Bye bye Hipster: arrivano gli Yuccie

Yuccie – Young Urban Creative – è il termine coniato dal giornalista newyorkese David Infante per indicare la nuova tribù di Giovani Creativi Urbani che a quanto pare segnerà la fine degli Hipster (o meglio, dei pochi che ne sono rimasti).

2Via le barbe, i tatuaggi troppo vistosi, le biciclette e i locali vintage. Largo alle idee e che siano creative! Non è lo stile a renderli riconoscibili, dunque, ma la ferma convinzione di trarre guadagno dal proprio estro creativo, di disegnare la linea piuttosto che seguirla. Pronti a lasciare il posto fisso per inseguire le loro passioni, hanno uno spiccato amore per se stessi e per le loro doti artistiche, amano i particolari eccentrici, l’artigianato e hanno milioni di follower su Instagram.4 Gli Yuccie coordinano campagne social, grazie alle quali comunicano le loro idee, sono consulenti di artisti emergenti e di se stessi, aprono boutique, meglio se di occhiali da sole realizzati in bambù sostenibile. La loro arma non è la barba ma il pensiero. Accomunati non tanto da uno stile quanto da un obiettivo di vita: farsi pagare per il proprio lavoro creativo.

Affermatissimi tra New York e San Francisco, Lambrate e Pigneto, sembrano aumentare di giorno in giorno come la quantità di articoli che ne parlano. Per chi fosse ancora confuso su cosa siano realmente, il sito d’informazione online BuzzFeed ha stilato una lista di ben 99 caratteristiche utili ad individuarne i segni distintivi.

Riassumendo:

– Odia Facebook ma non si cancella

– Si lamenta del fatto che tutti si sposino

– Ama i dolci artigianali3

– Fa corsi creativi di pittura o acquarello

– Evita tatuaggi troppo vistosi (non è prudente dal punto di vista lavorativo)

– Compra i giornali solo nel weekend, con gli inserti culturali

– Ha migliaia di follower su Instagram, e nessuno su Twitter

– Mangia volentieri al ristorante, per postare la foto con i filtri sui social

– E’ immensamente cinico

– Ricerca l’ammirazione altrui per sentire che le proprie idee valgono

10 Yuccie’s things posson bastare (per rimpiangere gli Hipster)?