facebook e di Instagram sono un po’ come il Santo Graal, tutti sappiamo della loro esistenza ma nessuno li ha mai visti, in questo caso nessuno sa come funzionano veramente.

Il segreto però è stato svelato, per lo meno quello che riguarda Instagram. Alcuni giornalisti sono stati invitati nei nuovi uffici del social network e gli è stato raccontato come funziona il famoso algoritmo. Vediamo di cosa si tratta.

Prima di tutto l’algoritmo, aggiornato nel 2017, mostra il 90% dei post degli amici, mentre prima si perdevano il 50% dei contenuti. Tra i nuovi criteri su cui si basa l’algoritmo, ci sono:

Interesse: in base all’interesse mostrato in passato su un determinato contenuto, l’algoritmo stabilisce l’interesse per un post simile e lo mostra.

Attività recente: sicuramente non ordina i post in ordine cronologico, ma tende a mostrare prima i più recenti.

Interazioni: Commenti, tag scambiati con un utente e like sono i criteri utilizzati dall’algoritmo per mostrare di nuovo il post di quel determinato account.

Giocano, comunque, un ruolo importante anche la frequenza con cui un utente accede ad Instagram; il numero dei follower (più ne segui più post appariranno in bacheca) e l’uso (se una persona accede raramente a Instagram l’algoritmo gli mostrerà una selezione accurata rispetto ad un addicted).

Ora che uno dei segreti è stato svelato, si potranno fare diverse valutazioni su quando e come postare i contenuti sul social network.

Piccola parantesi  sulle ultime novità in casa Instagram: il social a breve introdurrà la possibilità di creare dei video che potranno durare anche un’ora. Inizialmente questa funzione verrà proposta in chiave sperimentale, per poi decidere come muoversi. Probabile che Zuckerberg e compagni, con questa novità, vogliano intaccare la supremazia di YouTube. Ci riusciranno?