Interfacce conversazionali: come cambia l’interazione tra utenti, dispositivi e brand?

Le conversazioni con i dispositivi digitali sono diventati parte della nostra realtà dal 2012, anno in cui è stata sperimentata la prima versione del software di Siri, l’assistente digitale di IOS sull’iPhone 4. Da allora Siri e le interfacce conversazionali – Cortana, Google Assistant – hanno subito un’evoluzione che le ha rese sempre più “umane”, rivoluzionando il rapporto tra utenti e dispositivi. Oggi gli assistenti digitali possono darci informazioni sull’orario di partenza del nostro treno oppure è possibile inviare una mail ad un nostro contatto con un testo ben preciso.

Queste conversazioni faranno sempre più parte del nostro futuro: i dati relativi ad una ricerca effettuata dall’ Harvard Business Review indicano che attualmente 2 ricerche su 10 effettuate da mobile su Google sono vocali e si prevede che entro il 2020 il 50% delle ricerche avverranno senza l’utilizzo dello schermo.

Come inciderà questa rivoluzione sul marketing?

Quando si effettuano ricerche in rete, si segue un processo ben preciso: si digitano determinate parole chiave e si ottengono risultati differenti tra cui poter scegliere. La ricerca vocale, invece, assume toni molto più umani perché correlata ad un preciso desiderio che può essere espresso ed esaudito soltanto attraverso l’uso della voce. Con lo sviluppo delle tecnologie voice to text l’interazione tra uomo e dispositivo si trasformerà da grafico-tattile a sonora-vocale, stabilendo un contatto simile ad una vera e propria relazione.

Il diverso approccio di ricerca produrrà cambiamenti anche nelle strategie aziendali considerano che la “vista” sarà sempre meno utile: con le interfacce conversazionali le aziende potranno offrire suggerimenti, rispondere a domande dirette, riducendo le distanze e instaurando con i propri clienti un rapporto più diretto rispetto al passato.

Per poter utilizzare al meglio la tecnologia digitale delle interfacce conversazionali, i brand dovranno semplificare il più possibile la descrizione e i vantaggi delle loro offerte, ripensando anche le strategie SEO e di ricerca e concentrando l’attenzione sulla user experience del dispositivo da parte del cliente, che, se soddisfatto, potrà diventare sostenitore e ambassador del brand.

Pronti a orientare la strategia verso il voice first?