Abbigliamento sostenibile: quando la moda è attenta all’ambiente

L’industria della moda è spesso considerata al pari di una qualsiasi industria pesante. Il tessile contribuisce infatti a inquinare il Pianeta in maniera consistente, in maniera non troppo diversa da un’acciaieria.
A pagare le conseguenze dell’inquinamento ambientale sono soprattutto i paesi asiatici come India, Cina e Pakistan, dove sorgono la maggior parte delle fabbriche che producono tessile a basso costo, distribuito poi nei paesi ricchi.

eco-fashion_8038a2b224e3c31c578409a13a629632La moda sostenibile cerca di ribaltare questa filiera puntando all’utilizzo di materie prime certificate, in fibre naturali biologiche o provenienti dalla catena del riciclo. Da qui nasce l’impegno di diverse associazioni ambientali nel chiedere alle grandi multinazionali della moda di assumersi impegni concreti, al fine di inquinare meno.

Un esempio è la collezione AI 2014/15 Max Mara Weekend che ha introdotto una selezione di capi realizzati in uno speciale tessuto hi-tech, Made in Italy, ricavato dalla trasformazione di bottiglie di plastica riciclate. Il filato in questione è estratto da un processo di riciclo meccanico e non chimico delle bottiglie, la cui produzione risulta essere altamente innovativa e completamente tracciabile. Grazie a questo sistema è possibile risparmiare acqua ed energia, riducendo notevolmente le emissioni di CO2.

jansL’idea di American Eagle è di realizzare jeans partendo dal riciclo dei fondi di caffè. La linea di jeans, lanciata sul mercato a metà ottobre, vede la presenza di circa 2,25 grammi di caffè riciclato su ogni capo. I jeans “verdi”, pur non avendo la capacità di tenere sveglio chi li indossa, presentano una serie di vantaggi legati alla presenza di granelli “verdi” contenuti nel tessuto: riducono la necessità di lavaggi grazie alle proprietà antibatteriche, limitando così gli sprechi di acqua, impediscono il passaggio di odori e proteggono la pelle dai raggi UV. I pori microscopici del caffè contenuti nei tessuti, infatti, riflettono i raggi ultravioletti allontanandoli dalla pelle.

Non è la prima volta che il caffè viene utilizzato nell’abbigliamento: a febbraio Marks & Spencer aveva presentato scarpe realizzate con granelli di caffè e bottiglie di plastica e, nel 2014, anche Sloggi aveva proposto all’estero la collezione Love Cafè, con lingerie ottenuta da caffè riciclato.

 

“ Ai-Du On Porter”: l’Ape vagante che diventa boutique

Ritorno al passato o tendenza futura? Sembra che le “apette itineranti” siano le boutique del momento.

Nasce nel 2011 da un’idea tutta femminile il brand “Ai-Du” . Una linea di abbigliamento “fatta a mano” e firmata Made in Italy da Francesca Fontanella. La novità interessante, oltre alla creatività espressa nelle forme e nei tessuti, è la location di esposizione dei capi: un’Ape-Car.

Le creazioni, realizzate a mano, molto spesso sono pezzi unici che si discostano dalla produzione di massa. La rivendita e la diffusione del brand danno vita al progetto “Ai-Du on Porter”, altrettanto creativo e originale. Si tratta, infatti, di una boutique itinerante ricreata in un’Apetta quattro ruote e curata in ogni singolo dettaglio (basti pensare che all’interno è presente un camerino mobile). L’Ape-Car non ha sede fissa, ciò consente di trasportare le creazioni in diversi luoghi aumentandone la visibilità.

ai-du1 La creatività del brand si  esprime al meglio in abiti ed  accessori. Ogni capo della linea  Ai-Du, infatti, ha qualcosa di  stravagante e fuori dagli schemi:  sciarpe con cappuccio, gilet con  intagli pizzo, gonne  asimmetriche dai tessuti  ricercati, pezzi unici e mai  banali…tanto da vestire giovani  volti noti della tv italiana.

 

Stilista e creatrice del progetto Francesca Fontanella, che segue i suoi abiti dalla creazione alla vendita finale, trasportandoli personalmente nelle varie “tappe” di Ai-Du. Lo stesso nome, non sembra mettere radici, ma anzi lascia  spazio a diverse chiavi d’interpretazione: dall’inglese , trascrizione di come si pronunciano i termini “I do” “lo faccio”, “lo voglio”; dal giapponese “lo faccio per amore” in alcune accezioni.

L’Agenda degli appuntamenti si ripete settimanalmente, salvo maltempo o diverse necessità: lunedì in Zona Ponte Milvio; martedì in Via Cortina D’Ampezzo; mercoledì in Piazza Euclide; giovedì in Viale Europa; venerdì in Viale Tiziano.

Due ore è la durata massima di occupazione del suolo pubblico; il meteo è spesso un nemico; i comuni non sempre sono favorevoli ad autorizzare le soste… eppure, soprattutto a Roma, sembra che le piccole vetture, dal fascino retrò, siano sempre di più nonostante le limitazioni del caso.

Are you curious? www.ai-du.it

 

 

 

Countdown per l’evento più fashion della capitale: AltaRoma dal 30 gennaio al 2 febbraio 2015

Trampolino di lancio per designer emergenti e immancabile vetrina per stilisti affermati, AltaRoma è l’evento in cui tradizione e innovazione si fondono. La manifestazione che da anni scandisce gli appuntamenti dell’haute couture made in Italy , con cadenza semestrale, è stata riconfermata: il calendario del fashion system dedica ad AltaRoma AltaModa le giornate che vanno dal 30 gennaio al 2 febbraio 2015.

Ebbene sì, nonostante le difficoltà iniziali nella raccolta dei fondi necessari alla realizzazione dell’evento, AltaRoma si farà. Basta tornare al mese di dicembre per ricordare le criticità incontrate dal presidente della manifestazione, Silvia Venturini Fendi, nel trovare un accordo tra i soci in merito alle cifre da stanziare per la realizzazione della fashion week capitolina. Così enunciava il comunicato stampa, datato 19 dicembre, sul sito ufficiale della kermesse: “Come più volte sottolineato ai Soci, Altaroma, pur avendo svolto fino ad oggi le necessarie attività preparatorie, raccolto la disponibilità a prendere parte alle sfilate e ai progetti della manifestazione da numerosi designer, maison e accademie, ed essendo pronta a proseguire nella realizzazione della manifestazione, in virtù di questo ulteriore rinvio, a poche settimane dall’evento, si vede oggi costretta a congelare ogni attività, in attesa di nuove determinazioni da parte dell’Assemblea dei Soci.”

Stilisti in rivolta sui social network, ed è subito hashtag

aSuperate le intemperie – anche grazie al considerevole successo ottenuto dall’iniziativa social #IOSTOCONALTAROMA, lanciata da alcuni stilisti poi sostenuta da blogger, giornalisti, fotografi e moltissimi cultori dell’haute couture –  per questa stagione invernale AltaRoma continuerà a regalare emozioni a tutti gli appassionati di moda e non solo.

Ancora pochi giorni per accreditarsi… Il conto alla rovescia è iniziato!

Women Fashion Power: il Design Museum di Londra celebra lo stile del potere

Women-Fashion-Power-London-Design-Museum-07Una collezione esclusiva, un’esposizione che vanta i capi più rappresentativi del potere: tutto al femminile. A partire dalla curatrice. Porta infatti la firma di Zaha Hadid la mostra Women Fashion Power – fino al 26 aprile 2015 al Design Museum di Londra – che raccoglie gli abiti icona dal 1850 a oggi. Presenti in prestito anche i capi delle ventisei donne contemperane più influenti al mondo, compresa una cappa color panna di Prada, con chiusura a portafoglio, scelta dall’architetto anglo irachena per rappresentare sé stessa. Inaugurata il 29 ottobre scorso, la mostra esplicita il rapporto tra le donne e il potere attraverso l’abito, espressione di stile e di leadership.

Gli abiti icona delle donne più influenti dell’ultimo secolo e mezzo, in mostra fino al 26 aprile 2015

Dalla politica alla musica, dall’imprenditoria, allo spettacolo – senza ovviamente dimenticare il mondo della moda e del design – Vivienne-Westwood-Climate-Revolution-Runwayl’esibizione rappresenta gli outfit di donne quali Margareth Thatcher e Anne Hidalgo, attuale sindaco di Parigi, la giornalista Kirsty Wark, Lady Diana e la cantante Skin, l’imprenditrice Natalie Massenet, le stiliste Diane von Furstenberg e Vivienne Westwood: figure iconiche che hanno saputo scolpire segni indelebili nella storia dell’umanità e del Fashion System, a suon di personalità e carisma. E non solo vestendo il tailleur anni Ottanta, tipico delle donne in carriera firmate Giorgio Armani, tutto spalline e taglio maschile. Perché, per manifestare il proprio potere, non bisogna necessariamente assomigliare ai colleghi uomini.

 

 

Info: http://designmuseum.org

 

 

– Preview della video installazione realizzata da Ruth Hogben per Women Fashion Power –