World Food Day, la giornata mondiale del cibo contro gli sprechi

Lo scorso fine settimana si è svolto il World Food Day, la giornata mondiale dell’alimentazione, momento per porre l’attenzione sul cibo in generale, e in particolare sulle abitudini alimentari degli italiani e sullo spreco di cibo. Quest’ultimo argomento è stato l’argomento principale, considerando che, nonostante la sensibilizzazione degli ultimi anni, lo spreco di cibo vale 8 miliardi di euro all’anno, ovvero circa 30 euro mensili a famiglia per 600 grammi circa di cibo. Questo valore è, però, relativo solo allo spreco percepito dalle persone intervistate. Secondo i dati dell’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market / Swg e del progetto Reduce (Università di Bologna / Ministero dell’Ambiente), la perdita è di ben 12 miliardi di euro. A questa cifra vanno poi sommate la perdita in campo (1 miliardo e 25 milioni), gli sprechi nell’industria (1 miliardo e 160 milioni) e nella distribuzione (1 miliardo e 430 milioni). Si arriva così al valore di 15 miliardi e 615 milioni di spreco alimentare annuo in Italia (elaborazione Distal Università di Bologna e Last Minute Market su dati Borsa Merci Bologna).

Per contrastare questo fenomeno decisamente importante è stata introdotta una nuova normativa anti spreco, che si unisce alla maggiore consapevolezza da parte dei consumatori, in particolar modo all’interno delle famiglie, dove l’attenzione aumenta in presenza di figli, in cui subentra oltre all’aspetto economico quello educativo. Nonostante ciò, il 25% degli italiani è convinto che lo sperpero maggiore non avvenga in casa ma dipenda dalla grande distribuzione e dalla ristorazione. Per questo motivo, da Novembre, partirà un monitoraggio dello spreco in collaborazione con diverse famiglie italiane. Si tratta del progetto “Diari di famiglia Waste Watcher”, promosso e realizzato dall’università di Bologna per misurare lo spreco reale attraverso annotazioni dettagliate, con valenza statistica e con il controllo incrociato tra quanto scritto e quanto effettivamente gettato nell’immondizia. Questo perché “Studiare le cause e i comportamenti familiari – spiega il docente Luca Falasconi, responsabile scientifico di Reduce – è il primo passo per garantire policies adeguate di prevenzione dello spreco.”

Discorso a parte vale per le mense scolastiche, dove si stima uno spreco di cibo preparato tra il 20 e il 50% dovuto soprattutto alla poca abitudine da parte dei bambini di mangiare verdure o, comunque, alimenti differenti tra quelli preferiti a casa.

In conclusione, la sensibilizzazione all’educazione alimentare va di pari passo con quella che insegna a non sprecare ai figli, come crede il 78% degli intervistati.

Taste of Roma: il gusto dei piatti stellati arriva all’Auditorium

Mancano pochi giorni all’evento enogastronomico più gustoso del mese e l’Auditorium Parco della Musica si prepara ad accogliere Taste of Roma, dal 17 al 20 settembre.

Quattro giorni dedicati al Gusto in cui 12 grandi chef incontrano il pubblico con proposte gourmet per tutte le tasche. Tra i grandi nomi della ristorazione cittadina saranno presenti Riccardo Di Giacinto, Cristina Bowerman, Andrea Fusco, Angelo Troiani, Daniele Usai, Francesco Apreda, Heinz Beck, Roy Caceres, Stefano Marzetti, Antonello Colonna, Giulio Terrinoni e Marco Martini.Taste-of-Roma

Una quarta portata ispirata al tema “World of Taste” arricchirà i menù degli chef stellati che, in omaggio ad Expo, potranno scegliere un ingrediente principale con il quale realizzare un piatto internazionale.

kidsOltre alle degustazioni, tanti gli eventi collaterali che arricchiranno il programma di Taste of Roma. Nelle 4 giornate in cui il cibo è l’ingrediente principale, i “condimenti” non mancheranno tra showcooking, area kids con corsi su misura, blind test e tanto altro. E per chi non solo ama mangiare ma anche cucinare, i corsi di cucina aiuteranno a perfezionare le proprie capacità culinarie.

Sul fronte beverage, l’Enoteca Trimani suggerirà l’abbinamento con le 12 ricette World of Taste e inoltre, proporrà al pubblico una carta dei vini con circa 50 etichette per esaltare la gustosa atmosfera della manifestazione.

Non sarà l’Euro ma il Sesterzo la moneta utilizzata per degustare i piccoli assaggi proposti dagli chef. Il cambio (1Euro=1Sesterzo) potrà essere fatto all’entrata dove sarà possibile scegliere tra ingresso standard; vip; corso di cucina; Junior e Kids.

Taste of Roma 2015. Roma – Auditorium Parco della Musica, viale Pietro de Coubertin, 30. Dal 17 al 20 settembre 2015, giovedì e venerdì dalle 19:00 alle 24:00 – sabato e domenica dalle 12:00 alle 17:00 e dalle 19:00 alle 24:00.

www.tasteofroma.it

 

 

Hamburger. Da fast food a gourmet, l’ascesa del panino più famoso del mondo

Conosciuto da tutti come sinonimo di fast food, l’hamburger si fa strada nei menù di ristoranti modaioli…e così del cibo spazzatura non resta neppure la scatola di cartone.

Da qualche tempo, infatti, sono molti i locali che trasformano il più famoso dei panini nel loro piatto forte, al punto da abbandonare la definizione di ristorante a favore del più rappresentativo termine “hamburgheria”.

ham1Requisiti? Location d’impatto, arredamento di design, gusto non solo nella scelta delle tovagliette ma anche nella selezione degli ingredienti: carne sceltissima di prima qualità, cottura personalizzata, farciture da nouvelle cousine, special souce, pane rigorosamente handmade… ed è subito moda! Gli hamburger continuano la loro ascesa al gourmet, lasciando sempre più lontano l’appellativo di junk food. Spesso accompagnati da birre artigianali di prima scelta, i panini sono serviti accanto a patate fritte, ribattezzate chips, mai passate per il congelatore.

A Roma, come anche in altre parti del mondo ormai, le hamburgerie aumentano a dismisura affermandosi come valida alternativa alla cucina tradizionale o ai più orientali – altrettanto apprezzati – sushi bar.

Frequentate soprattutto da giovani, ma degne dell’attenzione anche di buon gustai più maturi, tra le hamburgerie più apprezzate della capitale Ham Holy Burger, nata circa tre anni fa alle spalle di Piazza Fiume negli storici locali della Birreria Peroni. In quella che si definisce “l’Accademia dell’hamburger gourmet”, una cosa è certa: la qualità della carne piemontese è certificata da Slow Food Italia. Se il locale ha in parte confermato l’arredamento rivisto e corretto della vecchia birreria, un tocco decisamente tecnologico è dato dalla presenza di un iPad, posizionato su ogni tavolo con il quale potrete ordinare. Qualità e quantità… le porzioni non vi deluderanno.
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All’ombra del Gazometro, nel quartiere Ostiense, c’è Hopside. Perfetto stile newyorkese, legno alle pareti, riproduzioni delle prime pa
gine dei più importanti quotidiani americani, il locale oltre ad offrire ottimi hamburger è anche un birrificio artigianale.

Al Contesto Urbano, in zona San Giovanni, servono un fantastico Black Burger: pane al nero di seppia, baccalà alla romana (prima panato, poi fritto, condito con pomodoro, pinoli e spezie), mentuccia e patate al forno.

A voi la scelta!

 

I 5 cibi amici della TINTARELLA

Agosto si avvicina! Amanti dell’abbronzatura? Niente paura, se non avete tempo a sufficienza per andare al mare o soffrite all’idea di trascorrere ore ed ore sdraiati al sole… il cibo può esservi d’aiuto.

Sudare sotto i raggi di un sole rovente per sfoggiare un colorito diverso dal bianco latte, per molti, non è il massimo del relax. Al di là delle solite creme abbronzanti o di spray che colorano solo per qualche ora c’è una soluzione molto più salutare…e gustosa!

L’alimentazione può aiutare la nostra pelle ad essere più sana, più bella e, soprattutto, più colorata e predisposta all’abbronzatura. A quanto pare ciò che mangiamo è efficace per il nostro corpo tanto quanto quello che ci spalmiamo sopra, se non di più. Il segreto? È il beta-carotene, contenuto in molti frutti e verdure di colore rosso-arancione. Questa sostanza, una volta assunta dall’organismo, viene convertita in vitamina A e promuove la formazione della melanina, alleata numero uno della tintarella.

Non solo cibi di colore rosso o arancio: l’abbronzatura è stimolata anche da molti altri cibi di colore diverso, contenenti beta-carotene. Eccone 5 che, se mangiati regolarmente durante l’anno, aiutano la pelle ad essere più sana e meno pallida.

1. Carotecop

La grande quantità di beta-carotene che le carote contengono favorisce il rilascio di melanina. Consumandole regolarmente e con moderazione, la nostra pelle sarà più sana e colorita. I buoni effetti del consumo di carote non finiscono qui: ne sono riconosciuti benefici cardiovascolari e per di grande auto per la vista.

2. Patate dolcipatate-dolci-americane-proprieta-benefici

Le patate dolci contengono molte fibre e pochissime calorie e sono ideali per una dieta sana ed equilibrata. Non solo! Questi vegetali pieni di vitamina A, hanno capacità antinfiammatorie, antibatteriche e regolano lo zucchero nel sangue.

3. PeperoniAbbronzatura_peperoni

I peperoni, specialmente quelli rossi, contengono una buona quantità di carotenoidi. Sembra, infatti, che un solo peperone rosso offra al nostro corpo più di tre volte la dose quotidiana di vitamina C.

4. Zucca

ZUCCAIn una dieta equilibrata, anche la zucca dovrebbe essere consumata regolarmente. Oltre a contenere una grande quantità di beta-carotene, non tutti sanno che il succo di zucca può essere utilizzato come bevanda diuretica, ottima per combattere gli inestetismi della pelle

5. Cavolo neroAbbronzatura_cavolo_nero

Oltre ad essere buonissimo e utile per realizzare ricette di diverso tipo, questa verdura anche se scura, è ricca di anti ossidanti, sali minerali e vitamina C. Ecco perché dovrebbe essere una presenza fissa nella nostra dieta, se si pensa non solo all’azione benefica sulla pelle, ma su tutto il nostro corpo.

A A… Abbronzatissimi

B come Barbecue

Veloce, divertente e amato da molti soprattutto in estate: preparate la carbonella, è tempo di Barbecue!

Barbecue, BBQ o grigliata che dir si voglia, questa modalità di cottura ha origini antichissime. In alternativa al crudo infatti, i cibi venivano cotti su braci ardenti con il solo ausilio di ramoscelli, utilizzati come spiedi. Sebbene oggi gli strumenti a disposizione si siano evoluti, il gusto di mangiare all’aperto resta lo stesso…così come il profumo del cibo alla brace!

A collection of friends gathered around a bbq

Oltre all’aspetto culinario però, il barbecue è amatissimo perché considerato e vissuto come un momento di aggregazione e di relax da condividere tra amici e parenti. Organizzato nei minimi dettagli in un grande giardino, o improvvisato su un piccolo terrazzo, con ingredienti ricercati o semplici fette di pane per la bruschetta, è uno dei modi migliori per gustare un pranzetto o una cena all’aria aperta.

Ma grigliata non vuol dire solo carne, anzi. Le vie del barbecue sono quasi infinite. Si prestano alla griglia anche pollame, pesci, verdure, pane, polenta e frutta e, grazie alle salsine di condimento, è possibile realizzare un intero pranzo, dall’antipasto al dessert.

I segreti per una grigliata perfetta?

idea creativeSicuramente questo è il periodo migliore per mangiare all’aperto e organizzare un BBQ degno di nota. Il menù può variare tra moltissime prelibatezze dalla carne al pesce, passando per le verdure, ma anche funghi, tofu, pannocchie, pane e frutta per un dessert originale. Qualunque sia l’alimento, bisogna comunque evitare che si carbonizzi, che venga avvolto dal fumo, che sia lasciato a cuocere troppo a lungo. L’imperativo categorico deve essere: temperatura non troppo elevata e permanenza sul fuoco più breve possibile. Un piccolo consiglio per rendere più gustosa la cottura di carne e pesce è quello di marinarli precedentemente con una salsa a base di aceto, vino o limone e diverse erbe aromatiche a scelta. In questo modo, potrete conservare più a lungo i cibi e insaporirli prima di cuocerli.

Dimmi che salsa vuoi!

Mai come sui cibi alla brace, le salse danno quel valore aggiunto al sapore dei cibi. Salsa tartara, guacamole, alla menta o allo yogurt… ecco alcune ricette delle più apprezzate dagli amanti del barbecue!

copertinaSalsa barbecue
Niente di meglio della salsa barbecue nella sua versione originale americana. Per prepararla, tritate finemente la cipolla e l’aglio e fateli rosolare in una casseruola nel burro. Fate sfumare con un goccio d’aceto e poi aggiungete la passata e il concentrato di pomodoro. Unite la senape, il peperoncino e continuate a mescolare. Fate cuocere per 20 minuti e poi fate raffreddare. Filtrate la salsa e aggiungete sale, pepe, tabasco e salsa Worcester a piacere.

Salsa di birra alle mele
Questa salsa è perfetta da abbinare alle carni di maiale. Tagliate a dadini sottili una mela rossa e fatela rosolare in padella con una noce di burro e una foglia di alloro. Non appena prendono un po’ di colore, coprite le mele con due bicchieri di birra rossa. Portate a bollore e lasciate che le mele si ammorbidiscano. Frullate tutto nel mixer e aggiustate di sale e pepe.

Salsa al vino e Worcester
Per chi ama i sapori speziati, questa è la salsa giusta. Fate una riduzione di vino, mettendo in un pentolino due bicchieri di vino rosso, un trito di carote, un sedano e una cipolla a dadini e una foglia di alloro. Quando avrete ottenuto la riduzione, aggiungete due gocce di salsa Worcester e cuocete ancora per due minuti. Filtrate la salsa e aggiungetela alle carni rosse.

Pronti i fuochi, via!

This Is Food

Roma. L’industriale e metropolitana location delle Officine Farneto, a partire dal 29 maggio fino a domenica 31 maggio, ospita This Is Food. Un evento dedicato al buon cibo e alla gastronomia per celebrare la nuova food culture metropolitana.Una moltitudine di realtà gastronomiche, tutte originali e diverse tra loro, si radunerà durante i tre giorni della manifestazione per deliziare occhi e palati dei partecipanti. Dai fritti al finger food, passando per cocktail ricercati, pizza, pasta all’uovo fino ad arrivare alla frutta. Il tutto presentato in chiave originale e creativa all’insegna di tradizione, innovazione, qualità e ricerca di nuovi sapori. Ma non è tutto.

TIF-2015-FLYER-TEASER-WEB-ILLUSTRAZIONE-DEF-2This Is Food è anche musica e intrattenimento. Durante i tre giorni di manifestazione alcuni dei dj set soliti animare le serate romane come Rock’nYolk e Freak&C si alterneranno per allietare tutti i presenti con il giusto sottofondo musicale.

Buon cibo e buona musica sì, ma anche opportunità di imparare qualcosa in più sull’universo gastronomico. La scuola di cucina “Les Chefs Blancs” offrirà ad adulti e bambini la possibilità di imparare l’arte culinaria partecipando a corsi di cucina amatoriali in programma a This Is Food. Le lezioni, della durata di un’ora ciascuna, garantiranno a tutti coloro che vi prenderanno parte l’ingresso gratuito alla manifestazione.
Per i più piccoli sarà allestita una area kids con personale qualificato che intratterrà i più piccoli con attività inerenti al cibo e non solo.

This Is Food è anche un’opportunità di crescita professionale. Grande novità di quest’anno è infatti Container: un contest che offre la possibilità agli imprenditori emergenti nello scenario gastronomico di predisporre, durante l’evento, un temporary restaurant per sperimentare il potenziale del proprio progetto in presenza di blogger, giornalisti ma soprattutto dei fooders. I due vincitori del contest avranno a disposizione un container vuoto da allestire, uno staff da coordinare e un menù di lancio da presentare nei tre giorni di manifestazione. Ciò consentirà ai piccoli imprenditori di constatare il grado di appeal dei piatti proposti e del food concept ideato. Sarà il pubblico a decretare il vincitore finale; il progetto che otterrà maggiore successo si aggiudicherà il titolo di Container 2015.
Bon Appétit!

www.thisisrome.it/

La pubblicità è Donna

Da nutrice a moglie, da madre a icona sexy, da massaia a donna in carriera, la storia della pubblicità è costellata da figure femminili alternate e scelte secondo le necessità dell’epoca.

Ciò che va chiarito è il reale motivo che negli anni ha spinto pubblicitari e grafici ad utilizzare la figura femminile come testimonial delle campagne pubblicitarie più disparate. Un percorso storico teso a catalogare le figure femminili nella storia della pubblicità consente di sottolineare quanto sia indifferente la categoria di prodotto da pubblicizzare rispetto alla scelta costante di utilizzare una donna come suo testimonial. Detersivi, bevande, auto, cibi o sigarette: la pubblicità è Donna!

Se parliamo di cibi e detersivi, è facile affermare che la pubblicità sia donna perché è femminile il pubblico implicito cui è diretta. Molto spesso questo genere di pubblicità si costruisce ricalcando i capisaldi della cosiddetta ‘cultura femminile’ attribuendo una centralità maggiore ad affetti e sentimenti seguendo la logica dell’emozione e del coinvolgimento.

Ad onor del vero c’è da dire però che spesso la figura femminile viene “usata” per rendere appetibile un marchio o un prodotto che non ha nulla a che fare con l’universo femminile ed ecco che l’immagine di Donna diventa una “protagonista fuori contesto”.

Questa duplice “funzionalità” della donna in pubblicità è ben visibile sfogliando gli archivi storici delle pubblicità di una volta.

Ciò che è emerso dalla raccolta iconografica realizzata dall’agenzia fotografica americana Getty Images è che le donne erano usate principalmente per indurre ad acquistare sigarette e cibo.

Parliamo degli anni delle divine di Hollywood, Ava Gardner, Rita Hayworth, Lauren Bacall, che spesso venivano immortalate in versione femme fatale con la sigaretta in mano. Da qui l’immaginario collettivo si lasciava sedurre e le donne che volevano essere “moderne” cedevano alle lusinghe di marche famose che promettevano loro l’emancipazione attraverso una sigaretta.

Uguaglianza andata in fumo?

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Soia: l’importante è che sia bio

La soia è un legume di origine asiatica, da anni diffuso in tutto il mondo e molto usato anche in Italia. Con l’aumento della popolazione dedita alla dieta vegana e a tutti i “sushi addicted”, anche il consumo della soia è cresciuto a dismisura negli ultimi anni.

È d’obbligo peImmaginerò fare delle considerazioni in merito alle diverse tipologie di alimenti che contengono la soia e alle diverse modalità di assunzione di questo legume. Riconosciuta come alimento sano e nutriente da molteplici nutrizionisti, la soia è recentemente stata al centro di numerose polemiche relative ai pericoli che possono scaturire dal suo consumo.

 

Soia e cancro

Il primo dubbio da chiarire è quello relativo alla connessione tra soia e cancro. La confusione su tale rapporto deriva dalla presenza di ormoni chiamati fitoestrogenio isoflavonicontenuti nella soia. Tali ormoni presentano una struttura simile a quella degli estrogeni ma con effetti completamente diversi. Gli isoflavoni, infatti, hanno la capacità di impedire alle cellule maligne di attaccare l’organismo, formando una sorta di barriera naturale e preservando i tessuti di molteplici organi. Le loro proprietà antinfiammatorie e antiossidanti sono in grado di ridurre sia disturbi dovuti alla carenza di estrogeni, sia quelli imputabili ad un loro eccesso.

Soia e OGM

Per garantire i suoi benefici la soia deve essere naturale, altresì detta biologica, e dunque non geneticamente modificata. Gli OGM sono organismi di cui viene manipolata una porzione di DNA per ottenere caratteristiche che altrimenti non avrebbero in natura, da qui la dicitura di Organismi Geneticamente Modificati. Gli alimenti modificati dall’uomo sono sicuramente da escludere tra quelli a cui si possono attribuire dei benefici e anzi andrebbero eliminati dalla dieta di chi vuole prediligere un regime alimentare salutare. Ad onor del vero, va detto che la soia è un alimento soggetto a modificazione genetica ma è altrettanto vero che tutti siamo in grado di  leggere le etichette durante l’acquisto dei prodotti. Basterà acquistare solo quelli non geneticamente modificati.

 

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Expo Milano 2015: universali Expo-sizioni Extra-sensoriali

Expo Milano 2015 si appresta ad essere il più grande evento gastronomico dell’anno. Dal 1 maggio al 31 ottobre, Milano accoglierà le esposizioni degli oltre 140 paesi partecipanti all’iniziativa. I numeri della manifestazione internazionale prevedono  circa 1 milione di metri quadri e oltre 20 milioni di visitatori attesi nella Capitale Lombarda.

A cavallo tra avanguardia e tradizione, Expo è un luogo di assaggio dei migliori piatti del mondo, sede di eventi artistico-musicali, convegni ,mostre e laboratori creativi, il tutto nel rispetto degli equilibri naturali del pianeta. “Nutrire il pianeta, energia per la vita” è infatti il tema a cui si ispira l’intera manifestazione.

La maggior parte dei padiglioni prevede iter espositivi di grande impatto, ideati per immergere i visitatori in un’atmosfera unica ed extrasensoriale in grado di coinvolgere ben più delle sole papille gustative. Ponte tra futuro e tradizione, le architetture ideate dai 145 paesi aderenti prevedono percorsi interattivi volti a stimolare una partecipazione attiva dei visitatori.

Tra i padiglioni è sfida architettonica

Dead line fissata alla fine di gennaio per quanto riguarda la chiusura delle architetture dei padiglioni in mostra dal 1 maggio a Milano. Mancano meno di 100 giorni all’apertura di Expo Milano 2015 ed è ancora gara aperta per realizzare il padiglione più straordinario, all’insegna della sostenibilità. Lo specifico piano di monitoraggio ambientale, infatti, ha imposto agli oltre 140 paesi aderenti l’utilizzo di materiali riciclabili ed ecosostenibili nella costruzione dei padiglioni.

Tra i più sorprendenti quello del Kuwait, ispirato alle vele dei dhow (tradizionali barche a vela arabe) racconterà la storia di un paese ricchissimo di petrolio e molto povero d’acqua che ha applicato le tecnologie più avanzate per vincere le condizioni naturali avverse. L’architettura prevede la di presenza di una facciata laterale progettata come serra esporre le molteplici varietà di piante idroponiche del paese.

La Germania colpisce invece per le dimensioni. Con 4.933 metri quadri lo spazio espositivo tedesco è tra i più grandi  all’interno della manifestazione. Ispirato ai campi agricoli e alla natura floreale, il padiglione  vedrà una base ricoperta di “piante” verdi  a simboleggiare il germoglio delle idee. L’obiettivo è di rendere visibile ai visitatori l’importanza di tutelare la natura per la sicurezza alimentare.

Dinamico e attrattivo, il padiglione degli Stati Uniti, vuole raccontare la storia del cibo americano tra innovazione, nutrizione e salute. L’edificio interamente sostenibile, è un omaggio all’agricoltura americana e prevede una struttura verticale dalla quale ogni giorno si otterrà un raccolto.
Palazzo-Italia-Expo Il Palazzo Italia è una delle  strutture che rimarrà alla città  dopo la chiusura dell’Expo, come  lascito della manifestazione, con  destinazione d’uso ancora da  stabilire. I progettisti hanno  concepito l’architettura del  Padiglione Italia come una  comunità riunita attorno alla sua  piazza, in cui ogni visitatore  potrà immergersi nell’atmosfera tipica della tradizione italiana. Oltre a Palazzo Italia, il padiglione made in Italy, si estende lungo il viale del Cardo dove avranno luogo numerose attività gastronomiche e non. In una sorta di “foresta urbana” ad impatto ambientale zero, vetro fotovoltaico e cemento fotocatalitico contribuiranno ad assorbire lo smog di Milano. I 2.550 metri quadrati di spazi espositivi conterranno un auditorium, un ristorante, sale convegni e  bar,  oltre che l’attesissima terrazza panoramica con vista sull’intero sito espositivo.

Questo e molto altro in mostra ad Expo Milano 2015: dove architettura, cibo, cultura e sostenibilità si fondono “NATURALMENTE”.

 

 

 

Il “baratto” del 21esimo secolo si chiama Food-Sharing

Non buttare il cibo che non verrà consumato ma condividerlo con altre persone. È questo il principio alla base dell’iniziativa, nata da qualche anno in Germania, con il nome di “Food-Sharing”.

Immaginate di avere in frigo dei prodotti prossimi alla scadenza nella consapevolezza che non riuscirete a consumarli in tempo. In Germania da qualche anno non sarebbe più un problema da risolvere ma anzi un’opportunità per prendere parte ad un’iniziativa di

Food-Sharing. L’esempio arriva da Raphael Fellmer, 28 anni di origine tedesca, che dal 2012 non fa più la spesa nei supermercati. Abbiamo sentito parlare di lui nella puntata de “Il Testimone”, programma televisivo condotto da Pif, in cui si è dedicato un intero servizio proprio al giovane Fellmer, convinto che la cosa giusta da fare sia andare verso una società in cui si riducono al minimo gli sprechi, specialmente in un momento così difficile per l’Europa.

No agli sprechi e Si alla condivisione, nasce così foodsharing.de

Il portale tedesco foodsharing.de, nato in Germania due anni fa, è in cima alla lista dei siti dedicati a questa attività. L’iniziativa, anche se con un riscontro minore, è arrivata in Italia: ifoodshare.org e www.scambiacibo.it sono alcuni dei siti a cui è possibile registrarsi per organizzare lo scambio di cibi. Lo stesso Facebook, con pagine dedicate all’argomento, è una risorsa utile in tal senso.

foodsharing Il meccanismo alla base è sempre lo stesso: una volta  effettuata la registrazione vanno indicati tipologia e  quantità, scadenza, data e luogo in cui i prodotti in eccesso  potranno essere scambiati ( a Berlino sono nati anche dei  punti di raccolta del cibo in scadenza ). Naturalmente, gli  utenti, oltre ad offrire il cibo in eccesso hanno la  possibilità di accedere alle dispense dei “donatori”. I  prodotti alimentari vengono condivisi non  necessariamente con persone bisognose ma con tutti coloro che sono disponibili a scambiarli.

Il successo dell’iniziativa e la sua potenzialità risiedono nel fatto che non ci si rivolge esclusivamente a singoli cittadini dotati di buona volontà, ma anche ad aziende alimentari, produttori, esercizi commerciali, società di ristorazione e associazioni che si occupano di recupero e gestione delle eccedenze alimentari.

Insomma non sprecare , ma (S)CAMBIARE!