Google Adwords #02. Gli errori da evitare

Google Adwords è il servizio online di advertising che sta divenendo sempre più utilizzato dalle imprese in quanto una delle soluzioni più efficaci e di semplice applicazione per ottenere visibilità sul web (ne abbiamo parlato qui).

Una volta attivata, il successo di una campagna Adwords dipende principalmente dalla costante gestione che ne consegue. Molto spesso, infatti, si riscontrano errori gestionali ricorrenti che ne minano la buona riuscita e le conseguenti possibilità di ottimizzare budget e guadagni.

Ecco i 10 errori gestionali più comuni.. prevenire è meglio che curare!

  1. Utilizzo errato delle keyword

Attenzione ad utilizzare con parsimonia le keyword con corrispondenza generica, in quanto sono le più “pericolose”. L’obiettivo di una campagna Adwords non è coprire un intero mercato e toccare tutti gli utenti, bensì individuare e colpire la nicchia di potenziali clienti che possano trasformarsi in clienti reali nel più breve tempo possibile. Impostare le keyword con corrispondenza generica ci porterà sicuramente ad avere molto traffico ma poco qualificato, e che difficilmente convertiremo ai nostri obiettivi.

  1. Mancato utilizzo delle corrispondenze inverse

Per affinare ulteriormente il mercato delle keyword su cui competere, è molto importante prevedere una lunga lista di keyword a corrispondenza inversa, ovvero, quelle parole la cui digitazione nella query di ricerca impedisce ad un annuncio di essere attivato. Il corretto utilizzo delle corrispondenze inverse ci permetterà di individuare il nostro mercato esatto. La ricerca di queste parole chiave è un’attività in continuo divenire, che non può essere fatta solo ad inizio campagna. Le parole vanno monitorate costantemente (utilizzando la funzione “Dettagli parole chiave“) e la lista di keyword negative va sempre ottimizzata. Ad esempio, aggiungendo “gratis” come parola chiave a corrispondenza inversa alla campagna, si chiede ad AdWords di non mostrare il tuo annuncio per qualsiasi ricerca contenente il termine “gratis”.

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  1. Non monitorare le conversioni

Potrà sembrare assurdo, ma esistono tantissime aziende che realizzano costantemente campagne Adwords, senza però aver mai impostato il codice di monitoraggio delle conversioni. La corretta gestione di una campagna Adwords invece, non può prescindere da questo aspetto, non soltanto perché solo così possiamo avere un riscontro effettivo di quante vendite riesce a generare la nostra attività di pay per click, ma anche per capire aspetti più trasversali che possono tornare utili nella strategia di Web marketing. Ad esempio scoprendo quali sono le keyword che convertono di più sarà possibile utilizzarle anche nella strategia SEO.

  1. Non organizzare Gruppi di annunci funzionali alla campagna

Una delle funzionalità di base nella fase di impostazione di una campagna Adwords è la suddivisione in gruppi di annunci. I gruppi di annunci ci permettono di “spacchettare” una campagna in tante mini campagne. Questa cosa è fondamentale poiché consente di raggiungere livelli di specificità maggiori e colpire delle micro-nicchie di mercato. L’obiettivo è creare delle strategie diverse per ogni gruppo di annunci.

  1. Non impostare campagne di Remarketing

Le campagne di Remarketing hanno come obiettivo di mercato gli utenti che hanno precedentemente cliccato su annunci di altre campagne, ma senza effettuare un acquisto o una conversione. Se impostate in maniera efficiente, le campagne di remarketing consentono quindi di ottimizzare notevolmente il budget dedicato al pay per click andando a recuperare tutti quei click che non hanno generato conversioni.

  1. Non monitorare la concorrenzalente-500x500

Uno dei più grandi errori commessi in fase di studio di una nuova campagna Adwords è legato allo scarso o inesistente monitoraggio dei
competitor. Quale prodotto pubblicizzano? A quale prezzo? Su quali keyword stanno puntando? Come gestiscono gli annunci? Come sono le landing page? Tutti questi dati possono aiutare a capire in che direzione stiamo andando e se siamo effettivamente competitivi sul mercato. A differenza di una strategia SEO (di lungo termine), con Adwords e il pay per click i risultati devono essere quanto più immediati possibile.

  1. Non prestare attenzione agli annunci

L’attività del copy per Google Adwords è molto particolare e delicata. Deve essere un mix di creatività, trasparenza, persuasione e con un chiaro invito all’azione. Il tutto senza dimenticare l’inesorabile limite dei caratteri imposto da Google.

  1. Non utilizzare Landing page adeguate

Uno degli elementi decisivi per spingere all’acquisto un utente è la landing page. Dopo aver scelto le giuste keyword e incuriosito gli utenti con un annuncio di appeal è importante scegliere una landing page coerente. Più precisamente che sia in linea con l’annuncio e con le keyword della campagna, ma che sia anche specifica del prodotto che si sta promuovendo e abbia un invito all’azione molto chiaro, definito e distinguibile dal resto degli elementi del sito.

  1. Non creare annunci per Google ShoppingGoogle-shopping-bag

Fino a poco tempo fa gli operatori del settore avevano la possibilità di utilizzare gratuitamente le opportunità di Google Shopping. Oggi purtroppo non è più così e Google Shopping è sottoposto alle regole di Adwords. Di conseguenza, molte aziende hanno smesso di utilizzarlo ma rimane un canale molto importante ed è utile prevedere una parte di budget da dedicare.

  1. Non monitorare l’andamento della campagna

Molto spesso i preventivi per la gestione di una campagna Adwords risultano abbastanza cari. Ma è normale e sarebbe strano il contrario. Oltre al tempo speso nel settaggio iniziale, la gestione della stessa richiede tanta attenzione e un impegno quotidiano. Nessuna campagna Adwords infatti, raggiungerà mai il successo se non si prevede una attività di monitoraggio costante. Chi gestisce campagne Adwords deve avere notevoli capacità analitiche, essere in grado di interpretare i dati ed il mercato, in modo da scegliere sempre gli annunci con il CTR e con il tasso di conversione più alti, ed avere capacità di prendere decisioni in breve tempo.

Google AdWords: come impostare una campagna di successo

Sempre più aziende credono nelle potenzialità del web come strumento di marketing, anche per realizzare campagne pubblicitarie online rivolte al proprio target. Gli strumenti a disposizione delle imprese per ottenere visibilità in questo senso sono in continuo aumento, ma tra le soluzioni più efficaci e di semplice applicazione, Google propone AdWords.

Tramite il famoso programma di Google, è possibile avviare campagne pubblicitarie in due diverse modalità: su siti partner o tra i risultati di ricerca.

Nel primo caso gli annunci, di vario tipo e dimensione, appaiono direttamente su siti WEB partner (ad esempio YouTube): cliccando sull’annuncio, l’utente viene poi rimandato alla pagina web dell’inserzionista.

Il secondo metodo implica l’inserimento di annunci nella pagina dei risultati di Google (SERP). Nella SERP, insieme alla lista dei risultati non sponsorizzati correlati alla ricerca effettuata, in alto e a destra vengono indicati anche gli annunci pubblicitari, correlati alle stesse chiavi di ricerca. Anche in questo caso, se un utente è interessato all’annuncio, cliccando su esso verrà rimandato alla pagina web dell’inserzionista.esempio

Google AdWords permette di realizzare gli annunci per due tipi principali di campagne.

-Campagne Display visibili su siti internet: per attivarle occorre creare degli annunci testuali o visuali (banner) caricandoli dal proprio PC o creandoli direttamente dentro AdWords. Successivamente, si dovranno impostare le opzioni di targeting (ad es. donna o uomo, di una certa età, con certi interessi etc.) e indicare la categoria di siti dove dovrà comparire l’annuncio (musica, infanzia, sport etc.).

-Campagne Search visibili tra i risultati di ricerca Google: trattandosi di annunci che compaiono sulla SERP, possono essere solo testuali e non possono contenere immagini e animazioni.

Ma quale investimento bisogna sostenere per avviare una campagna AdWords?

I costi dipendono da una scelta strategica dell’inserzionista che potrá impostare la campagna con un CPC (Costo Per Clic) in base a quante volte gli utenti hanno cliccato sull’annuncio, oppure un CPI (Costo Per Impression) ovvero in base a quante volte l’annuncio è comparso sui siti, o tra i risultati della pagina di ricerca su Google.pay per clic

Per attivare le campagne è inoltre necessario creare un elenco di parole chiave correlate con il prodotto/servizio da promuovere. La scelta delle keywords è fondamentale in quanto gli annunci verranno poi visualizzati in base alla pertinenza delle parole chiave scelte con il prodotto stesso.

Ogni parola chiave di AdWords ha un costo che dipende da quanti inserzionisti vogliono far comparire annunci legati a quella parola. Più inserzionisti scelgono quella parola, più il suo costo aumenta. A stabilire quali annunci verranno visualizzati su Google, è un meccanismo automatico di asta. Ogni inserzionista può stabilire il prezzo massimo che è disposto a pagare per una keywords (ad esempio al massimo 2 € per ogni clic), il resto lo fa automaticamente l’asta. L’annuncio che verrà concretamente visualizzato alla ricerca di una determinata keywords, è quello per il quale si è fissato il prezzo più alto. Il pagamento, mai superiore al prezzo stabilito, da parte dell’inserzionista avviene nel momento in cui l’utente clicca sull’annuncio.

Riassumendo, per attivare una campagna con Google Adwords si ha bisogno di:

1) un account Gmail.

2) un sito internet o di una pagina web di destinazione (landing page).

3) uno strumento di pagamento accettato da AdWords (carta di credito etc.)

Per tutto il resto c’è NewsCast!