Illy VS Nespresso: cosa c’è dietro un caffè espresso

“Caffè”, “coffee”, “cafè”, oppure semplicemente “espresso”.

Chiedere un espresso è ormai sinonimo di chiedere un caffè, forse per questo due tra i più grandi marchi sul mercato a produrlo hanno inserito nelle loro strategie di naming parte di questa parola: (Espress)amente Illy e N(espresso). L’etimologia del termine racchiude un significato che rimanda alla rapidità di produzione di un caffè – tradizionalmente italiano – corto, corposo, nero, denso, espresso.

Illy, fondata a Trieste nel 1933, è un’azienda che produce caffè in diversi formati, da quello in polvere a quello in capsula. Nespresso, diversamente, nasce nel 1986 e da allora produce cialde da caffè. Il confronto pubblicitario di oggi vede le vede rivali proprio in merito agli spot dedicati all’espresso in capsula.

Nello spot “Iperespresso” di Illy è proprio il tempo di realizzazione dell’espresso ad essere protagonista. La pubblicità si propone come un focus sulla sequenza di passaggi che ne anticipano la realizzazione. Alle immagini si accompagna una voce fuori campo che scandisce i secondi durante la preparazione. Come da manuale il conteggio si ferma al 26esimo secondo, tempo fisicamente stimato per consentire all’acqua di filtrare attraverso la polvere di caffè. Lo spot evoca inconsciamente un richiamo ai 4 elementi naturali: terra, acqua, fuoco, aria. Analizzando le immagini è infatti possibile riconoscerli rispettivamente nella polvere del caffè, nell’acqua necessaria a realizzarlo, nel calore indispensabile durante il filtraggio della polvere e infine nel vapore che fuoriesce dall’espresso. Tecnico e sensoriale.

Forte della sua notorietà quanto del suo testimonial, Nespresso affida la sua ultima pubblicità nelle mani di George Clooney. Lo spot è infatti sequel di molti altri che, già in precedenza, lo hanno visto protagonista. Come nei precedenti short movie però, ad essere conteso non è il bel George ma il suo pregiatissimo caffè (N)espresso. Per una serie di avvenimenti l’attore si troverà a dover sacrificare le scarpe pur di aggiudicarsi l’ultima cialda utile a realizzare la tanto “corteggiata” bevanda. Non casuali, location e dettagli di lusso sullo sfondo a rimarcare l’elevata qualità del caffè di cui si sta parlando. Elitario e di classe.

Coffee time??

 

Kellogg’s VS Nestlé: le diverse “vesti” dei cereali

Gustosi o salutari, a colazione o per merenda, ormai i cereali sono diventati un prodotto da mangiare in diversi momenti della giornata.

Le due maggiori aziende a produrli sono Kellogg’s e Nestlè. La prima è una multinazionale statunitense produttrice di diversi alimenti per la colazione ma da sempre ricordata per i celebri Corn Flakes. La seconda è svizzera, anch’essa distributrice di moltissimi prodotti alimentari tra cui i cereali.

Il confronto #advVS verte tra gli spot di Kellogg’s EXTRA e Nestlé FITNESS.

Nel caso di Kellogg’s lo spot dei cerali EXTRA si presenta come una piccola scena di vita quotidiana in cui l’attenzione del visualizzatore è concentrata sulla sequenza di azioni del protagonista. La scena riproduce la routine mattutina di un giovane ragazzo in procinto di andare a lavoro. Palesemente in ritardo il protagonista si accorge che gli unici slip da poter indossare sono quelli della sua coinquilina. Nella fretta, rassegnato li indossa e si concede un veloce assaggio di alcuni fiocchi di cereali Extra. Colpito dall’incredibile sapore, invece di proseguire nella vestizione, si perde nel gustare un’intera tazza di cereali Kellogg’s Extra, dimenticando il ritardo.  Proprio in quel momento la coinquilina rientra, in compagnia di un’amica, sorprendendolo a mangiare cerali con indosso i suoi slip tipicamente femminili. Da qui la frase “Se lo provi ci prendi gusto”, rivolta al gusto travolgente dei cereali ma simpaticamente ironica nei confronti dello scambio di indumenti.

Diversamente, la scelta di Nestlé è quella di coinvolgere l’attenzione su specifiche caratteristiche e benefici dei fiocchi di cereali, dedicando ad essi la maggior parte delle inquadrature ed evitando la comune scelta della trama di sfondo. Anche se la scena si apre con l’immagine di una giovane donna che mangia i cereali Fitness, il resto dello spot si sviluppa sul focus di benefici e qualità dei fiocchi di cereali. In chiusura la frase “Ama ciò che ti fa sentire bene” sottolinea ancora una volta l’aspetto salutare del prodotto, suo punto di forza.

Kellogg’s il gusto travolgente che fa dimenticare il resto, Nestlé sani e nutrienti senza dover aggiungere altro.

Volkswagen VS Audi: quando l’heritage fa la differenza

Negli anni i vari marchi automobilistici hanno creato decine e decine di spot pubblicitari, molti tra questi vengono ricordati ancora oggi come veri e propri capolavori, frutto dei colpi di genio di creativi e abili pubblicitari. Se in alcuni spot si punta su humor e ilarità, in altri si lascia spazio ad idee innovative e trovate originali che rappresentino al meglio stile e valori aziendali. Fondamentale la scelta una musica di grande effetto: nelle pubblicità di questo genere, sono infatti molto frequenti inquadrature di paesaggi a cui sia accompagna il solo sottofondo musicale.

Nel confronto che proponiamo nel #advVS di oggi a sfidarsi sono gli spot delle aziende tedesche produttrici di automobili: Volkswagen e Audi.

Anche se la tipologia delle auto presentate in questi due spot è differente, ciò che accomuna queste due pubblicità – oltre al fatto di essere gli ultimi spot lanciati sul mercato dalle multinazionali – è senz’altro la voglia di utilizzare l’heritage, e quindi la storia delle due aziende produttrici, come principale e sufficiente spinta all’acquisto di una delle due auto.

Lo spot della nuova Golf 5 porte di Volkswagen è incentrato su un dialogo tra il guidatore – possessore dell’auto – e il passeggero. Il secondo molto più informato del primo sulle varie caratteristiche possedute dall’auto si prodiga nell’elencarne i vantaggi al conducente accorgendosi del fatto che non sono queste il motivo per cui quest’ultimo ha scelto di acquistare proprio una Golf. Del resto il messaggio si fa chiaro quando verso la fine dello spot compare la scritta “In fondo, a te basta sapere che è una Golf.”

Dall’altro lato Audi, brand altrettanto forte della sua storia, per pubblicizzare la nuova Audi A4 propone uno spot che si apre con l’immagine di un auto da rally (di cui ad una fugace visione non si nota il marchio) che sfreccia in un circuito fino a fermarsi. All’arrestarsi della corsa l’immagine si dissolve e l’auto da rally diviene immediatamente la nuova Audi A4. Solo allora l’associazione diviene più chiara e si intuisce che la precedente auto altro non era che una Audi Rally Version. Anche in questo caso la parte testuale, che compare alla fine della pubblicità, gioca un ruolo importante nell’affermare “Abbiamo una grande storia alle spalle. Ma voi non vi siete persi niente.” Ciò che viene sottolineato è quindi il fatto che Audi, forte della sua storia, è sinonimo di garanzia, sia per coloro che hanno già avuto modo di provarla in passato, ma anche per chi si avvicina solo ora al brand che  ha conservato e migliorato negli anni la sua esperienza in fatto di auto.

Golf e A4: il valore aggiunto è la marca.

Heineken VS Budweiser: la birra in pubblicità

In occasione del St. Patrick’s Day, il contest #advVS oggi mette a confronto due spot pubblicitari di cui la birra è protagonista.

Heineken VS Budweiser. Olandese la prima e americana la seconda, ma entrambe produttrici di “bionde”…birre bionde!

Heineken nasce ad Amsterdam nel 1873, da allora produce birra per un target compreso tra i 18 e i 35 anni. Diretta avversaria, l’americana Budweiser dal 1876 è un’icona dei valori americani di ottimismo e di festa.

The Match” è lo spot lanciato da Heineken, in occasione del nono anno consecutivo di sponsorizzazione della UEFA Champions League e parte della nuova campagna pubblicitaria diffusa a livello mondiale “Champion The Match”.

L’obiettivo dello spot, e quindi dell’intera campagna, è quello di proporre Heineken come birra ideale da sorseggiare guardando la partita, da soli o in compagnia. Per questo motivo il nuovo packaging, realizzato appositamente in occasione della Champions,  riguarda anche i box da 6 bottiglie o 12 lattine. La trama dello spot vuole in qualche modo sottolineare che i fan del calcio non si limitano a guardare la partita in tv, ma si battono per essa con ogni mezzo a loro disposizione. In scena, i marinai a bordo di un’imbarcazione uniscono le forze e si ingegnano per sfruttare le limitate risorse a loro disposizione per poter vedere la partita anche in mare aperto. Heineken offre loro molto più di una birra. Offre un veicolo di armonia, di spirito di gruppo; offre la possibilità di vivere ogni volta una grande notte da “gustare”, insieme ai propri amici, e alla loro birra preferita. Goliardico e patriottico.

Tutt’altro scenario è invece quello scelto dal birrificio americano, che continua la tradizione degli spot interpretati dai “best buddies”,  i migliori amici dell’uomo a quattro zampe. “Lost dog”, il minuto pubblicitario firmato Budweiser e trasmesso in anteprima durante il Super Bowl 2015, racconta infatti, una storia che ancora una volta ha per protagonisti i Budweiser Clydesdales e un tenero cucciolo di labrador. Nel precedente “Puppy Love”, spot Budweiser 2014, si celebrava l’amorevole “amicizia” tra un cucciolo di labrador e un bellissimo esemplare di Clydesdales. Questa volta i cavalli, ormai legati tradizionalmente al marchio americano, portano in salvo un cagnolino che si era perduto. Nel tentativo di tornare a casa il cucciolo si imbatte in un minaccioso lupo affamato. I cavalli avvertono il pericolo e corrono in suo soccorso riportandolo a casa, dove ad aspettarlo c’è il suo padrone che per festeggiare stappa un’immancabile Budweiser. Il sequel di immagini è ambientato nella scuderia di St. Louis, in Missouri, dove si trovano anche i quartieri generali dell’azienda.  Animalista e commovente.

Happy St. Patrick’s Day!

Martini VS Campari: scontro tra i “giganti” dell’happy hour

Martini e Campari, da sempre aziende leader nella produzione di bevande da aperitivo, oggi saranno protagoniste del confronto pubblicitario #advVS, rispettivamente con gli spot “Begin Desire” e “Piacere di conoscersi”.

Le bevande da aperitivo sono molteplici e diverse per gusto e grado alcolico, ma anche (e soprattutto) per i valori distintivi che si associano ai brand che le producono.  Forti della loro “heritage”, Martini e Campari sono in cima alla lista delle alternative tra cui scegliere all’ora dell’happy hour, ed entrambe sono accomunate dal fatto di essere, spesso, scelte  per via di ciò che rappresentano.

Martini è un brand dal carattere elitario, sognatore, raffinato, classico e attuale allo stesso tempo.

Campari è passione, prestigio e internazionalità.

Entrando nel vivo del confronto pubblicitario, ciò che emerge dall’analisi dello spot Martini è la volontà del brand di comunicare ai suoi consumatori che “non si dovrebbe mai smettere di inseguire i propri desideri”. L’intera pubblicità è girata a Roma ed è solo una parte della campagna che verrà invece diffusa in tutta Europa con il coinvolgimento di affissioni, social media e stampa. Lo spot celebra il concetto del desiderio in una sorta di invito a desiderare in modo autentico, senza tempo, combinando l’eredità di Martini con la cultura contemporanea. L’idea di fondo è che il consumatore è libero di inseguire i propri desideri e in questo caso Martini è l’incentivo a tentare di soddisfarli. Così come la protagonista della pubblicità, che abbandona il grembiule da cameriera per inseguire un futuro diverso, tutti possono scegliere di “continuare a desiderare”. Del resto è curioso sottolineare  che la stessa protagonista dello spot ha realmente cambiato la sua vita in virtù di esso. Lavorando come cameriera in un bar a Roma, venne notata dal regista americano Jake Scott, che ne fece l’attrice protagonista della campagna. Martini è sinonimo di desiderio e il messaggio “Begin Desire” si rivolge a tutti i sognatori come a dire: se anche tu hai dei sogni, non puoi non provarlo! 

Dall’altro lato, “Piacere di conoscersi” non solo è la headline della campagna firmata Campari, ma anche il perfetto riassunto del messaggio che si veicola tramite essa. Un inno all’amicizia, allo stare bene insieme, alla conoscenza di persone vecchie e nuove. Il tutto accompagnato da un intramontabile Campari Soda.

Nello spot è evidente che tutti i personaggi sono coinvolti nell’azione di bere un Campari Soda. In scena, un gruppo di amici si siede al tavolo di un bar; azione deducibilmente ricorrente, da cui emerge una sincronia spontanea e naturale nei movimenti dei protagonisti. La stessa naturalezza è applicabile al rito di ritrovarsi insieme davanti alla bevanda.  Gli attori coinvolti nello spot, infatti, si intrecciano tra loro per prendere posto a sedere, in maniera assolutamente naturale, come succede per le azioni così dette “solite”. Naturale come ordinare un Campari Soda… il “solito”. 

So…What’s your flavour?