Biscottone e Nutella B-ready: pubblicità a confronto

Tra i tanti spot pubblicitari, quelli legati ai prodotti alimentari si contraddistinguono per la varietà dei messaggi sottostanti. Se per alcuni è meglio puntare sulla tradizione, sull’italianità o sulla famiglia, per altri diventa fondamentale far leva sull’originalità e spesso anche un po’ di malizia risulta vincente.

Nel “bombardamento” di stimoli pubblicitari provenienti anche dai competitor, le aziende devono riuscire a promuovere un prodotto in grado di captare l’attenzione di clienti consolidati e potenziali. Con questo scopo, il primo passo è quello di immedesimarsi nei panni del consumatore finale, per far sì che il messaggio sia il più originale possibile e venga recepito in modo chiaro.

Nel confronto di oggi vediamo come Mulino Bianco e Ferrero, da sempre leader indiscussi nella produzione di prodotti alimentari per famiglie, abbiano scelto la colazione come scenario perfetto per promuovere i propri biscotti.

È noto a tutti che, grazie alle sue storiche pubblicità ritraenti la famiglia tradizionale, Mulino Bianco è diventato uno stereotipo della famiglia perfetta, al punto da essere spesso citato nel comune parlare come esempio per descrivere la famiglia ideale. Ciò che non passa inosservato è quindi il nuovo approccio comunicativo usato dalla multinazionale nello spot pubblicitario dedicato ai biscotti per la colazione dal nome, criticato da molti, Biscottone. Lo spot ritrae un avvenente Antonio Banderas, da tempo testimonial di Mulino Bianco, alle prese con l’impasto per i biscotti nell’intenzione di riprodurre quelli della nonna che, nella sua memoria, erano appunto “grandi grandi”. Coprotagonista dello spot è una giovane donna, che si presta a tastare l’effettiva consistenza del Biscottone per poi definirlo aiutata dal suggerimento di Banderas: “inzupposo”. Da qui la tag-line accattivante “Grandi e inzupposi, provali a colazione!”. In questo caso Mulino Bianco sembra rivolgersi maggiormente ad un pubblico femminile che non familiare. A tal proposito la pubblicità suddetta ha riscosso innumerevoli commenti relativi alla fraintendibiltà o duplice senso (alimentare/sensuale) sia dei testi che del nome relativi al prodotto.

In qualità di competitor, Ferrero propone Nutella B-ready, biscotto di cialda croccante dal cuore tenero, perfetto sia da sgranocchiare che da inzuppare nel latte. Il target di riferimento dello spot è ancora una volta la famiglia e i suoi componenti. Ciò che appare diverso rispetto al precedente è che la comunicazione, sia testuale che iconica, presente nella pubblicità vuole coinvolgere non solo le mamme ma tutti i membri della famiglia. Nello spot in questione, Ferrero riproduce la tradizionale scena della mamma che sveglia i bimbi per fargli fare colazione. Il video prosegue poi con l’effettivo consumo dei biscotti Nutella B-ready da parte di tutta la famiglia appunto, sottolineando le diverse possibilità di gustare il prodotto, immergendolo o meno nella tazza di latte, come espresso nella tag-line “Sei pronto a croccarlo o sei pronto a tuffarlo nel latte?”.

Coppia attraente per Mulino Bianco, famigliola felice per Ferrero dunque. Che le strategie pubblicitarie si evolvano e si modifichino a seconda dei trend sociali non è una novità, ma nel caso di spot come questi, che succederebbe se i brand venissero oscurati e fossero solo le immagini a descrivere i prodotti?

A quale di queste assocereste la ormai popolare “famiglia del Mulino Bianco”?