“San Giuseppe Frittellaro”: lo street food di una volta

19 marzo: San Giuseppe e festa del papà. Fino alla fine degli anni ’60, nel quartiere Trionfale di Roma, i preparativi iniziavano almeno una settimana prima della giornata dedicata al Santo.

san giuseppe 1Adulti e bambini si preparavano a festeggiare San Giuseppe, assai venerato dal popolo, sia per la fama di “uomo giusto”, sia per l’umiltà del mestiere di falegname, che lo avvicinava alla povera gente. La ricorrenza, che da sempre ha avuto radici popolari a Roma, prevedeva una sagra delle frittelle ed una solenne processione nel quartiere Trionfale dove sorge, dal 1912, l’omonima Basilica di San Giuseppe al Trionfale. 

Particolari celebrazioni si tenevano anche e soprattutto nella chiesa intitolata  “San Giuseppe dei Falegnami al Foro Romano”chiesa ai fori san giuseppe, sede dell’Università Fabrorum Lignariorum. Lì, il 19 marzo, i falegnami invitavano i rappresentanti di altre associazioni artigiane a preparare e mangiare frittelle, da qui la dicitura “San Giuseppe frittellaro”.  Durante i festeggiamenti i mendicanti mostravano ai passanti immagini con l’invocazione del santo “A te Beato Giuseppe, astretti dal nostro cuore appenato” in cambio di pochi spiccioli.

Durante la Quaresima, la festa di San Giuseppe rappresentava l’unico giorno in cui si poteva venir meno alle ferree regole religiose che imponevano di mangiare di magro. 

Le bancarelle offrivano porchetta, zucchero filato, palloncini, girandole e aquiloni, ma il vero legame con il santo si tramandava nelle tradizionali frittelle.san giuseppe 3

In piazza numerose bancarelle si preparavano a venderle decantandone la bontà con versi spesso composti dagli stessi friggitori. Il profumo dei dolci, all’epoca fritti in enormi calderoni all’aperto fin dalla sera precedente, è rimasto tutt’oggi legato a questa ricorrenza seppur in misura minore. I bignè di San Giuseppe, fritti o al forno, continuano a comparire sulle nostre tavole e a deliziare i palati…soprattutto dei papà!

 

 

“San Giuseppe Frittellaro”
[San Giuseppe Frittellaro
tanto bbono e ttanto caro,
tu cche ssei così ppotente
da ajutà la pora ggente,
tutti pieni de speranza
te spedimo quest’istanza:

fa sparì dda su la tera
chi ddesidera la guera.]

 ….

[Fa che l’oste, bbontà ssua,
pe’ fa er vino addopri l’uva,
che ssinnò, quanno lo bbevi,
manni ggiù l’acqua de Trevi.
Così er vino fatto bbene
fa scordà tutte le pene
e tte mette l’allegria.
Grazie tante….
…Accusì ssia !]

 Estratto da “Preghiera a San Giuseppe Frittellaro”  di Checco Durante1950