What’s your Face Shape?

Ogni viso ha una sua particolarità che lo rende unico e irripetibile ma, in realtà, tutti i volti possono essere classificati in gruppi che ne rispecchiano le caratteristiche in base alla loro forma. Come riconoscerla? Basta una matita per labbra uno specchio e una mano ferma che vi disegni sopra il profilo riflesso. Prima di farlo, meglio raccogliere i capelli in modo tale da delineare un contorno chiaro e preciso nello specchio. E il gioco è fatto!

Rotondo, ovale, quadrato, allungato, o a cuore?

Ecco qualche “trucco” utile a riequilibrare le linee del volto, sia con il taglio e l’acconciatura dei capelli, sia con l’aiuto di un buon make-up.

Viso Rotondo
tondo michelle-williams-louis-vuitton-20141Il cerchio è geometricamente sinonimo di perfezione, proprio per questo, in tema di look l’ordine non è certo quello che fa per voi. Tagli pari e chiome tirate a lucido non valorizzano questo tipo di viso….largo alla creatività allora! Scalature, acconciature semi raccolte, e ciuffi morbidi sono quello che ci vuole per movimentare e creare verticalità! Il trucco aiuta, giocando con il chiaro-scuro! Illuminate la fronte, il centro del mento e il contorno occhi, scolpite con toni più forti le tempie, le guance e i profili del mento.

quadrato keira-knightleyViso Quadrato
La parola chiave è “meesy”, spettinato! Anche in questo caso le linee fronte-mento e zigomo-zigomo sono più o meno lunghe uguali, in più l’ampiezza della fronte e una mandibola molto definita creano un effetto di durezza. Con un viso spigoloso meglio optare per tagli sfilati e acconciature spettinate. In questo modo si restituisce morbidezza al volto, le ciocche scomposte eliminano la durezza dei lineamenti e li rendono meno evidenti. Make-up? L’obiettivo è dare attenzione alla parte centrale del volto: cipria al centro del viso e terra sui contorni!

Viso a Cuore
Fronte ampia e mento appuntito? Il caschetto è il vostro alleato migliore! Paro e deciso, asciugato leggermente mosso, il bob è perfetto per riempire la zona del mento ricreando la forma ovale. Con il make-up giocate con i punti luce: chiaro per le zone centrali del viso come fronte, naso e mento, scuro per i lati della fronte e le tempie in modo da ridurre la parte superiore del volto.

Viso RettangolareSarah_Jessica_Parker_0810_04
Un viso lungo è caratterizzato dalla maggiore lunghezza del tratto fronte mento rispetto a quello tra i due zigomi. Per spezzare la naturale verticalità, l’ideale è una frangia geometrica, definita e tagliata all’altezza delle sopracciglia! Abbandonate la piastra o tutto ciò che ricordi una lunga autostrada per sconfinare nelle onde morbide che riuscite a creare! Il segreto è nel volume! Per ridurre la lunghezza del viso spennellate un fard dai toni scuri sulla parte alta della fronte e sul finale del mento.

OVALE_Kristen_Stewart_Viso Ovale
Il viso ovale sembra essere il più desiderato o semplicemente quello che lascia maggiore spazio alla fantasia in fatto di look. Data la sua regolarità si presta a styling di vario genere, dal lungo a l corto, dal raccolto allo sciolto…fortunate sbizzarritevi, anche con il trucco!

Et voilà!

Il viaggio del make up dall’antichità ad oggi

‘Cosmetica’ dal greco kosmetikòs: atto ad abbellire. La sola etimologia della parola molto ci lascia immaginare su come le donne del passato guardassero al

Le origini del make up

Già nell’antico Egitto il make up iniziava a diffondersi tra le classi più e meno abbienti. 2Per gli Egizi la bellezza era molto importante e i cosmetici fungevano anche da medicinali: per esempio il famoso trucco che si usava applicare agli occhi serviva non solo per abbellire ma anche per proteggersi e curarsi da agenti esterni come sole e aria. Profumi, olii e cosmetici di ogni genere erano presenti abitualmente nella toeletta di uomini e donne, senza alcuna distinzione di ceto. L’arte di “dipingersi” il volto, praticata da Re e Regine era un modo per esaltarne la bellezza. Oltre ai reali, che spesso modificavano il trucco più volte al giorno in base alle occasioni, anche uomini e bambini evidenziavano il profilo degli occhi  utilizzando il kohl nero o verde, estratto da minerali quali galena e malachite. Per dare risalto alle sopracciglia e alle palpebre, gli Egizi si aiutavano con piccoli bastoncini di legno per tracciare delle linee dall’angolo interno dell’occhio verso l’esterno, arrivando talvolta fino alle tempie. L’utilizzo di minerali per colorare e abbellire la pelle aveva una anche la funzione di tenere gli insetti lontani dal viso (ed evitare quindi infezioni e malattie).

Donna Greca

Nell’antica Grecia all’uso del khol – per tracciare linee nere di contorno agli occhi – si aggiungeva quello di un pigmento inorganico formato da carbonato basico di piombo che serviva per uniformare l’incarnato coprendo leggeri inestetismi. Oltre ad un primitivo “fondotinta”, la vera novità apportata dalle donne greche fu la scoperta dell’ombretto. Colorare le palpebre con colori di varia natura divenne un tratto distintivo del trucco associato a quell’epoca. Come si nota anche dai reperti i colori più apprezzati erano il blu, l’azzurro e le diverse scale di verde. La pelle veniva poi illuminata con degli estratti di minio, ancusa o fuco, dai colori forti e rossicci, per dare risalto alle guance e renderle rosee, sinonimo di perfetta salute.

 

3A Roma l’abitudine del trucco ha vissuto un’evoluzione diversa. Inizialmente, le donne romane usavano curare la propria igiene solo con acqua e profumi delicati per non appesantire i propri lineamenti lasciando così il viso libero da contaminazioni esterne. La ragione di ciò rimanda ai poeti romani. Questi ultimi, infatti, nelle loro poesie erano soliti deriderle per via di trucchi troppo eccessivi e poco delicati. Con gli anni, la libertà delle donne romane crebbe, finchè l’uso del cosmetico divenne di consueta abitudine. L’attenzione per occhi e sopracciglia rimase più o meno invariata, ma si iniziava a dare peso anche all’incarnato del viso. Le matrone romane amavano avere la pelle pallida, per questo usavano un impasto di argilla e biacca per renderla più chiara e uniforme.

La pelle diafana era apprezzata anche in età Vittoriana, epoca in cui solo le donne di cattivi costumi usavano truccarsi pesantemente. Se per i greci, il rossore delle guance era sinonimo di salute, nei primi del ‘900 una donna di alta classe doveva preservare il colore chiaro della pelle. greta-garbo-ritrattoDal 1930 le case cosmetiche iniziarono ad utilizzare le star di Hollywood come icone di bellezza, al punto che, a prescindere dal ceto sociale, truccarsi divenne presto un rito comune per tutte le donne.  Solo dopo la seconda guerra mondiale, complice l’influenza mediatica di cinema e stampa, si assiste a una vera esplosione di colori. Forte di queste origini e tradizioni storiche, il trucco è oggi una forma di espressione e ogni donna è libera di scegliere come eseguirlo, e con quali strumenti realizzarlo.

Del resto anche i più grandi make up artist ideano e creano nuove tendenze, partendo dalle origini e guardando al futuro, mantenendo come costante un aneddoto senza tempo: la vanità è donna!