Innovazione: come le stampanti 3D cambiano il concetto di casa

 

Le stampanti 3D sono, senza alcun dubbio, tra le invenzioni più importanti e innovative dell’ultimo periodo. Il grande successo è dovuto soprattutto alla grande versatilità di questi dispositivi, che gli permette di trovare applicazioni in moltissimi settori. A dimostrarlo è il mercato: nel 2013 le stampanti 3D hanno mosso 2,5 miliardi di dollari, ma si prevede un tasso di crescita annuo del 45,7% con un giro di affari di 16,2 miliardi di dollari nel 2018 (fonte Canalys).

In particolare, le stampanti 3D stanno ottenendo interesse nell’arredamento della casa e, in generale, nell’abitabilità di spazi chiusi. Tale coinvolgimento è parallelo allo sviluppo della domotica, la scienza che applica la tecnologia per migliorare la vita all’interno della casa.  La stampante 3D diventa, quindi, l’elemento ideale. Infatti, in brevissimo tempo queste apparecchiature stanno ridisegnando l’architettura, l’arredo e il design, grazie alla possibilità di creare elementi innovativi, funzionali e a basso costo, potendo sfruttare diversi tipi di materiali e di tecnologie associate.

Le stampanti 3D consentono di realizzare oggetti di grandi dimensioni utilizzabili nella vita quotidiana, permettendo a chiunque di creare prodotti personalizzati su richiesta, a prezzi accessibili.

E’ possibile stampare poltrone in poche ore: una volta prese le misure attraverso uno scanner fullbody, che in un decimo di secondo memorizza le forme e la conformazione fisica dell’utilizzatore, si possono stampare sedie su misura e coadiuvanti per chi è affetto da particolari problemi fisici, con una qualità che non tralascia l’estetica.

Le capacità di queste stampanti non si fermano semplicemente all’arredo della casa.

A Dubai è stato costruito il primo ufficio interamente “stampato. Per la realizzazione del progetto sono stati necessari 7 operai per installare componenti in sito e 10 elettricisti. La fase di stampa di questo primo modello è durata 17 giorni, poi le squadre hanno ultimato interni ed esterni. La fase di installazione in sito, invece, ha richiesto 2 giorni di lavoro. Il risultato è che nel complesso i costi di produzione sono stati tagliati del 50%.

La stampante 3D impiegata misura 6 m di altezza, 36 di lunghezza e 12 di larghezza. L’ufficio è stato dotato di dispositivi per migliorare l’efficienza energetica e per la climatizzazione passiva.

E’ l’inizio di qualcosa di ultramoderno e rivoluzionario per quel che riguarda l’architettura, il design e il modo di considerare la casa come edificio.

La struttura, diverrà la sede temporanea della Dubai Future Foundation, azienda che ha garantito che non si tratta di una produzione unica, ma di avere una strategia di marketing ben definita legata alle stampanti 3D

Stampanti 3D: dalle armi fatte in casa alla creazione di organi umani artificiali. Quali saranno i suoi limiti?

Che sia davvero arrivato il momento di parlare di “3Detica”?

stampanti 3D, esiste un'etica?

Dalle armi agli organi, quale l’etica delle stampanti 3D?

L’utilizzo delle stampanti 3D è sempre più diffuso, e i prezzi sempre più competitivi le hanno rese accessibili anche all’utente finale. L’assoluta versatilità è di continuo stimolo per le più disparate applicazioni: meccanica, ingegneristica, tecnologia e sanità sono solo alcuni. La possibilità di creare vasi sanguigni e organi artificiali, parti di automobili, giocattoli e anche armi fatte in casa può davvero dare inizio a uno storico e pericoloso cambiamento.

Stampanti 3D, lo sviluppo di un’etica

Da qui nascono le perplessità. Il facile – ma quanto mai reale – parallelismo alla robotica riporta alla mente le grandi riflessioni etiche che hanno portato alla nascita della roboetica. Quella che Gianmarco Veruggio, ingegnere elettronico italiano, ha efficacemente descritto come “…un’etica applicata, il cui scopo è sviluppare strumenti e conoscenze scientifiche, culturali e tecniche che siano universalmente condivise, indipendentemente dalle differenze culturali, sociali e religiose…prevenendo l’impiego della robotica contro gli esseri umani…”

Nei prossimi anni ciascuno di noi dovrà confrontarsi con  i cambiamenti, anche profondi, che la presenza quotidiana delle stampanti 3D avrà nella nostra vita. Questo porta indiscutibilmente alla necessità di una riflessione etica per l’orientamento di questo importante sviluppo tecnologico. Fondamentale sarà il confronto tra esperti di diverse discipline che, collaborando in progetti internazionali, in comitati e in commissioni, dovranno aggiornare le leggi e le norme in base ai problemi risultanti dagli sviluppi scientifici e tecnologici di questa geniale, funambolica, invenzione. Perché dei limiti dovrà pur averli.