Millennial: di quale comunicazione si fidano?

Oltre 11 milioni di italiani appartengono alla generazione dei Millennial: anagraficamente parliamo dei giovani nati tra gli anni ’80 e gli anni 2000, esigenti, tecnologicamente evoluti, informati e con un buon potere d’acquisto. Sono i giovani cresciuti con iternet, di età compresa tra 21 e 34 anni, ed hanno i più elevati livelli di fiducia nei format online e mobile, seguiti a ruota dalla Generazione X (età 35-49).

Vale la pena chiedersi quali sono i format, i canali pubblicitari, gli stili e i messaggi che più ispirano la loro fiducia. A dispetto dell’immagine che spesso si ha quando se ne parla (alto tasso di disoccupazione e difficoltà nel trovare la propria indipendenza), i giovani sono un pubblico potenzialmente interessante dal punto di vista economico.1

Come ha commentato Randall Beard, Presidente di Nielsen Expanded Verticals: “I Millennial consumano in media in modo diverso dai loro corrispettivi più anziani, esercitando un maggior controllo su quando e dove guardano, ascoltano e leggono contenuti – e su quale dispositivo. Ma anche se fanno minor affidamento sui canali tradizionali, la loro fiducia e la loro disponibilità a compiere un’azione su questi format rimane elevata”.

Ma quale tipo di pubblicità funziona meglio con questo target?

Nonostante internet sia una risorsa fondamentale per gli acquisti dei Millennial – l’81% dichiara che è utile per verificare il prezzo e cercare promozioni e sconti – la TV rimane un mezzo importante da presidiare. I giovani dai 18 ai 34 anni, infatti, passano ben 4 ore 25 minuti al giorno davanti alla televisione. Inoltre, secondo i dati provenienti dai modelli econometrici Nielsen, oltre il 70% delle vendite generate dagli investimenti pubblicitari deriva dalla TV.

Tuttavia, dal punto di vista della memorabilità degli spot, i dati confermano la difficoltà che i brand sperimentano nel fare breccia su questi giovani consumatori: dalle ricerche Nielsen sull’efficacia della comunicazione televisiva in UK (TV Brand Effect) risulta che solo il 16% di coloro che hanno tra i 21 e i 34 anni anni ricorda il contenuto di uno spot e lo attribuisce correttamente al brand 24 ore dopo essere stato esposto (contro una media a totale popolazione del 30%).Quali_updated

Distinguersi però è possibile: a fare la differenza sono gli elementi creativi! Dalla ricerca TV Brand Effect risulta che gli spot più ricordati sono quelli che riescono a raccontare una storia in modo semplice e che riescono a coinvolgere emotivamente gli spettatori. Naturalmente, il contesto è fondamentale. Anche alcuni generi e programmi risultano più affini a questo target e favoriscono la memorabilità degli spot: miniserie, istruzione/educazione, talk show e intrattenimento sono i generi che favoriscono l’efficacia con i Millennial.

(Fonte Nielsen)

Netflix. Il futuro della tv on demand è arrivato

Netflix è la tv on demand via internet che sta cambiando le abitudini del pubblico nel mondo e che è appena sbarcata in Italia, sfidando i canali generalisti a colpi di film e serie tv a prezzi stracciati.

Le parole di Reed Hastings – fondatore di Netflix – lasciano poco spazio all’incertezza in merito all’annunciato successo della streaming tv, dal 22 ottobre disponibile anche in Italia: “Facciamo un buon lavoro. Ma la verità è che diamo risposta ad una richiesta: poter vedere quel che si vuole, quando si vuole e a prezzi contenuti. Per questo fra dieci o venti anni la tv tradizionale non ci sarà più”.finale

Semplice ed economico

Per vedere ciò che si vuole, quando si vuole bastano una connessione internet e una smart tv compatibile, in alternativa un lettore blu-ray o una comune console da gioco andranno benissimo oltre ai vari dispositivi mobili quali smartphone e tablet, ovviamente. Il prezzo? Tre diverse tariffe di abbonamento a disposizione, distinte per qualità e numero di accessi in simultanea, che non hanno nulla a che vedere con i competitor. La base, infatti, è di 7,99 euro ed offre contenuti di qualità standard accessibili da un solo dispositivo tra quelli compatibili. Si prosegue con una proposta standard da 9,99 euro, per fruire di contenuti in full HD da due dispositivi a scelta, e infine l’opzione premium, nel nome ma non nel costo, da 11,99 euro che offre contenuti Ultra HD in 4K, accessibili da quattro dispositivi diversi.

Sì a film, serie e documentari. No a sport e talent

L’offerta di contenuti è argomento di differenziazione tra Netflix e i suoi competitor. La streaming tv da poco approdata in Italia, infatti, ha scelto di escludere dai contenuti sia le dirette sportive sia i talent show, almeno per ora. Una decisione importante e in parte limitante che promette però tante novità in esclusiva sul fronte cinematografico e documentaristico. Ad ampliare l’offerta non mancheranno le serie tv: tra i tiri giunti a segno di Netflix è infatti impossibile non citare la trasmissione esclusiva di telefilm di successo come House of cards e Orange is the new black. Proprio queste due serie devono la propria fama a Netflix, che li ha scoperti, trasmessi e poi ceduti ad altri in tempi non ancora maturi per i diritti esclusivi. La tv on demand annuncia anche i titoli delle cosiddette produzioni originali, come le serie realizzate ad hoc per la piattaforma. Daredevil, Marco Polo, Bloodline, Unbreakable Kimmy Schmidt, Chef’s table, Sense 8, Narcos, solo per citare le principali.Netflix-Daredevil

Il primo mese è di prova: che il futuro abbia inizio!