Arredare riciclando: il potenziale nascosto dei pallet!

palletIn italiano bancale, meglio noto come pallet. Nati come pedane d’appoggio, destinati ad essere immagazzinati nelle industrie o fuori dai supermercati, oggi i pallet sono ricercatissimi per tutt’altra ragione d’utilizzo…quella di arredare.

Negli ultimi anni, complice la moda dell’arredamento hand-made, i pallet vengono utilizzati per reinventare spazi d’arredo in stile green.

Ciò che fa di questo materiale grezzo un pezzo di arredamento attuale e modaiolo è la sua innata versatilità.

Dal divano al letto, passando per la scrivania e l’appendiabiti, sono moltissime le possibilità di trasformare queste pedane di legno in oggetti di uso quotidiano…come ad esempio i “vasi” da giardino.

Riciclo creativo, pronti via!

imagesIngredienti? Pallet, fantasia e creatività. Una volta certi di possedere questi tre elementi è possibile iniziare ad arredare spazi aperti o chiusi utilizzando le pedane industriali come base, basta seguire alcuni piccoli accorgimenti.

A questo proposito c’è da sapere che quando si prende un bancale per trasformarlo in qualcosadi creativo, è bene assicurarsi che non ci siano marchi o sigle (se marchiato deve esserci la dicitura DB-HT a significare che è stato trattato termicamente e non chimicamente).

Se si vuole colorare il pallet è consigliabile dare una mano di impregnante  prima del colore, così facendo la tinta colorata che si passerà in un secondo momento, non verrà assorbita dal legno e rimarrà brillante e corposa. Se la pedana fosse già stata colorata in precedenza, e la si volesse riverniciare, si consiglia un passaggio di cementite antecedente a quello del colore scelto.pallet-riciclati

Per chi vuole usare il pallet al naturale è importante levigarlo bene (evitando schegge spiacevoli), e poi darle comunque una mano di flatting all’acqua, scegliendo di conservare la naturale colorazione in legno chiaro, o di alterarla con i toni di ciliegio, noce o betulla, mantenendo l’effetto legno tanto in voga al momento.

La potenzialità del pallet risiede nella capacità di “vestirsi” a seconda degli elementi che gli si pongono accanto.

Moderno ma con richiamo al vintage, hipster ma dall’animo urban-chic, minimal e green, cool ma low-cost…è un invito a liberare la creatività!

Come a dire: “Mostrami cosa ci crei, e ti dirò chi sei”!

 

“ Ai-Du On Porter”: l’Ape vagante che diventa boutique

Ritorno al passato o tendenza futura? Sembra che le “apette itineranti” siano le boutique del momento.

Nasce nel 2011 da un’idea tutta femminile il brand “Ai-Du” . Una linea di abbigliamento “fatta a mano” e firmata Made in Italy da Francesca Fontanella. La novità interessante, oltre alla creatività espressa nelle forme e nei tessuti, è la location di esposizione dei capi: un’Ape-Car.

Le creazioni, realizzate a mano, molto spesso sono pezzi unici che si discostano dalla produzione di massa. La rivendita e la diffusione del brand danno vita al progetto “Ai-Du on Porter”, altrettanto creativo e originale. Si tratta, infatti, di una boutique itinerante ricreata in un’Apetta quattro ruote e curata in ogni singolo dettaglio (basti pensare che all’interno è presente un camerino mobile). L’Ape-Car non ha sede fissa, ciò consente di trasportare le creazioni in diversi luoghi aumentandone la visibilità.

ai-du1 La creatività del brand si  esprime al meglio in abiti ed  accessori. Ogni capo della linea  Ai-Du, infatti, ha qualcosa di  stravagante e fuori dagli schemi:  sciarpe con cappuccio, gilet con  intagli pizzo, gonne  asimmetriche dai tessuti  ricercati, pezzi unici e mai  banali…tanto da vestire giovani  volti noti della tv italiana.

 

Stilista e creatrice del progetto Francesca Fontanella, che segue i suoi abiti dalla creazione alla vendita finale, trasportandoli personalmente nelle varie “tappe” di Ai-Du. Lo stesso nome, non sembra mettere radici, ma anzi lascia  spazio a diverse chiavi d’interpretazione: dall’inglese , trascrizione di come si pronunciano i termini “I do” “lo faccio”, “lo voglio”; dal giapponese “lo faccio per amore” in alcune accezioni.

L’Agenda degli appuntamenti si ripete settimanalmente, salvo maltempo o diverse necessità: lunedì in Zona Ponte Milvio; martedì in Via Cortina D’Ampezzo; mercoledì in Piazza Euclide; giovedì in Viale Europa; venerdì in Viale Tiziano.

Due ore è la durata massima di occupazione del suolo pubblico; il meteo è spesso un nemico; i comuni non sempre sono favorevoli ad autorizzare le soste… eppure, soprattutto a Roma, sembra che le piccole vetture, dal fascino retrò, siano sempre di più nonostante le limitazioni del caso.

Are you curious? www.ai-du.it