Pics or it didn’t happen. L’influenza dei social sul marketing del turismo

I social media hanno cambiato molteplici aspetti della vita quotidiana, soprattutto quando si è in vacanza o quando si decide di farne una.

Dalla modalità di ricerca dei luoghi migliori in cui dormire e mangiare, alla necessità di fotografare ogni singolo istante non solo per il piacere di ricordarlo ma per condividerlo, ecco come i social influiscono sul marketing del turismo.

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Intagram, Facebook, WhatsApp e Snapchat: trova le differenze

Instagram sembra non volersi fermare mai. L’ultima novità dal social di immagini più amato di sempre è il carosello di immagini e video. Sarà possibile caricare ben dieci immagini e/o video in un unico post, un po’ come succede nei caroselli del compagno Facebook.

Proprio in casa Facebook, ormai da tempo il focus è stato spostato in modo consistente verso i video, valorizzando la produzione di contenuti attraverso la fotocamera. Trend confermato dalle recenti novità introdotte proprio nella fruizione di video: attivazione in automatico del suono per i girati presenti nel NewsFeed (quando l’audio sul telefono è attivo) e video verticali ottimizzati per mobile. Creare contenuti divertenti e leggeri non è mai stato così semplice, basta una mossa a sinistra e un semplice tap per attivare oltre 40 effetti o filtri personalizzati.

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San Valentino al tempo dei social

Ben lontano è il tempo delle lettere d’amore e dei bigliettini che chiedevano il consenso per iniziare una relazione. Oggi l’amore è un post su Facebook, una foto su Instagram o un pensiero di massimo 140 caratteri su Twitter (esclusi gli hashtag), soprattutto nella giornata dedicata agli innamorati.

Share The Love cantava Cesare Cremonini, e a giudicare dai risultati del sondaggio condotto da skuola.net – secondo cui circa 1 utente su 4 che abbia una relazione intende celebrarla sui social – sembra che oggi lo abbiano ascoltato in molti.

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Linkedin cambia aspetto e diventa più “social”

Linkedin il più famoso portale online dedicato ai professionisti del lavoro cambia look, con una nuova interfaccia e nuove applicazioni. Pur mantenendo le distanze da Facebook, questa nuova versione, più semplice e intuitiva da usare, si avvicina maggiormente al concetto di social network soprattutto con l’inserimento della chat che permette di mettere in collegamento diretto gli utenti del sito.

 

Le sezioni restano invariate, ma cambia il layout e sulla timeline sarà possibile vedere gli aggiornamenti condivisi dai contatti della propria rete. Rispetto al passato, però, sarà più semplice nascondere notizie e aggiornamenti in arrivo, considerato l’uso invasivo che viene fatto da parte di alcuni utenti.

Il risultato di questi cambiamenti grafici e strutturali si traduce in una migliore esperienza d’uso per gli utenti

Rich Kids, il social network da 1000 euro al mese

I social network sono ormai parte integrante della nostra quotidianità e non avere un account twitter, instagram o facebook ci rende quasi fuori dal mondo, vista la velocità di condivisione di fatti, momenti e notizie dell’ultima ora.

Rich Kids, però, si contraddistingue e si rende unico, perché è un social, con tanto di APP, per soli ragazzi ricchi. Costo d’iscrizione “solo” mille euro al mese e, se pensi sia troppo, il consiglio del sito è: “Se per te è troppo, non è per te”.

Fondamentalmente il sito è una vetrina per i giovani abbienti che amano ostentare il proprio lusso, perché “Chiunque può utilizzare gli hashtag #rkoi o #richkids su Instagram o posare accanto a una macchina di lusso trovata in un parcheggio. Ma non su Rich Kids”.

L’intenzione è creare un club esclusivo, dove avere l’attenzione che i giovani ricchi credono di meritare per avere follower elitari e non i semplici utenti di instagram.

Rich Kids è anche una app che permette a tutti di poter vedere e commentare le opere degli utenti facoltosi, postare, però, è riservato solo a chi paga i mille euro di iscrizione.

Apple fa notare di aver tolto la possibilità di downolad dall’ App Store perché: “Rich Kids non ha violato alcuna linea guida dell’App Store, e quella di rimuoverlo è stata una decisione imputabile solo all’App Store Review Team di Apple, che ha giudicato l’applicazione inadatta. Invece di lasciare che la gente decidesse se gli piace Rich Kids o meno, Apple ha preso questa decisione per tutti gli utenti iPhone. L’applicazione continuerà a funzionare per tutti coloro che l’hanno scaricata prima della rimozione”.

Social media in Italia: Facebook al vertice, crollano Twitter e Google+

Mentre Twitter e Google+ perdono interazioni, Facebook conquista la nomina di social media per antonomasia, anche in Italia.

1459760422_Total-time-2015-600x335-600x335Nonostante la perdita negli ultimi due anni di alcuni affezionati, interpretabile come normale assestamento, Facebook è il social media su cui passiamo più tempo. La Total Digital Audience fornita da Audiweb e Nielsen comprende gli accessi ai social sia da dispositivi fissi che mobili e ciò che emerge dalla ricerca è una differenza di fruizione relativa all’età anagrafica degli utenti. Per le connessioni da fisso si considera un pubblico che parte dai 2 anni di età, mentre per quelle da mobile la fascia è definita tra i 18 e i 74 anni. Gli italiani che accedono a Facebook su base mese sono 27 milioni, stando ai dati Audiweb poco più di 23,5 milioni (23,6 milioni durante il solo mese di dicembre 2015).

Instagram supera Twitter

1459760308_Total-audience-2015-600x335-600x335Instagram cresce del 14% rispetto al 2014 e, con 8 milioni di utenti, supera i 6,4 milioni di utenti attivi su Twitter (in calo del 28%). Piccoli passi in avanti anche per Tumblr (+20%) e Pinterest (+15%) mentre LinkedIn perde il 16% di audience. Ogni mese passiamo (almeno) 12 ore e 20 minuti su Facebook, seguito a distanza siderale da Snapchat – ibrido tra instant messenger e social media cresciuto a dismisura negli ultimi 12 mesi – entrato ufficialmente nella classifica dei Social Media più diffusi in Italia, al quale dedichiamo 2,5 ore al mese.

Il futuro è difficile da prevedere ma Facebook sembra volerne far parte.

Social Commerce: i mercati sono conversazioni

 

Nell’era digitale anche il mercato si muove a tempo di social network. La pubblicità e il commercio sembrano essere inevitabilmente attratti dai luoghi dove le persone trascorrono il proprio tempo ed è proprio in base all’aumentare delle ore trascorse sulle community che si è iniziato a parlare di come vendere ai consumatori proprio sui social network.1Nasce il Social Commerce, la strategia di vendita di prodotti e servizi attraverso i canali social, che sta ottenendo sempre più successo grazie ai due principi che ne sono alla base: mettere in contatto le persone e i loro amici nel luogo in cui comprano e, contemporaneamente, far sì che le persone acquistino nei luoghi in cui sono connesse.

Punto di forza del Social Commerce è quello di essere un’estensione naturale dei quotidiani comportamenti d’acquisto, come il fare shopping con gli amici e chiedere consigli per poi decidere, almeno in parte, in base al loro feedback. In questa evoluzione social del commercio – molto più collaborativo e condiviso – le persone influenzano i loro pari e su queste influenze, positive o negative che siano, si sviluppa la concorrenza tra brand, il cui valore è dato esclusivamente dall’esperienza degli utenti.

Il capovolgimento dei tradizionali meccanismi di vendita è un’altra caratteristica di questo tipo di commercio: se normalmente sono le aziende a proporre i propri prodotti ai clienti, nel caso del social commerce sono gli utenti a creare il proprio business, usufruendo degli strumenti che le aziende mettono a disposizione.

teeserUn esempio viene da Teeser, il social commerce nato per guadagnare vendendo un articolo semplicissimo come le t-shirt. Ideata da cinque trentenni italiani, la piattaforma permette di creare maglie personalizzate, da condividere e vendere sui social network, con garanzia di consegna entro le 48 ore successive. Un vero e proprio negozio elettronico con assortimento personalizzato, dove informazioni rilevanti, interazione e partecipazione sono plasmate non solo dai media, ma dagli amici dei clienti e dall’estensione della loro rete sociale.

È la psicologia sociale dell’influenza a caratterizzare la differenza tra e-commerce e Social Commerce: impariamo dalla conoscenza e dall’esperienza di altri che conosciamo e di cui ci fidiamo.

Secondo i dati del Financial Times l’incremento di vendite dei negozi online supera di gran lunga quello dei negozi fisici. Il motivo? Nel caso del social commerce, la fiducia sembra essere più efficace della pubblicità.

La “dura” vita dell’opinion leader su Twitter

“Le parole sono importanti” diceva Nanni Moretti in un suo celebre film e lo sono ancor di più se, come su Twitter, si hanno a disposizione solo 140 caratteri per riuscire a dire qualcosa di interessante, geniale o che colpisca chi lo legge tanto da porre un apprezzamento o addirittura convincerlo a fare proprio il vostro pensiero condividendolo.

Sono le dinamiche psicologiche che stanno alla base di uno del social network e che coinvolgono ogni giorno più di 310 milioni di utenti. Ma sono davvero tutti così influenti? No, naturalmente. Secondo uno studio di Yahoo e della Cornell University, nel 2011, era solo lo 0,05% degli utenti a creare contenuti, mentre tutti gli altri non facevano altro che utilizzare quest’ultimi o dire la loro sugli argomenti degli opinion leader.

E non pensate che quest’ultimi siano per forza importanti politici o intellettuali impegnati, anzi. Eccezion fatta per Barack Obama che si trova al terzo posto della classifica mondiale degli account Twitter con 67 milioni di followers, nei primi posti stazionano esclusivamente star dello spettacolo e della musica.

Al primo posto c’è Katy Perry che con i suoi 75 milioni di followers può contare al suo seguito una “nazione” più popolosa della nostra. Al secondo posto c’è Justin Bieber con 67 milioni di followers.
Ecco il resto della classifica:

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Fonte: Twittercounter.com

Si tratta di cifre incredibili che rendono ogni frase twittata una notizia che rimbalza su testate online e telegiornali e che permettono alle celebrità di avere anche un ritorno economico. Personaggi come Rhianna o Lady Gaga (per citare due account tra i primi dieci) hanno followers in tutto il mondo. Ecco perchè i grandi brand internazionali fanno a gara anche solo per una foto postata su questi canali social con magari addosso qualcuno dei loro prodotti.

Naturalmente Twitter non ha solo una funzione “fun” o commerciale. Negli ultimi tempi, visto il risalto che i media tradizionali stanno riservando al social network, molti personaggi pubblici lo utilizzano come un vero e proprio ufficio stampa e spesso lasciano a un cinguettio il compito di importanti comunicazioni personali o professionali. Basti pensare a un personaggio come Mario Balotelli, non proprio congeniale alla stampa, che spesso usa Twitter per smentire o contrattaccare gli autori di articoli al vetriolo sul suo conto o sulla sua vita privata.

Ma Twitter non è solo rosa e fiori e non sempre solo le opinioni dei cosiddetti opinion leader contano. Anzi, in molti casi è la massa a farla da padrone e, in alcuni casi, ad essere “letale” per alcuni personaggi pubblici. Ne sono un esempio in Italia il direttore di Radio Deejay Linus, costretto in questi giorni a lasciare Twitter dai tifosi della Juventus poiché costantemente ricoperto di insulti per cose che in realtà non avrebbe mai detto, ma che sono state semplicemente distorte da un perverso passaparola in rete.

Dello stesso avviso fu, qualche anno fa, il direttore del TgLa7 Enrico Mentana che lasciò Twitter stanco delle sue dinamiche e che si congedò dai suoi oltre 300 mila follower con un messaggio diventato a sua volta virale in quel periodo e che vi riproponiamo perché ancora tristemente attuale:

“Un saluto finale a tutti. Il numero di tizi che si esaltano a offendere su Twitter è in continua crescita. Calmi, tra poco ce ne andremo, così v’insulterete fra di voi.

Non mi arrendo davanti a “due battute”. In un anno non ho mai bannato nessuno. Ma se il bar che amate si riempie di ceffi, cambiate bar. O no?

Curioso: gli argomenti usati dai difensori dell’anonimato su Twitter sono gli stessi addotti dai massoni per giustificare le logge coperte…

Resterei se ci fosse almeno un elementare principio di uguaglianza: l’obbligo di usare la propria vera identità. Strage di ribaldi col nickname.

Sono contrario alle limitazioni e alle censure per legge. Sono contrario ai blocchi , censure private. Twitter è così, o l’accetti o lasci”.

Davvero, non servono milioni di follower per essere un opinion leader.

Instagram per le aziende: la forza delle immagini

L’indiscusso potere delle immagini nel linguaggio comunicativo ha fatto di Instagram – famoso social network fotografico per scattare e condividere foto gratuitamente – un potente strumento di marketing.

Oltre a rendere l’azienda e il brand facilmente riconoscibili, le immagini hanno un impatto visivo tale da riuscire a stabilire un legame emotivo immediato, molto più profondo rispetto al semplice testo. Per avviare una buona campagna di marketing su Instagram è importante conoscere alcuni “ingredienti” fondamentali:

Pianificazione
Sviluppate un piano di gestione delle foto che sia interessante per il target e ne consideri i comportamenti abituali sul network utilizzando argomenti specifici che possano essere oggetto di condivisione anche nei giorni a venire. Determinate cosa potrà coinvolgere il vostro mercato di riferimento. Cosa vogliono vedere i consumatori? Come possiamo stimolare la loro interazione e farli parlare del nostro business?.

Qualità
Più di altri social, Instagram necessita di molta attenzione per la qualità dei contenuti da pubblicare. Nonostante le immagini in pieno stile Instagram debbano essere amatoriali, è sempre meglio prediligere foto nitide e con una buona risoluzione: la qualità dell’immagine è un elemento fondamentale per l’identità di un brand.

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Partecipazione
Essere presenti sui social non vuol dire limitarsi a rispondere e commentare le proprie foto! Per ottenere un’interazione crescente con il vostro target è necessario essere attivi commentando anche le immagini postate dagli altri e facendo attenzione a chi tagga il vostro brand o menziona i vostri prodotti. Una ricerca per hashtag può aiutare a monitorare meglio quello che accade al di fuori del vostro profilo.
Lo scopo di ogni azienda sui social è quello di creare una community attorno al proprio tema-settore di riferimento. Coinvolgere quanto più possibile gli utenti è la prima regola per allargare la community. Create concorsi, contest o attività promozionali incoraggino la comunità a mostrare il vostro marchio nei social network.

  • Controllate gli aggiornamenti

È importante monitorare quello che gli utenti caricano perché possiate proteggere la vostra reputazione. Se viene caricato contenuto non appropriato, rispondete sempre in maniera calma, fornendo aiuto e correzioni.Schermata 2015-09-08 alle 17.16.22

  • Connettetevi e condividete

È indispensabile integrare Instagram con altri social network come Facebook e Twitter per attirare nuovi follower provenienti da altri canali e condividere contenuti con nuove sfaccettature. Un’appropriata strategia SEO vi farà ottenere molte visite.

  • Lasciatevi osservare

Far entrare le persone nel vostro mondo di tutti i giorni è un buon modo per creare legami duraturi. La condivisione di contenuti di backstage che facciano “trapelare” qualche segreto aziendale aggiunge esclusività alla relazione con il cliente e autenticità ai contenuti. Molti casi di successo hanno dimostrato che la condivisione del “dietro le quinte” sui social network consente il raggiungimento di ottimi risultati di fidelizzazione e fiducia nel marchio.

Time Table
I lettori sono abitudinari! È dunque opportuno fare in modo che la pubblicazione dei vostri post sia quanto più possibile regolare e ordinaria. Il modo migliore per farlo è quello di programmare inizialmente un piano editoriale, comprensivo degli orari di pubblicazione, da seguire quotidianamente in modo da creare una continuità sia nella diffusione che nella consultazione dei post. Una fascia oraria che va sicuramente coperta poiché molto frequentata dagli utenti è quella che va dalle 17:00 alle 18:00; fondamentale è anche la pertinenza tra il contenuto del post e la rispettiva fascia oraria di riferimento (ad esempio il caffè del buongiorno tra le 10:00 e le 11:00).

Hashtag
Creare, usare, promuovere e monitorare un hashtag personale presenta benefici importanti:
– i navigatori possono trovare facilmente le foto collegate a voi o al vostro marchio
– è più facile interagire con la vostra comunità e permettere la condivisione del vostro marchio quando incoraggiate l’uso dei vostri hashtag
– quando un utente mette un “Mi piace” a una foto su Instagram l’aggiornamento appare tra le notizie su Facebook – possessore del social fotografico dal 9 aprile 2012 – e se uno dei loro amici clicca sulla foto che ha ricevuto il “Mi piace” verrà reindirizzato immediatamente alla foto su Instagram dove può vedere tutti i commenti ed il vostro hashtag

L’ascesa di Instagram sembra non arrestarsi e a breve anche il social fotografico ospiterà contenuti di tipo pubblicitario contraddistinti dalla voce “sponsorizzato”.

3,2,1 … #CHEESEEEE!