È LA NUOVA COMUNICAZIONE, BELLEZZA

Solitamente si pensa alla pubblicità e all’informazione come due mondi distinti, ma ora la comunicazione è fatta di contaminazioni, fusioni e non parliamo solo di media mix, cioè dell’uso di diversi mezzi di comunicazione per veicolare un singolo messaggio.

La vera sfida è riuscire a raccontare un’azienda o una società senza che l’utente o il cliente lo percepisca come spam. Bisogna infatti partire dalle esigenze del cliente e riuscire ad essere utili e fruibili. È importante per le aziende riuscire a portare all’attenzione degli utenti dei contenuti di valore, che non siano una mera vendita del prodotto, è in questo modo che poi si crea una vera comunità e fiducia.

Il mondo della comunicazione sta puntando sempre di più su questa via, cercando di fare informazione sul brand o sul settore di appartenenza, per creare un testo che punti l’attenzione in contemporanea sia su una notizia che sul prodotto. Entra in gioco il famoso storytelling di cui ormai si sente parlare in abbondanza e che è il punto focale di molte strategie di comunicazione, sia via social che non.

Non rimane che iniziare a raccontare questa storia.

“C’era una volta…”

 

Digital PR

Da quando il digitale è entrato a far parte della quotidianità nel mondo del lavoro, alcune professioni hanno saputo (e dovuto) evolversi con la digitalizzazione.

La facilità concessa dal web di entrare in contatto e stringere relazioni con interlocutori lontani e talvolta sconosciuti, ha fatto sì che alcuni settori lavorativi un tempo esclusivamente offline si siano oggi radicalmente trasformati.
Un esempio calzante riguarda le professioni legate alle Pubbliche Relazioni svolte dalle agenzie di comunicazione. Se un tempo le PR tradizionali si sviluppavano per lo più con i giornalisti, in quanto principali divulgatori delle notizie sui media, oggi i canali digitali hanno fortemente incrementato il numero di destinatari a cui rivolgere le proprie comunicazioni. Oltre ai giornalisti, le agenzie e gli uffici di comunicazione devono necessariamente relazionarsi anche con le persone. Il pubblico ritiene, infatti, sempre più attendibile la voce di nuove figure quali influencer, blogger, community e social media manager.2 E così, come cambia l’interlocutore, cambia anche l’approccio per contattarlo. In virtù di questo è stata teorizzata una modifica nella definizione stessa di PR Digitale: se fino a poco tempo fa l’acronimo PR era comunemente inteso come Public Relations, oggi viene meglio espresso – almeno nel settore digital – come People Relations.
La figura del Digital PR ha il compito di far conoscere i progetti creati e/o promossi dall’organizzazione ai personaggi attivi che operano in rete, per promuovere e far circolare la notizia, il prodotto o l’evento per il quale si vuole creare awareness. Ad esso spetta definire la strategia di comunicazione e di engagment a seconda dei propri interlocutori per poi individuare le più efficaci modalità di presenza nei canali digitali
In pratica
Un bravo Digital PR si occupa di:
• conoscere ed essere costantemente aggiornato sui canali e le piattaforme sui quali il target è più o meno attivo
• attivare/ingaggiare dei contatti in base al settore in cui si opera
• creare e aggiornare un database di contatti da coinvolgere negli specifici progetti di comunicazione
• curare e gestire le relazioni con i propri interlocutori e interagire con loro online
• attivare le relazioni coltivate in occasione dei progetti aziendali
• produrre contenuti
• monitorare il buzz (brusio della rete)
• gestire i flussi di comunicazione sulle “piazze sociali” (social media, community, forum, ecc.) legati all’oggetto della comunicazione
• creare una reportistica a termine delle attività

Social Media Strategy

I social network rappresentano per l’azienda un canale di comunicazione ormai imprescindibile per attuare una strategia di marketing efficace.

Fare comunicazione attraverso i social permette all’azienda di avere molti più vantaggi rispetto a quella tradizionale. Primo tra tutti la possibilità di raggiungere con un post una pluralità di target nel medesimo momento. È importante però che i contenuti siano elaborati in base al social media che si sceglie di utilizzare, tenendo conto delle peculiarità di ognuno di essi.

La grande rivoluzione apportata dalla comunicazione sui social è strettamente legata all’immediatezza nella pubblicazione dei contenuti. Barriere che sembravano insormontabili come la distanza geografica o temporale sono state letteralmente abbattute dai nuovi canali di comunicazione. Ciò è favorito dalla semplicità con cui il target ha accesso ai contenuti mediante un qualsiasi dispositivo mobile, smartphone o tablet, ormai largamente utilizzati dalla maggioranza delle persone. Comunicare sui social significa anche immediatezza in termini di risposta e gradimento da parte dello stesso pubblico.Social-Media-2-540x359Ogni post, video, foto o contenuto nel momento stesso in cui viene pubblicato diviene strumento di analisi misurabile in termini di like, visualizzazioni, coinvolgimento e risposta. In questo modo l’azienda dialoga virtualmente con l’utenza finale abbattendo i limiti legati alla comunicazione tradizionale.Altra grande potenzialità dei social è che il loro utilizzo non comporta costi, sia per chi pubblica contenuti, sia per chi li legge. Infine questo tipo di comunicazione offre alle aziende la possibilità di essere editor di se stesse in merito ai contenuti e alle modalità con cui pubblicarli. Quest’ultimo punto può però rivelarsi un’arma a doppio taglio se non si hanno le giuste conoscenze in materia di social media strategy.

Un esempio di social media strategy efficace è quello degli internazionali BNL d’Italia. Durante la Social Media Week tenutasi a Roma questo giugno, gli organizzatori della manifestazione hanno illustrato la loro media strategy da cui prendiamo spunto per definire come si sviluppa.
– Analisi
Prima di attuare una social media strategy è opportuno fare un’analisi della storia aziendale per definire quali siano i valori da comunicare e in che modo.

– Programmazione
La social media strategy richiede una programmazione che definisca con quale frequenza/modalità pubblicare i contenuti e quali canali utilizzare per farlo.

– Contenuti
I contenuti hanno il compito di attirare attenzione e quindi generare Engagement da parte del pubblico. Per far si che ciò accada i contenuti offerti devono essere esclusivi, attuali e autentici.

– Interattività
La forza dei social media risiede anche nella loro capacità di rendere il pubblico attivo. È buona regola attuare una strategia basata sul dare/avere ossia pubblicare un post in cui si chiede al pubblico di caricare foto taggando l’azienda e poi ripubblicarla sui canali ufficiali della stessa è un modo per rendere i contenuti interattivi coinvolgendo i consumatori.

– Integrazione
Una buona social media strategy prevede un’integrazione tra i diversi canali utilizzati. Ad esempio caricare su Facebook un contenuto aziendale visibile su YouTube può aumentarne le visualizzazioni allargando il target esposto allo stesso contenuto

– Innovazione
A prescindere dal canale utilizzato, una buona strategia social si distingue per originalità nel modo di utilizzarli. Se ad esempio viene lanciato un contest in cui si richiede ai consumatori di scattare una foto potrebbe essere interessante organizzare dei photo moment in spazi precedentemente adibiti agli scatti, trasformandoli in set fotografici. Oppure predisporre delle foto cornici originali in cui chiedere di inserire le foto.

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