StreetArt: tele di cemento sotto il cielo di Roma

Trasforma i palazzi in quadri, i quartieri in musei, il degrado in riqualificazione: è l’arte di strada. Inizialmente vista come atto di vandalismo, ha in realtà decorato le mura delle più importanti città internazionali.

New York, Parigi, San Paolo, Londra vantano musei a cielo aperto che tutti possono ammirare semplicemente passeggiando in città e lo stesso accade anche per le zone artistiche e non turistiche della Capitale. Da Ostiense al Quadraro, dal Trullo a San Lorenzo passando per Tor Marancia, sono circa 330 le opere di StreetArt che stanno contribuendo a riqualificare i quartieri “malfamati” di Roma. Grazie alle iniziative di cittadini privati, gallerie d’arte, enti pubblici e associazioni le periferie di Roma si riqualificano giorno dopo giorno a colpi di colori. Artisti nazionali e  internazionali hanno dato libero sfogo alla fantasia per decorare le secolari mura di cemento delle zone “dimenticate”.

E se all’inizio i residenti erano avversi e severi nei confronti degli artisti arrampicati sugli elevatori idraulici, lentamente si sono affezionati a loro e alla loro capacità di esprimere nei dipinti qualcosa che è in grado parlare…“senza voce”. Ogni opera sembra voler dire qualcosa sul quartiere o sulla storia di chi lo vive tutti i giorni da prima che diventasse un museo da visitare, da prima che i giornali ne fotografassero le mura. Qualcosa di profondo, qualcosa che lasci un segno e non solo sulle pareti ma nelle persone che le ammirano…

Via dei Pettinari 76, Centro Storico Dorothy Circus Gallery, Mr.Klevra.

Dorothy Circus Gallery (Via dei Pettinari 76, Centro Storico), Mr.Klevra.

Nostra signora di Shanghai e lo street artist Mr. Klevra.

Nostra signora di Shanghai e lo street artist Mr. Klevra.

Omaggio a Pasolini al Pigneto.

pigneto-4omaggio a pasolini

San basilio Via Maiolati, angolo via Fabriano, Liqen, El renacer.

san basilio Via Maiolati, angolo via Fabriano, Liqen, El renacer.

Esterno Tunnel del Quadraro, via Decio Mure, Mr. THOMS, Il RisucchiAttore.

sterno Tunnel del Quadraro, via Decio Mure, Mr. THOMS, Il RisucchiAttore.

Via dei Pisoni, Jim Avignon, Street Art.

Via dei Pisoni, Jim Avignon, Street Art.

Via del Porto Fluviale, Axel Void, Nessuno.

Via del Porto Fluviale, Axel Void, Nessuno.

Via delle Conce, Herbert Baglione.

Via delle Conce, Herbert Baglione.

Via Serbelloni, Tor Pignattara. Jeff Aerosol.

Via Serbelloni, Tor Pignattara. Jeff Aerosol.
Le 330 opere e i quartieri che le ospitano sono visibili sul sito turismoroma.it e sulla App ufficiale “StreetArt Roma“.

Da New York a Roma: il Temporary Restaurant fa scintille nella capitale

Arriva da New York la moda più  cool del momento nel campo della  ristorazione: il ristorante a  tempo. Ingredienti irrinunciabili:  location di grande impatto,  elementi di design e alta  gastronomia.

 La novità? Il tempo  limitato. La forza del confine  temporale è la chiave di successo dei ristoranti “ad orologeria” che consente di attirare un considerevole numero di clienti offrendo loro l’opportunità di vivere un’esperienza esclusiva.

Il primo e attualmente unico Temporary Restaurant della capitale è il mondanissimo Cohouse Pigneto, sito nell’omonimo quartiere di Roma, in Via Casilina Vecchia 96/c.

Spazi ibridi, arredati da designer e architetti di alto livello, accolgono chef stellati per deliziare occhi e palati di tutti gli amanti del cibo e non solo.

12 Mesi 12 Chef…

Il palinsesto annuale del Cohouse Pigneto prevede un susseguirsi di 12 Chef diversi che entreranno in scena per portare a Roma un’idea nuova dell’alta gastronomia.

Cohouse Pigneto 1Tavoli sociali e cucina a vista scandiscono l’ambiente della sala da pranzo, mentre nel salone centrale il progetto “PARETI/RAPITE”, curato dal giovane gallerista Carlo Pratis, vedrà le pareti del locale cambiare ogni mese con installazioni di imponenti dimensioni.

L’immancabile sottofondo musicale vedrà il palco scenico del salone centrale animato ogni sera da concerti, live e Dj Set, sempre diversi mescolando avanguardia e tradizione.

Ad aprire le danze, il 13  dicembre 2014, è stato  Arcangelo Dandini, resident chef  che durante le prime due  settimane di vita del ristorante  ha deliziato la clientela con piatti  di diverso genere. Angelo  Troiani, 1 Stella Michelin, ha  onorato i fornelli dall’ 8 al 10 gennaio offrendo ai suoi ospiti piatti ricercati tra cui: Spaghetti Gamberi Rossi Ajo Ojo Pecorino Limone e Menta; Polpo Verace “Scordato” nel tegame con vegetali e Mostarda di Mele Rosa. Niente menù, ma due diversi percorsi di degustazione, 35€ o 50€, per gli ospiti che attendono di conoscere chi sarà il prossimo Chef in programma.

Il Cohouse, oltre ad essere un ristorante “a tempo”, rientra nella categoria dei Member’s Club; al sito cohouse-roma.com, infatti, è possibile richiedere la tessera annuale ed avere maggiori informazioni a riguardo.

L’idea è di offrire un’esperienza sensoriale partendo dal connubio tra arte, fotografia, musica, e naturalmente buona cucina il tutto “condito” da una consapevole fugacità temporale…CARPE DIEM!