Twitter, il social che riflette la nostra psicologia

Non solo un social, ma uno specchio della nostra psicologia: Twitter si lega sempre più al nostro bisogno di fuggire dalla solitudine

Cosa penso lo dico con un tweet. Dall’esprimere le opinioni, al commentare programmi tv: Twitter è il social network che ci permette, in 140 caratteri, di esprimere il nostro pensiero in modo diretto ad un pubblico…planetario.

La mania di Twitter ormai divaga anche in Italia. Da cosa nasce però il nostro “desiderio di tweet”? Certamente alla base c’è la volontà di condividere informazioni: ma non solo. Secondo gli psicologi, il desiderio di usare Twitter è legato anche alla percezione che abbiamo di noi stessi. Non solo condivisione quindi, ma necessità di sentirsi legati a qualcuno. Quindi, a maggior ragione, essere retwittati  è quasi una richiesta di valutazione del proprio comportamento, che aumenta il senso di autostima.

Twitter e la soddisfazione dei bisogni

La comunicazione via Twitter  soddisfa bisogni diversi: amore, affetto, amicizia, ma anche appartenenza, riconoscimento sociale e può arrivare fino al narcisismo, quando crediamo che gli altri siano interessati anche alle nostre piccole cose.  Il desiderio di  essere retwittati  può essere un segnale di insicurezza, e può nascondere la convinzione di essere riconosciuti, e quindi di esistere, solo se gli altri ci riconoscono rispondendo. la La paura della solitudine è solitamente alla base di questa tendenza social, che ci spinge a cercare il contatto con gli altri nella risposta: il tutto per avere la sensazione di non essere più soli.

Questo bisogno è così profondo che si possono anche trovare delle strategie consolidate per farsi cliccare di più su Twitter: scrivere post con un “tono” determinato, magari satirico piuttosto che graffiante, in modo da stimolare la risposta altrui. Sempre più importanza, inoltre, alle foto, oltre che all’invio di messaggi semplici o diretti.