Soia: l’importante è che sia bio

La soia è un legume di origine asiatica, da anni diffuso in tutto il mondo e molto usato anche in Italia. Con l’aumento della popolazione dedita alla dieta vegana e a tutti i “sushi addicted”, anche il consumo della soia è cresciuto a dismisura negli ultimi anni.

È d’obbligo peImmaginerò fare delle considerazioni in merito alle diverse tipologie di alimenti che contengono la soia e alle diverse modalità di assunzione di questo legume. Riconosciuta come alimento sano e nutriente da molteplici nutrizionisti, la soia è recentemente stata al centro di numerose polemiche relative ai pericoli che possono scaturire dal suo consumo.

 

Soia e cancro

Il primo dubbio da chiarire è quello relativo alla connessione tra soia e cancro. La confusione su tale rapporto deriva dalla presenza di ormoni chiamati fitoestrogenio isoflavonicontenuti nella soia. Tali ormoni presentano una struttura simile a quella degli estrogeni ma con effetti completamente diversi. Gli isoflavoni, infatti, hanno la capacità di impedire alle cellule maligne di attaccare l’organismo, formando una sorta di barriera naturale e preservando i tessuti di molteplici organi. Le loro proprietà antinfiammatorie e antiossidanti sono in grado di ridurre sia disturbi dovuti alla carenza di estrogeni, sia quelli imputabili ad un loro eccesso.

Soia e OGM

Per garantire i suoi benefici la soia deve essere naturale, altresì detta biologica, e dunque non geneticamente modificata. Gli OGM sono organismi di cui viene manipolata una porzione di DNA per ottenere caratteristiche che altrimenti non avrebbero in natura, da qui la dicitura di Organismi Geneticamente Modificati. Gli alimenti modificati dall’uomo sono sicuramente da escludere tra quelli a cui si possono attribuire dei benefici e anzi andrebbero eliminati dalla dieta di chi vuole prediligere un regime alimentare salutare. Ad onor del vero, va detto che la soia è un alimento soggetto a modificazione genetica ma è altrettanto vero che tutti siamo in grado di  leggere le etichette durante l’acquisto dei prodotti. Basterà acquistare solo quelli non geneticamente modificati.

 

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