Recruiting online: la ricerca del lavoro si fa digitale

Il mercato del lavoro sta cambiando. Anche se il passaparola e le raccomandazioni restano le principali fonti di ingaggio lavorativo, stiamo assistendo a una continua evoluzione del recruiting online da parte delle aziende.

lavoroIl mercato del lavoro nel 2015 ha mostrato incoraggianti segnali di ripresa, facendo tornare la fiducia a lavoratori e operatori economici. Dai Trend 2016 dell’Osservatorio InfoJobs, su un campione di 385 aziende, emerge che il 2016 promette un ulteriore passo in avanti in questa direzione. Nel corso del 2016 verranno assunte nuove risorse nel 76% delle aziende e il recruiting online si conferma il primo canale per la ricerca di nuovo personale. La fiducia nella ripresa economica spinge il 25% delle aziende interpellate ad inserire in organico un numero elevato di risorse per fare fronte alla ripresa del mercato, mentre il 51% inserirà alcune nuove figure grazie anche alla nuova normativa che facilita le assunzioni. Il 71% delle aziende interpellate utilizza i siti di recruiting online per le attività di ricerca e selezione, seguiti dal passaparola (58%), il sito aziendale (49%), società di ricerca e selezione (35%) e canali legati a Università e Master (28%).

“Siamo ancora indietro, ma stiamo assistendo a una continua evoluzione del recruiting delle aziende: il 70% delle imprese usa il mercato digitale per promuovere le proprie posizioni, dal lato della domanda, invece, il dato sale all’80%” sostiene Giuseppe Bruno, General Manager di InfoJobs.

Secondo il campione interpellato dall’Osservatorio InfoJobs, i 5 Trend per il mercato del lavoro 2016, in ordine di rilevanza, sono:

  • Competenze digitali, a prescindere dalla funzione aziendale
  • Soft skills, per affrontare fasi di crescita e cambiamento in azienda
  • Formazione on the job oltre alla formazione universitaria
  • Employer Branding per differenziarsi dai competitor
  • Smart working, per lavorare anche da remoto

 

 

Google Adwords #02. Gli errori da evitare

Google Adwords è il servizio online di advertising che sta divenendo sempre più utilizzato dalle imprese in quanto una delle soluzioni più efficaci e di semplice applicazione per ottenere visibilità sul web (ne abbiamo parlato qui).

Una volta attivata, il successo di una campagna Adwords dipende principalmente dalla costante gestione che ne consegue. Molto spesso, infatti, si riscontrano errori gestionali ricorrenti che ne minano la buona riuscita e le conseguenti possibilità di ottimizzare budget e guadagni.

Ecco i 10 errori gestionali più comuni.. prevenire è meglio che curare!

  1. Utilizzo errato delle keyword

Attenzione ad utilizzare con parsimonia le keyword con corrispondenza generica, in quanto sono le più “pericolose”. L’obiettivo di una campagna Adwords non è coprire un intero mercato e toccare tutti gli utenti, bensì individuare e colpire la nicchia di potenziali clienti che possano trasformarsi in clienti reali nel più breve tempo possibile. Impostare le keyword con corrispondenza generica ci porterà sicuramente ad avere molto traffico ma poco qualificato, e che difficilmente convertiremo ai nostri obiettivi.

  1. Mancato utilizzo delle corrispondenze inverse

Per affinare ulteriormente il mercato delle keyword su cui competere, è molto importante prevedere una lunga lista di keyword a corrispondenza inversa, ovvero, quelle parole la cui digitazione nella query di ricerca impedisce ad un annuncio di essere attivato. Il corretto utilizzo delle corrispondenze inverse ci permetterà di individuare il nostro mercato esatto. La ricerca di queste parole chiave è un’attività in continuo divenire, che non può essere fatta solo ad inizio campagna. Le parole vanno monitorate costantemente (utilizzando la funzione “Dettagli parole chiave“) e la lista di keyword negative va sempre ottimizzata. Ad esempio, aggiungendo “gratis” come parola chiave a corrispondenza inversa alla campagna, si chiede ad AdWords di non mostrare il tuo annuncio per qualsiasi ricerca contenente il termine “gratis”.

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  1. Non monitorare le conversioni

Potrà sembrare assurdo, ma esistono tantissime aziende che realizzano costantemente campagne Adwords, senza però aver mai impostato il codice di monitoraggio delle conversioni. La corretta gestione di una campagna Adwords invece, non può prescindere da questo aspetto, non soltanto perché solo così possiamo avere un riscontro effettivo di quante vendite riesce a generare la nostra attività di pay per click, ma anche per capire aspetti più trasversali che possono tornare utili nella strategia di Web marketing. Ad esempio scoprendo quali sono le keyword che convertono di più sarà possibile utilizzarle anche nella strategia SEO.

  1. Non organizzare Gruppi di annunci funzionali alla campagna

Una delle funzionalità di base nella fase di impostazione di una campagna Adwords è la suddivisione in gruppi di annunci. I gruppi di annunci ci permettono di “spacchettare” una campagna in tante mini campagne. Questa cosa è fondamentale poiché consente di raggiungere livelli di specificità maggiori e colpire delle micro-nicchie di mercato. L’obiettivo è creare delle strategie diverse per ogni gruppo di annunci.

  1. Non impostare campagne di Remarketing

Le campagne di Remarketing hanno come obiettivo di mercato gli utenti che hanno precedentemente cliccato su annunci di altre campagne, ma senza effettuare un acquisto o una conversione. Se impostate in maniera efficiente, le campagne di remarketing consentono quindi di ottimizzare notevolmente il budget dedicato al pay per click andando a recuperare tutti quei click che non hanno generato conversioni.

  1. Non monitorare la concorrenzalente-500x500

Uno dei più grandi errori commessi in fase di studio di una nuova campagna Adwords è legato allo scarso o inesistente monitoraggio dei
competitor. Quale prodotto pubblicizzano? A quale prezzo? Su quali keyword stanno puntando? Come gestiscono gli annunci? Come sono le landing page? Tutti questi dati possono aiutare a capire in che direzione stiamo andando e se siamo effettivamente competitivi sul mercato. A differenza di una strategia SEO (di lungo termine), con Adwords e il pay per click i risultati devono essere quanto più immediati possibile.

  1. Non prestare attenzione agli annunci

L’attività del copy per Google Adwords è molto particolare e delicata. Deve essere un mix di creatività, trasparenza, persuasione e con un chiaro invito all’azione. Il tutto senza dimenticare l’inesorabile limite dei caratteri imposto da Google.

  1. Non utilizzare Landing page adeguate

Uno degli elementi decisivi per spingere all’acquisto un utente è la landing page. Dopo aver scelto le giuste keyword e incuriosito gli utenti con un annuncio di appeal è importante scegliere una landing page coerente. Più precisamente che sia in linea con l’annuncio e con le keyword della campagna, ma che sia anche specifica del prodotto che si sta promuovendo e abbia un invito all’azione molto chiaro, definito e distinguibile dal resto degli elementi del sito.

  1. Non creare annunci per Google ShoppingGoogle-shopping-bag

Fino a poco tempo fa gli operatori del settore avevano la possibilità di utilizzare gratuitamente le opportunità di Google Shopping. Oggi purtroppo non è più così e Google Shopping è sottoposto alle regole di Adwords. Di conseguenza, molte aziende hanno smesso di utilizzarlo ma rimane un canale molto importante ed è utile prevedere una parte di budget da dedicare.

  1. Non monitorare l’andamento della campagna

Molto spesso i preventivi per la gestione di una campagna Adwords risultano abbastanza cari. Ma è normale e sarebbe strano il contrario. Oltre al tempo speso nel settaggio iniziale, la gestione della stessa richiede tanta attenzione e un impegno quotidiano. Nessuna campagna Adwords infatti, raggiungerà mai il successo se non si prevede una attività di monitoraggio costante. Chi gestisce campagne Adwords deve avere notevoli capacità analitiche, essere in grado di interpretare i dati ed il mercato, in modo da scegliere sempre gli annunci con il CTR e con il tasso di conversione più alti, ed avere capacità di prendere decisioni in breve tempo.

L’efficace strumento dell’Email Marketing

L’email marketing – ovvero l’insieme di azioni di marketing diretto volte a comunicare messaggi commerciali (e non) al pubblico – è una parte sempre più rilevante della strategia di comunicazione di aziende e organizzazioni. Controllare la posta elettronica rientra tra le prime attività mattutine di gran parte della popolazione italiana. Secondo i dati dell’Email marketing experience report 2015, in media ogni utente riceve 30 email al giorno, di cui 7 sono newsletter da parte di aziende che vogliono promuovere un prodotto o un servizio.1

Questo sistema ha preso immediatamente piede grazie ai notevoli vantaggi che possono derivarne rispetto ai metodi tradizionali maggiormente utilizzati in precedenza, come il volantinaggio, gli spot radiofonici o televisivi e i messaggi per mezzo stampa su giornali o riviste di settore. In tutti i sistemi sopra elencati è presente un problema che frena la riuscita di un marketing perfetto: il fatto che essi presentano una comunicazione forzatamente mono direzionale. Questo fa sì che il potenziale cliente si senta isolato nella scelta e per questo non agisca affatto, allontanandosi dallo scopo della comunicazione.

Tra tutti gli strumenti a disposizione delle imprese, le campagne DEM (Direct Email Marketing) offrono diversi vantaggi…

1) È economico

Spedire un’email è infinitamente più economico rispetto ad attuare qualunque altra forma di comunicazione tradizionale. Ciò permette di poter spedire email in modo regolare senza, tuttavia, dover investire un patrimonio. Non è un caso che da anni aziende più o meno grandi utilizzino questa strategia come principale mezzo di comunicazione o promozione e, talvolta, abbinata altre strategie.

 2) È istantaneo e flessibile

Le email arrivano immediatamente, al contrario di altre forme di comunicazione, in virtù di ciò è possibile attuare diverse tecniche per massimizzarne la resa, come:

– inviare diversi tipi di messaggio a un numero di utenti ristretto, in modo da poter vedere subito quale funziona meglio e, successivamente, spedire quello più efficace al resto della mailing list.

– possibilità di profilare i messaggi per differenti categorie di clienti, in modo che ognuno riceva la mail più indicata alle proprie esigenze.

3) Fidelizzazione

Grazie all’economicità dell’email marketing si può tenere un contatto frequente con i clienti, permettendo quindi una fidelizzazione che con altri mezzi è impossibile portare avanti. Inoltre, con le email si può effettuare una comunicazione diretta, one to one e personalizzata, anche citando per nome l’interlocutore. Questo, contestualmente ad un buon copywriting, permette di creare un legame di fiducia tra azienda e cliente.

4) Verifica dei risultati

È possibile verificare i risultati di una campagna di email marketing:

– se la campagna mira a generare traffico verso un sito web è possibile verificare quanti accessi in più rispetto al normale si sono registrati nel periodo immediatamente successivo alla campagna.

– se la campagna mira a pubblicizzare un prodotto, è possibile monitore le vendite effettuate tramite il link inserito nella mail.

 Email_Marketing

Write. Edit. Sent. Repeat.

Digital Marketing

Con l’espressione digital marketing, o marketing digitale, si intende quel particolare insieme di tecniche di marketing che fanno uso dei nuovi media per promuovere brand, prodotti o servizi.

Essere presenti online in maniera commercialmente efficace è indispensabile per qualsiasi realtà di business. La presenza tuttavia non è sufficiente senza una buona strategia di marketing a supporto dell’immagine del brand e del suo posizionamento sul mercato.
Ma quali sono i punti su cui concentrarsi per ottenere risultati?

Content_is_king_on_social_marketingContent is the king
I contenuti per il web devono essere di qualità: originali, pertinenti, informativi e interessanti per il target di utenti del mercato in cui il brand opera.
Content Curation
La cura dei contenuti web (testi, foto, video e audio) richiede un impegno costante nella selezione, organizzazione e gestione di contenuti multimediali inerenti un tema definito, grazie al quale gli utenti potranno risparmiare tempo nelle loro ricerche.

sito webSito web e blog
Sito internet e blog aziendale sono lo specchio dell’azienda e richiedono perciò un monitoraggio costante. Strumenti utili e necessari a questo fine sono ad esempio Google Analytics e Google Webmaster Tools, per scoprire ciò che funziona meglio e ciò che invece va migliorato, facendo attenzione anche all’accessibilità degli stessi.

seoSEO – Search Engine Optimization
Il termine SEO indica l’insieme delle tecniche e strategie che permettono ad un sito web di essere trovato dagli utenti sui motori di ricerca (tra i risultati non a pagamento) nel momento in cui stanno cercando informazioni su determinati contenuti, prodotti o servizi. La SEO comprende tutte quelle attività che permettono ai contenuti di un sito di essere visibili tra i risultati dei motori di ricerca in base alle parole chiave inserite e di essere poi trovati dagli utenti interessati a quella tipologia di contenuto. Le tecniche di Search Engine Optimization per un buon posizionamento sui motori di ricerca sono diverse, tuttavia i primi buoni risultati possono essere raggiunti con alcune accortezze:
• Ottimizzazione SEO del tag titolo
• Ottimizzazione SEO del tag sottotitolo
• Creazione di URL SEO friendly
• Ottimizzazione delle immagini dei contenuti web

sem2SEM – Search Engine Marketing
Oltre alla SEO un altro strumento su cui le aziende possono contare è la SEM: Search Engine Marketing, che definisce una serie di forme di pubblicità offerte dai motori di ricerca. Il SEM è un’attività di marketing online a tutti gli effetti che mira a generare una convergenza di utenti realmente interessati al sito web su cui navigano attraverso keywords advertising, e-mail marketing, campagne mirate ecc.

In questo modo il SEM permette alle aziende di entrare in contatto diretto con i potenziali clienti durante la fase di acquisto o alla ricerca immediatamente precedente ad esso.

Social-Media-MarketingSocial Media Marketing
I social media sono oramai una realtà che è impossibile ignorare se si vuole fare digital marketing con buoni risultati. Perciò, una parte importante delle attività di marketing online dovrà essere indirizzata al cosiddetto social media marketing. La cosa importante in questo senso è che non si può aprire un profilo aziendale solo ed esclusivamente per essere presenti sul web. Anche i social vanno usati strategicamente, aprendo quindi profili aziendali solo su quelli maggiormente vicini alla fascia di consumatori in target. Ancora più importante è che questi profili vengano costantemente aggiornati e curati, interagendo con i propri fan e dando loro feedback laddove lo richiedono.Digital-marketing1

Facebook for Business

Nato nel 2004 dalla geniale intuizione di Mark Zuckerberg e alcuni suoi compagni di università, Facebook è ad oggi il maggiore social network del mondo.

Facebook offre diversi servizi ai propri utenti, primo tra tutti la possibilità di creare un profilo personale con contenuti ad hoc per interagire con le altre persone creando così una rete di amici con cui chattare, scambiare foto e commentare argomenti di interesse condiviso.

Molto più che Social

L’alto grado di successo riscosso da Facebook ha fatto sì che lo stesso social network sia diventato in poco tempo un potente strumento a disposizione delle aziende per autopromuoversi, seguito da Instagram, Twitter e simili. Inserito all’interno delle strategie di marketing aziendali, Facebook è a tutti gli effetti un nuovo modo di fare Business.social_media_business

Le regole del successo

Avere successo sui social media non vuol dire avere un gran numero di like o di follower  ma,  piuttosto,  trasformare l’interazione in risultati misurabili. Di fondamentale importanza è anche massimizzare lo scambio con i propri utenti rendendoli protagonisti attivi; individuare gli influencer al fine di renderli portatori dei valori e dei progetti aziendali. Come avviene nei classici piani di comunicazione, per ottenere una strategia efficace, è necessario che tutti i contenuti siano organizzati in un vero e proprio piano editoriale.

Per attirare l’interesse del pubblico è fondamentale che i contenuti siano originali e in linea con il linguaggio aziendale facendo attenzione a non diventare invadenti.  Spesso, infatti, a causa dell’overload digitale, anche messaggi dal contenuto interessante vengono tralasciati o poco considerati se numericamente eccessivi. Un piccolo consiglio per evitare che ciò accada è quello di pubblicare un numero inferiore di notizie ma nelle fasce orarie con maggiore affluenza di pubblico.

Stabilita una connessione con gli utenti, il dialogo diviene di primaria importanza. Facebook è uno strumento di business ma in primis è uno strumento di comunicazione e condivisione. In questo senso il dialogo tra azienda e pubblico non va trascurato ed è buona regola rispondere sempre a commenti e domande non appena possibile. Del resto buona parte del successo di questo strumento è riconducibile all’interattività come anche all’immediatezza di flussi comunicativi diretti.tips

Sponsorizzazioni e inserzioni

Per raggiungere un bacino di utenza più ampio Facebook per le aziende offre la possibilità di sponsorizzare i propri post facendoli comparire tra le notizie in evidenza. La quotazione avviene in base al numero di like posseduti dalla propria pagina – ne occorrono un minimo di 400 per poter attivare la funzione – e in base al bacino di utenti che si intende raggiungere.

Un discorso diverso va fatto per le inserzioni. Fb propone a destra del profilo utente una barra contenente inserzioni affini alle ricerche recenti dando la possibilità alle aziende farvi comparire la propria pagina allocando un piccolo budget sulle inserzioni a pagamento.

Dove porterà il futuro?

Web for Kids: arrivano i contenuti a misura di bambino

Sempre più connessi, sempre più precoci. Sembrano nati con il libretto delle istruzioni. Non temono il funzionamento di telecomandi, dvd, pc, tablet e smartphone. Chi sono? I giovanissimi del XXI secolo. Denominati generation 2.0, proprio per questa ragione, i bambini e gli adolescenti delle nuove generazioni non chiedono mai come si usa il telefonino ma, eventualmente, istruiscono nonni e parenti ad ottimizzarne l’utilizzo. Facile ma comunque rischioso: è infatti fondamentale controllare – sempre – che facciano buon uso dei contenuti fruibili dal web e che questi siano affidabili e “a misura di kids”.

Le App per l’infanzia sono un business in crescita

bambini-digitaliIl prossimo lunedì YouTube lancerà YouTube KIDS, un’applicazione concepita appositamente per gli under 12 che potranno accedere, da tablet e smartphone, a una versione semplificata del sito, con video adatti alla loro età. Contenuti e tempi di fruizione potranno essere gestiti e regolati dai genitori. Tra le caratteristiche più innovative, gli sviluppatori promettono design semplificato e tasti più grandi per agevolarne l’uso da parte dei più piccoli e, soprattutto, per chi non sa ancora scrivere, la possibilità di fare ricerche vocali. YouTube ha inoltre provveduto ad accordarsi con emittenti broadcast per garantire la trasmissione di canali tematici ad hoc di documentari, musica e cartoni animati.

Affidata ai genitori l’impostazione di due parametri: il timer per interrompere la trasmissione video nell’orario desiderato (un suono emesso dal dispositivo avviserà il bambino che a breve dovrà dedicarsi ad altro) e la riduzione degli effetti sonori (i suoni emessi saranno relativi alla sola traccia audio principale, privata degli effetti sonori più rumorosi).

Tuttavia il canale video, di cui Google è proprietaria, non è il primo ad aver adattato i propri contenuti al mondo dei più piccoli. bambini-e-cellulari Il mese scorso, infatti, Twitter ha lanciato Vine Kids, la piattaforma di videosharing da 6 secondi adatti ai bambini. Amazon ha presentato già due anni fa il Kindle Free Time, con i contenuti dei principali canali tv per bambini. L’App Art Stories, invece, racconta ai bambini la storia dei monumenti italiani divisa in episodi, ognuno dei quali dedicato ad un monumento diverso, con tanto di immagini e descrizioni “tarate” per i bambini.

Che l’ansia genitoriale si plachi? Ai kids l’ardua sentenza.