Pics or it didn’t happen. L’influenza dei social sul marketing del turismo

I social media hanno cambiato molteplici aspetti della vita quotidiana, soprattutto quando si è in vacanza o quando si decide di farne una.

Dalla modalità di ricerca dei luoghi migliori in cui dormire e mangiare, alla necessità di fotografare ogni singolo istante non solo per il piacere di ricordarlo ma per condividerlo, ecco come i social influiscono sul marketing del turismo.

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E-commerce, proliferano le transazioni online

Gli italiani che scelgono l’ e-commerce sono sempre più numerosi. A Marzo, secondo una ricerca, ben 28.3 milioni utenti si sono collegati a internet attraverso pc, tablet o telefoni, restando online in media per più di 50 minuti (fonte Audioweb Device). In particolare, sono i più giovani a utilizzare spesso la rete attraverso diversi dispositivi e, per la prima volta, le donne superano gli uomini nell’uso di internet. Insieme al numero di utenti, si registra anche l’aumento degli acquisti online e cambia anche il modo di fare acquisti attraverso la rete. Infatti, secondo uno studio realizzato da Criteo, quasi la metà degli acquisti avviene tramite più canali e 1 su 3 viene completato da un dispositivo mobile. La disponibilità immediata, la facilità di scelta e i servizi di consegna (quasi) gratuiti in qualunque posto sono i principali vantaggi che spostano l’attenzione del consumatore verso l’m-commerce, in particolar modo nei settori fashion, mass merchant e beauty.

932112_iStock_000047593072Per questo motivo le aziende stanno modificando le proprie strategie di marketing. Ottimizzare un sito per gli smartphone o, ancora meglio la creazione di una app, diventa fondamentale per il futuro delle imprese, soprattutto per essere vicine a tutti i consumatori mobile friendly, che sempre di più abbandonano siti non ottimizzati. Inoltre, il marketing digitale non può più guardare all’uso dei dispositivi mobili solo per identificare e convertire i consumatori in acquirenti. Le aziende, devono poter profilare gli utenti su più dispositivi, browser e app al fine di fornire loro un’esperienza più importante e indicativa nel percorso di acquisto alla ricerca di una brand-experience adatta a ogni profilo.

Con il passare del tempo, quindi, i negozi fisici ridurranno la presenza reale per spostare gli investimenti online e le campagne saranno sempre più indirizzate su canali diversi, specifici e efficaci per ogni utente. I consumatori vivranno in un mondo sempre connesso e veloce, dove l’Internet of Things (IoT) sarà parte della vita di tutti i giorni e dove il mobile sarà il mezzo principale per il quotidiano e per gli acquisti.

Lean Startup: dritti al punto!

Molto spesso si pensa al marketing come a un insieme complesso di strategie, volte a vendere/promuovere prodotti o servizi.

1Partendo da questa idea tanti stratagemmi propri di questa disciplina e utili a personalizzare, differenziare e arricchire il brand si trasformano in eccessi da eliminare, in un’ottica decisamente più minimale del marketing stesso: il Lean Marketing appunto.

Anche noto come il “marketing anti-sprechi”, il Lean Marketing ottimizza le risorse e lima il superfluo, in tutte le sue forme. La parola spreco in questa accezione può assumere più significati: sovra lavorazioni, giacenze, investimenti lunghi e improduttivi, spese non necessarie, collocazione imprecisa delle risorse e così via.

Grazie all’innovazione e agli strumenti digital, questa particolare concezione del marketing ottimizza partendo dall’input di una Lean Productionproduzione snella – che consiste in:

  • produrre esattamente ciò che richiede il cliente (non più e non meno)
  • produrre esattamente quando lo chiede il cliente (non prima e non dopo)

Uscire da questo schema produttivo equivale a generare sprechi, al contrario attenersi ad esso è utile ad ottimizzare i processi produttivi.

Eric Ries, giovane imprenditore statunitense, nel 2008 ha coniato il termine Lean Startup, applicando l’approccio radicale anche al lancio di idee e attività innovative, siano esse imprese esordienti o progetti nuovi all’interno di grandi imprese consolidate. L’obiettivo di assorbire i principi lean nelle startup è quello di aiutarle ad individuare un percorso di business che riduca drasticamente tempi e costi, ma soprattutto la possibilità di fallire.

Le startup che per loro natura nascono, e molto spesso vivono, in uno stato di carenza permanente di risorse, devono cercare di ottenere il massimo dal poco che hanno a disposizione: pochi soldi, poche risorse e un team minimale. Per questa ragione, invece di agire nella regola del “just do it”, secondo l’idea di lean startup è opportuno scegliere un percorso di produzione incentrata sul cliente e sulle sue necessità, seguendo il ciclo creazione – misurazione – apprendimento, con il fine di rilasciare il prodotto sul mercato il prima possibile, misurarne i risultati e registrare le reazioni dei clienti.lean-startup-content-marketing-strategy

I risultati ottenuti saranno la base su cui incentrare il nuovo ciclo di sviluppo e dunque quali caratteristiche di prodotto mantenere, quali eliminare e quali potenziare. I benefici apportati da questo approccio al marketing si traducono in: più innovazione, meno spese e perdite di tempo e una maggiore probabilità di successo.

Un sistema semplice ed efficace, quanto rivoluzionario, che trasforma il modo in cui i nuovi prodotti sono costruiti e lanciati, ma soprattutto che ridimensiona il ruolo del cliente e del mercato potenziale.

Il successo di un evento? È il successo di un team in sintonia con la regia!

Gli eventi sono considerati a tutti gli effetti una leva di comunicazione molto potente poiché permettono il contatto diretto con pubblico – media, consumatori o semplici spettatori – trasmettendo in maniera innovativa, i mondi di riferimento di un brand o di un soggetto promotore.

Il segreto di un evento di successo è racchiuso nella capacità di farsi notare e quindi distinguersi per originalità, cosa che ad oggi, nella miriade di notizie quotidiane diffuse da media, blog, forum, social è un vero e proprio lavoro e implica impegno e competenza.

Il committente che si rivolge ad agenzie di comunicazione, affidando ad esse la parte organizzativa di un evento, ritiene che il suo prodotto, fiera, o iniziativa siano i migliori e unici sul mercato e si aspetta che ciò emerga.

j0127868Il primo punto da affrontare è approcciare con razionalizzazione il tema oggetto dell’evento, individuando gli aspetti positivi per valorizzarli: “ lancio di un prodotto esclusivo”, “ nascita di un’iniziativa originale”, ma anche i suoi punti critici: “data imminente e imprescindibile” “target non omogeneo”.

Tutti aspetti che un buon comunicatore sa e di cui deve tener conto prima di tutto. Dopo di che si stende un programma completo di tutte le azioni e i servizi inerenti all’evento, e dopo aver ricevuto un riscontro scritto da parte di tutti gli attori del programma a conferma di esso si procede con gli aspetti operativi.

Iniziando dagli invitati, molta cura va riposta nell’invito, non troppo prolisso e in grado di suscitare curiosità. Ma l’attenzione rivolta all’ospite non deve esaurirsi al momento della sua conferma di partecipazione, anzi il committente deve considerare che gli invitati che partecipano all’evento desiderano un’attenzione nei loro riguardi anche e soprattutto in sede di evento. Che si tratti di un prodotto, di un servizio o di una buona causa, compito del team organizzativo è dunque quello di coinvolgere le persone invitate, rendendole parte del tema trattato in modo da creare con esso un legame di tipo personale, unico e quindi più forte. Ciò fa sì che l’evento stesso diventi un momento di condivisione e dunque di unione.

È bene predisporre quindi un’accoglienza adeguata e se possibile un piano di piccole attività che siano in grado di coinvolgerli attivamente. Se ad esempio l’evento è stato realizzato in sostegno di una causa, la raccolta firme potrebbe essere un modo per consentire al pubblico di sostenerla attivamente. In occasione di promozione o lancio di un prodotto, un desk fotografico potrebbe essere utile a immortalare i volti dei partecipanti accanto al nuovo packaging ecc.sedia director

Seguono poi la scelta della location – attraente ma non dispendiosa (il cliente vuole il massimo pagando il meno) – servizi di catering, hostess, fotografo, service TV, sicurezza: tutti debbono essere di buon livello e selezionati dalla nostra rubrica di nomi affidabili e sicuri – di quelli che non ti lasciano in “brache di tela” mezz’ora prima, facendo aumentare le pulsazioni al limite del ricovero –

Riuscire a motivare e a far funzionare uno staff di collaboratori dipende più dalla vostra capacità organizzativa che dalla retribuzione promessa. Creare un clima di collaborazione, trasmettere la vostra passione, fare incontri e riunioni, ascoltare i consigli di tutti, delegare e responsabilizzare quanto più possibile. Il lavoro di squadra e il coinvolgimento personale che ogni elemento del team mette nella realizzazione dei propri compiti sono indispensabili nella buona riuscita dell’evento.

Infine, prima di entrare in scena, si riassume il piano dell’evento col cliente e con lo staff d’agenzia, lo si condivide con i collaboratori esterni e… si parte col conto alla rovescia!

Se tutto è stato programmato come si deve, il successo dell’evento è garantito. Ma chi lo sa?

L’agenzia di ufficio stampa dei nostri giorni, oltre a ideare e organizzare l’evento, deve offrire una comunicazione integrata, che spazi sui vari media della stampa, TV, radio, online, social.

La pubblicazione dell’evento e la visibilità che otterrà sui media ne misureranno il successo e la soddisfazione di chi ne ha diretto la regia.

Social Media Strategy

I social network rappresentano per l’azienda un canale di comunicazione ormai imprescindibile per attuare una strategia di marketing efficace.

Fare comunicazione attraverso i social permette all’azienda di avere molti più vantaggi rispetto a quella tradizionale. Primo tra tutti la possibilità di raggiungere con un post una pluralità di target nel medesimo momento. È importante però che i contenuti siano elaborati in base al social media che si sceglie di utilizzare, tenendo conto delle peculiarità di ognuno di essi.

La grande rivoluzione apportata dalla comunicazione sui social è strettamente legata all’immediatezza nella pubblicazione dei contenuti. Barriere che sembravano insormontabili come la distanza geografica o temporale sono state letteralmente abbattute dai nuovi canali di comunicazione. Ciò è favorito dalla semplicità con cui il target ha accesso ai contenuti mediante un qualsiasi dispositivo mobile, smartphone o tablet, ormai largamente utilizzati dalla maggioranza delle persone. Comunicare sui social significa anche immediatezza in termini di risposta e gradimento da parte dello stesso pubblico.Social-Media-2-540x359Ogni post, video, foto o contenuto nel momento stesso in cui viene pubblicato diviene strumento di analisi misurabile in termini di like, visualizzazioni, coinvolgimento e risposta. In questo modo l’azienda dialoga virtualmente con l’utenza finale abbattendo i limiti legati alla comunicazione tradizionale.Altra grande potenzialità dei social è che il loro utilizzo non comporta costi, sia per chi pubblica contenuti, sia per chi li legge. Infine questo tipo di comunicazione offre alle aziende la possibilità di essere editor di se stesse in merito ai contenuti e alle modalità con cui pubblicarli. Quest’ultimo punto può però rivelarsi un’arma a doppio taglio se non si hanno le giuste conoscenze in materia di social media strategy.

Un esempio di social media strategy efficace è quello degli internazionali BNL d’Italia. Durante la Social Media Week tenutasi a Roma questo giugno, gli organizzatori della manifestazione hanno illustrato la loro media strategy da cui prendiamo spunto per definire come si sviluppa.
– Analisi
Prima di attuare una social media strategy è opportuno fare un’analisi della storia aziendale per definire quali siano i valori da comunicare e in che modo.

– Programmazione
La social media strategy richiede una programmazione che definisca con quale frequenza/modalità pubblicare i contenuti e quali canali utilizzare per farlo.

– Contenuti
I contenuti hanno il compito di attirare attenzione e quindi generare Engagement da parte del pubblico. Per far si che ciò accada i contenuti offerti devono essere esclusivi, attuali e autentici.

– Interattività
La forza dei social media risiede anche nella loro capacità di rendere il pubblico attivo. È buona regola attuare una strategia basata sul dare/avere ossia pubblicare un post in cui si chiede al pubblico di caricare foto taggando l’azienda e poi ripubblicarla sui canali ufficiali della stessa è un modo per rendere i contenuti interattivi coinvolgendo i consumatori.

– Integrazione
Una buona social media strategy prevede un’integrazione tra i diversi canali utilizzati. Ad esempio caricare su Facebook un contenuto aziendale visibile su YouTube può aumentarne le visualizzazioni allargando il target esposto allo stesso contenuto

– Innovazione
A prescindere dal canale utilizzato, una buona strategia social si distingue per originalità nel modo di utilizzarli. Se ad esempio viene lanciato un contest in cui si richiede ai consumatori di scattare una foto potrebbe essere interessante organizzare dei photo moment in spazi precedentemente adibiti agli scatti, trasformandoli in set fotografici. Oppure predisporre delle foto cornici originali in cui chiedere di inserire le foto.

Love-Social-Media
Stay social!

KiJiJi.it e Subito.it: il ruolo della musica nella pubblicità

La compravendita online, sempre  più presente nelle scelte d’acquisto, è protagonista del confronto pubblicitario tra due dei maggiori siti dedicati a questa tipologia di scambio: Kijiji e Subito.

Sempre più spesso le grandi aziende scelgono di fare della musica il punto di forza dei propri spot pubblicitari. E’ il caso dei due spot scelti per il confronto pubblicitario di oggi: entrambi semplici nei contenuti grafici ma forti dal punto di vista musicale.

Kijiji.it (che in lingua swahili significa “villaggio”) si presenta come un sito di annunci, che offre la possibilità di pubblicare gratuitamente annunci locali per trovare/offrire qualunque tipo di oggetto. L’azienda, nota consociata di eBay, è stata lanciata nel marzo 2005. Dopo 10 anni sul mercato, Kijiji  rinnova la strategia pubblicitaria lanciando il nuovo spot da 30 secondi per tv e web. Punto di forza? Il sottofondo musicale dell’intero spot: il riadattamento testuale della famosa canzone “Sarà perché ti amo” dei Ricchi e Poveri per spiegare quanto sia semplice fare affari su kijiji. L’associazione di note musicali – molto conosciute da diverse generazioni – risulta una mossa vincente in termini di memorizzazione e brand awareness, con un potenziale virale molto elevato. A livello grafico e iconico ciò che attira l’attenzione è la scritta del nome su insolite superfici come ad esempio la mantellina indossata dal parrucchiere, per sottolineare l’ampia gamma di categorie merceologiche  offerte dal sito.

Dall’altra parte Subito.it, nato a Milano nel 2007 e parte del gruppo multinazionale scandinavo Schibsted Media Group, propone uno spot da 30 secondi anch’esso accompagnato da una nota traccia musicale firmata The Everly Brothers “All I Have to Do Is Dream”. La strategia adottata nella scelta di questa canzone risiede nella potenza del testo originale “Whenever I want you, all I have to do is…” traducibile in senso  figurato con – “ Ogni volta che voglio qualcosa, tutto quello che devo fare è … andare su Subito”. Senza variazioni di testo, è la canzone originale a trasferire un messaggio preciso: la semplicità con cui è possibile vendere/acquistare tutto ciò che si desidera su questo sito e realizzare così i propri sogni.

Quando i brand concorrenti si somigliano molto dal punto di vista dell’offerta, la scelta che il pubblico fa tra i due è ancor più dettata da parametri assolutamente soggettivi spesso legati al coinvolgimento emotivo suscitato dai messaggi pubblicitari.

Multinazionali be carefull: “Music is Power”!