Fact-checking: quanto è importante per i brand la lotta alle fake news?

Bufale, fatti alternativi o post-verità intesi come contenuti che prendiamo per veri solo perché colpiscono la nostra sfera emozionale: trovare una definizione univoca e chiara delle fake news sembra ancora difficile, ma la lotta alla loro circolazione, soprattutto sui social network, coinvolge sempre più utenti, non solo chi si occupa di informazione e giornalismo!

Brand e aziende sono diventate parte dell’ecosistema dell’informazione e sperimentano strategie di content marketing avanzate per contrastare la diffusione e l’utilizzo delle fake news. Se l’obiettivo è creare una lead generation con contenuti che siano di valore per i loro utenti o consumatori, è chiaro perché le aziende dovrebbero evitare fonti che contengono notizie false.

La difficoltà nello scovare le fake news sta nel fatto che si tratta di notizie costruite ad hoc e rispettano sempre tutti gli aspetti della notiziabilità. Inoltre, sono virali indipendentemente dalla loro qualità: gli utenti dei social sono sovraccaricati da una grande quantità di notizie e sono spinti a condividere quelle con un maggior numero di condivisioni o preferite dai loro contatti.

I professionisti del content come possono riconoscere le notizie vere da quelle false? La pratica migliore è avvalersi di un buon processo di fact-checking. Innanzitutto, si può ricorrere ad un classico mantra del giornalismo: se una notizia sembra troppo bella per essere vera, probabilmente non lo è. Dunque, è meglio diffidare dalle notizie troppo clamorose e virali ed è bene verificarne la veridicità nel momento stesso in cui si sviluppa una strategia di content marketing. È un accorgimento fondamentale che può giovare, come già accennato, alla credibilità di un brand: un consumer o utente può fidarsi dei prodotti o servizi di un’azienda anche in relazione alla possibilità di fidarsi dei messaggi che veicola tramite i contenuti social.

Prestare attenzione alle fonti, inoltre, salvaguarda i brand dall’essere penalizzati nel momento in cui le piattaforme publisher prevedono restrizioni per i contenuti di scarsa qualità e dagli algoritmi dei motori di ricerca e social media che, nelle loro ultime versioni, sono in grado di scovare queste notizie.

Fare fact-checking nell’ambito della propria content strategy tutela anche dal punto di vista legale: si pensi a querele per diffamazione online che potrebbero seguire la pubblicazione di contenuti non veritieri che o alle accuse di plagio se si copiano contenuti dal web. Inoltre, i contenuti copiati per intero o anche solo in parte possono far abbassare notevolmente il ranking di chi fa strategia SEO.

Per creare un contenuto di valore e mantenere alta la fiducia e la credibilità, le aziende dovranno, quindi, necessariamente affidarsi al fact-checker, il cui compito è quello di controllare qualsiasi elemento della notizia, cercando quanto più fonti possibili su di un argomento e confrontandole tra di loro, offrendo un contesto quando si tratta di dati e statistiche e rinunciando a qualsiasi parte della storia in dubbio nonostante le opportune verifiche.