Caffè: una bevanda a cui (quasi) tutto il mondo non sa rinunciare

Ospite immancabile di ogni tavola e situazione, il caffè è spesso collegato al Bel Paese e alle sue tradizioni che richiamano alla mente il gusto di un buon Espresso.

Noto ai veneziani fin dal 1570, il caffè comincia a essere consumato nelle città italiane solo all’inizio del Seicento. Dopo l’Italia il caffè arriva in Francia, dove compare a Marsiglia nel 1664 e di qui si diffonde fino a Parigi. Nel giro di pochi anni è conosciuto in tutta Europa e ovunque nascono luoghi di degustazione.storia7

Il costo della bevanda era all’inizio molto alto e solo i ricchi potevano permettersi il lusso di acquistarlo. Agli inizi del Settecento bere caffè diventa in quasi tutti i paesi nordeuropei una moda, un cerimoniale tutto aristocratico fatto di bon ton, servizi di porcellana creati ad hoc e la degustazioni. Le botteghe dove è possibile bere la stimolante bevanda consentono all’aristocrazia e alla borghesia di mescolarsi l’una con l’altra, di ritrovarsi faccia a faccia a parlare di politica. Da luoghi della mondanità i caffè diventano un centro per scambiarsi idee.

Nel corso del tempo l’Italia è poi diventata l’ambasciatore ufficiale della filosofia dell’espresso, nato non a Napoli come molti credono erroneamente ma a Torino, a seguito dell’invenzione della macchina per produrlo brevettata da Angelo Moribondo nel 1884. Un lusso made in Italy che ha saputo conquistare il gusto di tutto il mondo e influenzare il settore del food e degli accessori. Basti pensare alle boutique della svizzera Nespresso con capsule che racchiudono i migliori caffè del mondo, miscelati, torrefatti e macinati con maestria per ogni gusto e capriccio.

Ma attenzione, per trasformare il semplice gesto di bere un espresso in una degustazione indimenticabile, secondo l’Università del Caffè di Illy Caffè, è necessario utilizzare tutti e cinque sensi.

tazzina-caffeVista: l’espressione più evidente e caratteristica di un espresso perfetto è la crema. Consistente e durevole, una buona crema è indice di un espresso di qualità, estratto a regola d’arte.

Olfatto: in un’ispirazione intensa, le note aromatiche del caffè accarezzano e stimolano i sensi.

Gusto: la degustazione del caffè avviene utilizzando il goûte cafè, un apposito cucchiaio ricurvo creato appositamente per facilitare l’analisi sensoriale. Quando si assaggia, il liquido va aspirato dal cucchiaio e “nebulizzato” sul palato, in modo che il caffè prenda la forma di microbolle che entrano in contatto con le papille gustative più facilmente.

Tatto: gli olii e gli zuccheri presenti nel caffè offrono una piacevole morbidezza al palato, che viene identificata come corposità. L’astringenza è invece una percezione tattile-linguale di caffè di scarsa qualità e dell’espresso sovraestratto.

Udito: se la degustazione è un’arte, soggettività e memoria personale ricoprono un ruolo decisivo che porta i quattro sensi chiamati in causa a coinvolgere anche il quinto. La degustazione si arricchisce quindi dei rumori del bar, del tintinnio della porcellana di piattini e tazzine e dei commenti dei degustatori. Suoni che si imprimeranno nella memoria.la-banda-degli-onesti Un’esperienza sensoriale unica!

Per saperne di più leggi “Il lusso di un buon espresso” su Lusso Style di settembre

www.lussostyle.it

 

 

 

 

 

 

 

 

Illy VS Nespresso: cosa c’è dietro un caffè espresso

“Caffè”, “coffee”, “cafè”, oppure semplicemente “espresso”.

Chiedere un espresso è ormai sinonimo di chiedere un caffè, forse per questo due tra i più grandi marchi sul mercato a produrlo hanno inserito nelle loro strategie di naming parte di questa parola: (Espress)amente Illy e N(espresso). L’etimologia del termine racchiude un significato che rimanda alla rapidità di produzione di un caffè – tradizionalmente italiano – corto, corposo, nero, denso, espresso.

Illy, fondata a Trieste nel 1933, è un’azienda che produce caffè in diversi formati, da quello in polvere a quello in capsula. Nespresso, diversamente, nasce nel 1986 e da allora produce cialde da caffè. Il confronto pubblicitario di oggi vede le vede rivali proprio in merito agli spot dedicati all’espresso in capsula.

Nello spot “Iperespresso” di Illy è proprio il tempo di realizzazione dell’espresso ad essere protagonista. La pubblicità si propone come un focus sulla sequenza di passaggi che ne anticipano la realizzazione. Alle immagini si accompagna una voce fuori campo che scandisce i secondi durante la preparazione. Come da manuale il conteggio si ferma al 26esimo secondo, tempo fisicamente stimato per consentire all’acqua di filtrare attraverso la polvere di caffè. Lo spot evoca inconsciamente un richiamo ai 4 elementi naturali: terra, acqua, fuoco, aria. Analizzando le immagini è infatti possibile riconoscerli rispettivamente nella polvere del caffè, nell’acqua necessaria a realizzarlo, nel calore indispensabile durante il filtraggio della polvere e infine nel vapore che fuoriesce dall’espresso. Tecnico e sensoriale.

Forte della sua notorietà quanto del suo testimonial, Nespresso affida la sua ultima pubblicità nelle mani di George Clooney. Lo spot è infatti sequel di molti altri che, già in precedenza, lo hanno visto protagonista. Come nei precedenti short movie però, ad essere conteso non è il bel George ma il suo pregiatissimo caffè (N)espresso. Per una serie di avvenimenti l’attore si troverà a dover sacrificare le scarpe pur di aggiudicarsi l’ultima cialda utile a realizzare la tanto “corteggiata” bevanda. Non casuali, location e dettagli di lusso sullo sfondo a rimarcare l’elevata qualità del caffè di cui si sta parlando. Elitario e di classe.

Coffee time??