Social media in Italia: Facebook al vertice, crollano Twitter e Google+

Mentre Twitter e Google+ perdono interazioni, Facebook conquista la nomina di social media per antonomasia, anche in Italia.

1459760422_Total-time-2015-600x335-600x335Nonostante la perdita negli ultimi due anni di alcuni affezionati, interpretabile come normale assestamento, Facebook è il social media su cui passiamo più tempo. La Total Digital Audience fornita da Audiweb e Nielsen comprende gli accessi ai social sia da dispositivi fissi che mobili e ciò che emerge dalla ricerca è una differenza di fruizione relativa all’età anagrafica degli utenti. Per le connessioni da fisso si considera un pubblico che parte dai 2 anni di età, mentre per quelle da mobile la fascia è definita tra i 18 e i 74 anni. Gli italiani che accedono a Facebook su base mese sono 27 milioni, stando ai dati Audiweb poco più di 23,5 milioni (23,6 milioni durante il solo mese di dicembre 2015).

Instagram supera Twitter

1459760308_Total-audience-2015-600x335-600x335Instagram cresce del 14% rispetto al 2014 e, con 8 milioni di utenti, supera i 6,4 milioni di utenti attivi su Twitter (in calo del 28%). Piccoli passi in avanti anche per Tumblr (+20%) e Pinterest (+15%) mentre LinkedIn perde il 16% di audience. Ogni mese passiamo (almeno) 12 ore e 20 minuti su Facebook, seguito a distanza siderale da Snapchat – ibrido tra instant messenger e social media cresciuto a dismisura negli ultimi 12 mesi – entrato ufficialmente nella classifica dei Social Media più diffusi in Italia, al quale dedichiamo 2,5 ore al mese.

Il futuro è difficile da prevedere ma Facebook sembra volerne far parte.

Millennial: di quale comunicazione si fidano?

Oltre 11 milioni di italiani appartengono alla generazione dei Millennial: anagraficamente parliamo dei giovani nati tra gli anni ’80 e gli anni 2000, esigenti, tecnologicamente evoluti, informati e con un buon potere d’acquisto. Sono i giovani cresciuti con iternet, di età compresa tra 21 e 34 anni, ed hanno i più elevati livelli di fiducia nei format online e mobile, seguiti a ruota dalla Generazione X (età 35-49).

Vale la pena chiedersi quali sono i format, i canali pubblicitari, gli stili e i messaggi che più ispirano la loro fiducia. A dispetto dell’immagine che spesso si ha quando se ne parla (alto tasso di disoccupazione e difficoltà nel trovare la propria indipendenza), i giovani sono un pubblico potenzialmente interessante dal punto di vista economico.1

Come ha commentato Randall Beard, Presidente di Nielsen Expanded Verticals: “I Millennial consumano in media in modo diverso dai loro corrispettivi più anziani, esercitando un maggior controllo su quando e dove guardano, ascoltano e leggono contenuti – e su quale dispositivo. Ma anche se fanno minor affidamento sui canali tradizionali, la loro fiducia e la loro disponibilità a compiere un’azione su questi format rimane elevata”.

Ma quale tipo di pubblicità funziona meglio con questo target?

Nonostante internet sia una risorsa fondamentale per gli acquisti dei Millennial – l’81% dichiara che è utile per verificare il prezzo e cercare promozioni e sconti – la TV rimane un mezzo importante da presidiare. I giovani dai 18 ai 34 anni, infatti, passano ben 4 ore 25 minuti al giorno davanti alla televisione. Inoltre, secondo i dati provenienti dai modelli econometrici Nielsen, oltre il 70% delle vendite generate dagli investimenti pubblicitari deriva dalla TV.

Tuttavia, dal punto di vista della memorabilità degli spot, i dati confermano la difficoltà che i brand sperimentano nel fare breccia su questi giovani consumatori: dalle ricerche Nielsen sull’efficacia della comunicazione televisiva in UK (TV Brand Effect) risulta che solo il 16% di coloro che hanno tra i 21 e i 34 anni anni ricorda il contenuto di uno spot e lo attribuisce correttamente al brand 24 ore dopo essere stato esposto (contro una media a totale popolazione del 30%).Quali_updated

Distinguersi però è possibile: a fare la differenza sono gli elementi creativi! Dalla ricerca TV Brand Effect risulta che gli spot più ricordati sono quelli che riescono a raccontare una storia in modo semplice e che riescono a coinvolgere emotivamente gli spettatori. Naturalmente, il contesto è fondamentale. Anche alcuni generi e programmi risultano più affini a questo target e favoriscono la memorabilità degli spot: miniserie, istruzione/educazione, talk show e intrattenimento sono i generi che favoriscono l’efficacia con i Millennial.

(Fonte Nielsen)