Volkswagen VS Audi: quando l’heritage fa la differenza

Negli anni i vari marchi automobilistici hanno creato decine e decine di spot pubblicitari, molti tra questi vengono ricordati ancora oggi come veri e propri capolavori, frutto dei colpi di genio di creativi e abili pubblicitari. Se in alcuni spot si punta su humor e ilarità, in altri si lascia spazio ad idee innovative e trovate originali che rappresentino al meglio stile e valori aziendali. Fondamentale la scelta una musica di grande effetto: nelle pubblicità di questo genere, sono infatti molto frequenti inquadrature di paesaggi a cui sia accompagna il solo sottofondo musicale.

Nel confronto che proponiamo nel #advVS di oggi a sfidarsi sono gli spot delle aziende tedesche produttrici di automobili: Volkswagen e Audi.

Anche se la tipologia delle auto presentate in questi due spot è differente, ciò che accomuna queste due pubblicità – oltre al fatto di essere gli ultimi spot lanciati sul mercato dalle multinazionali – è senz’altro la voglia di utilizzare l’heritage, e quindi la storia delle due aziende produttrici, come principale e sufficiente spinta all’acquisto di una delle due auto.

Lo spot della nuova Golf 5 porte di Volkswagen è incentrato su un dialogo tra il guidatore – possessore dell’auto – e il passeggero. Il secondo molto più informato del primo sulle varie caratteristiche possedute dall’auto si prodiga nell’elencarne i vantaggi al conducente accorgendosi del fatto che non sono queste il motivo per cui quest’ultimo ha scelto di acquistare proprio una Golf. Del resto il messaggio si fa chiaro quando verso la fine dello spot compare la scritta “In fondo, a te basta sapere che è una Golf.”

Dall’altro lato Audi, brand altrettanto forte della sua storia, per pubblicizzare la nuova Audi A4 propone uno spot che si apre con l’immagine di un auto da rally (di cui ad una fugace visione non si nota il marchio) che sfreccia in un circuito fino a fermarsi. All’arrestarsi della corsa l’immagine si dissolve e l’auto da rally diviene immediatamente la nuova Audi A4. Solo allora l’associazione diviene più chiara e si intuisce che la precedente auto altro non era che una Audi Rally Version. Anche in questo caso la parte testuale, che compare alla fine della pubblicità, gioca un ruolo importante nell’affermare “Abbiamo una grande storia alle spalle. Ma voi non vi siete persi niente.” Ciò che viene sottolineato è quindi il fatto che Audi, forte della sua storia, è sinonimo di garanzia, sia per coloro che hanno già avuto modo di provarla in passato, ma anche per chi si avvicina solo ora al brand che  ha conservato e migliorato negli anni la sua esperienza in fatto di auto.

Golf e A4: il valore aggiunto è la marca.

Martini VS Campari: scontro tra i “giganti” dell’happy hour

Martini e Campari, da sempre aziende leader nella produzione di bevande da aperitivo, oggi saranno protagoniste del confronto pubblicitario #advVS, rispettivamente con gli spot “Begin Desire” e “Piacere di conoscersi”.

Le bevande da aperitivo sono molteplici e diverse per gusto e grado alcolico, ma anche (e soprattutto) per i valori distintivi che si associano ai brand che le producono.  Forti della loro “heritage”, Martini e Campari sono in cima alla lista delle alternative tra cui scegliere all’ora dell’happy hour, ed entrambe sono accomunate dal fatto di essere, spesso, scelte  per via di ciò che rappresentano.

Martini è un brand dal carattere elitario, sognatore, raffinato, classico e attuale allo stesso tempo.

Campari è passione, prestigio e internazionalità.

Entrando nel vivo del confronto pubblicitario, ciò che emerge dall’analisi dello spot Martini è la volontà del brand di comunicare ai suoi consumatori che “non si dovrebbe mai smettere di inseguire i propri desideri”. L’intera pubblicità è girata a Roma ed è solo una parte della campagna che verrà invece diffusa in tutta Europa con il coinvolgimento di affissioni, social media e stampa. Lo spot celebra il concetto del desiderio in una sorta di invito a desiderare in modo autentico, senza tempo, combinando l’eredità di Martini con la cultura contemporanea. L’idea di fondo è che il consumatore è libero di inseguire i propri desideri e in questo caso Martini è l’incentivo a tentare di soddisfarli. Così come la protagonista della pubblicità, che abbandona il grembiule da cameriera per inseguire un futuro diverso, tutti possono scegliere di “continuare a desiderare”. Del resto è curioso sottolineare  che la stessa protagonista dello spot ha realmente cambiato la sua vita in virtù di esso. Lavorando come cameriera in un bar a Roma, venne notata dal regista americano Jake Scott, che ne fece l’attrice protagonista della campagna. Martini è sinonimo di desiderio e il messaggio “Begin Desire” si rivolge a tutti i sognatori come a dire: se anche tu hai dei sogni, non puoi non provarlo! 

Dall’altro lato, “Piacere di conoscersi” non solo è la headline della campagna firmata Campari, ma anche il perfetto riassunto del messaggio che si veicola tramite essa. Un inno all’amicizia, allo stare bene insieme, alla conoscenza di persone vecchie e nuove. Il tutto accompagnato da un intramontabile Campari Soda.

Nello spot è evidente che tutti i personaggi sono coinvolti nell’azione di bere un Campari Soda. In scena, un gruppo di amici si siede al tavolo di un bar; azione deducibilmente ricorrente, da cui emerge una sincronia spontanea e naturale nei movimenti dei protagonisti. La stessa naturalezza è applicabile al rito di ritrovarsi insieme davanti alla bevanda.  Gli attori coinvolti nello spot, infatti, si intrecciano tra loro per prendere posto a sedere, in maniera assolutamente naturale, come succede per le azioni così dette “solite”. Naturale come ordinare un Campari Soda… il “solito”. 

So…What’s your flavour?