Polaroid: il diario visivo di Andy Warhol

Immediata, semplice e leggera: Polaroid.

Era questo l’identikit della macchina fotografica preferita da Andy Warhol, artista poliedrico e massimo esponente della Pop Art.

Con la Polaroid – Big Shot – sono state immortalate le opere d’arte frutto dell’occhio fotografico di Warhol che da trent’anni galvanizzano il mercato, e per questo, tra le sue macchine fotografiche, è la più conosciuta.

Ma Andy ha fotografato in moltissimi altri modi…

Andy Warhol ha sempre portato con sé, per le strade di New York e in giro per il mondo, macchine della Canon, Chinon, Olympus, Konica e Minox, con cui realizzò scatti vividi e toccanti, vero spaccato della vita quotidiana dell’artista di Pittsburgh: la gente per le strade, le feste, i paesaggi urbani, i prodotti di consumo e i volti celebri di quegli anni.

Immagine secondo capoverso

Io porto la mia macchina fotografica ovunque vada. Avere un nuovo rullino da sviluppare mi dà una buona ragione per svegliarmi la mattina” diceva Warhol.

Naturalmente, è stata data molta enfasi, nella storia dell’arte fotografica, alla passione di Andy Warhol per l’utilizzo della Polaroid Big Shot, artefice delle sue opere fotografiche più importanti.

L’interesse sfrenato per l’immagine, più che per gli strumenti con cui catturarla, ha reso portabilità e semplicità di utilizzo prerogative indispensabili delle macchine utilizzate dall’artista. I suoi obiettivi dovevano essere in grado di catturare lo spaccato sociale, le espressioni e le emozioni nella loro fugacità. La tecnologia non conta perché è il soggetto a fare la differenza e l’idea ancor prima di esso.

Forte della sua idea di fotografia autentica, Warhol documentò gran parte della propria vita grazie alle Polaroid, scattando oltre 20.000 fotografie del suo eccentrico mondo fatto di arte, trasgressione, cultura e una sfrenata passione per la fama propria e altrui.

Era la Factory il luogo in cui le grandi produzioni dell’artista venivano alla luce, vero e proprio laboratorio di produzione oltre che punto di ritrovo e perdizione delle superstar hollywoodiane. Adorato all’inverosimile da buona parte del jet set statunitense, Warhol fra il 1960 e il 1987, anno in cui morì, racchiuse nelle sue istantanee ritratti autentici e sinceri della realtà quotidiana, condivisa con numerose celebrità del panorama artistico e cinematografico mondiale tra cui Liza Minnelli, John Lennon, Truman Capote, Jean-Paul Gaultier, Giorgio Armani, Sylvester Stallone, Arnold Schwarzenegger, Audrey Hepburn, Grace Jones e tanti altri.

Centinaia di questi scatti, per lo più inediti, sono raccolti nel libro “Andy Warhol: Polaroids”

…un racconto attraverso le immagini, pensato e realizzato circa 20 anni prima dell’arrivo di  Instagram.

Polaroid-Andy-Warhol-1

Arnold Schwarzenegger, 1977

Arnold Schwarzenegger

Audrey Hapbourn

Audrey Hapbourn

Elizabeth Taylor, 1986

Elizabeth Taylor

Giorgio Armani, 1981

Giorgio Armani

Jean Paul Gaultier, 1970

Jean Paul Gaultier

Liza Minelli, 1977

Liza Minelli

Sylvester Stallone, 1980

Sylvester Stallone

Truman Capote, 1979

Truman Capote