Contagiosi, virali. VIDEO

Tra gli strumenti di comunicazione non convenzionali le aziende, da qualche hanno a questa parte, hanno iniziato a utilizzare i video virali. Prerogativa fondamentale di questo strumento è la sua capacità di propagarsi spontaneamente diffondendosi tra un alto numero di persone – da qui il termine virale – come per effetto di un contagio tra esse.

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Ciò che incuriosisce in questa scelta strategica è che in realtà, trattandosi di campagne di comunicazione, tutti i video messi in circolazione nascono con l’intento di raggiungere quante più persone possibile. Quello che non è altrettanto certo è che ciò avvenga sempre nello stesso modo e soprattutto ottenendo lo stesso grado di contagio di un video realmente definibile virale.

Pubblicità? No, Grazie.

Negli ultimi anni il bombardamento pubblicitario, diffuso soprattutto nel web, ha reso gli utenti ostili a questo tipo di messaggi. I contenuti virali hanno dalla loro parte il fatto stesso di non presentarsi al pubblico come pubblicità ma anzi come filmati capaci di incuriosire il navigatore prima ancora di palesare il brand che lo ha realizzato. Non trattandosi di pubblicità diretta, la diffusione di tali video non avviene sui classici canali distributivi – ad esempio le email – ma piuttosto si inserisce tra i comuni contenuti fruibili dai siti come YouTube. La condivisione spontanea di tali video, non percepiti come pubblicitari, è il primo punto di forza di questo tipo di comunicazione in quanto, a differenza di qualsiasi altra campagna pubblicitaria, la sua diffusione avviene gratuitamente a vantaggio delle aziende.

Condizioni di contagio

La prima regola di contagio è la creatività. Una buona idea creativa, un titolo accattivante e un messaggio semplice da fruire sono gli ingredienti alla base della propagazione. La capacità di contagiare dei video e quindi di diffondersi tra un maggior numero di persone è inoltre strettamente legata al fattore tempo. Un filmato per essere virale deve saper catturare l’attenzione di chi lo guarda nei primi 5 secondi e di emozionarlo nei primi 60. La maggioranza dei video di successo riporta caratteristiche comuni facilmente traducibili come “condizioni di contagio”. Prima tra tutte la capacità di stupire. Lo stupore è dato da una trama non banale, dalla scelta di personaggi  capaci di suscitare emozioni –  quali riso, tenerezza, pathos, mistero, suspense – che vadano in crescendo e mai in senso contrario. Una musica incalzante può aiutare a scandire il ritmo di fruizione dei contenuti. In fine il colpo di scena fa sicuramente la differenza e può essere sfruttato per un ritorno in termini di promozione e pubblicità ad esempio scegliendo di svelare il logo dell’azienda mittente solo al termine del filmato. Quest’ultimo se palesato in un contesto non commerciale ma anzi inserito in una sequenza divertente risulterà meno invasivo e quindi non rifiutato, ma condiviso.

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