A RomaSposa – Edizione d’Autunno il matrimonio è barocco, a colori e “spaziale”

Dal 18 al 21 ottobre, a Palazzo dei Congressi, l’appuntamento per scoprire in anteprima novità e tendenze per gli sposi 2019, con tutto ciò che occorre per sognare a occhi aperti

Vivere la propria favola romantica, ognuna realizzata su misura, soddisfacendo esigenze diverse e gusti differenti: per tutti i futuri sposi (e non solo) che vogliono scoprire novità, tendenze e curiosità sul mondo del wedding, torna a Palazzo dei Congressi l’appuntamento con RomaSposa – Salone Nazionale dell’Abito da Sposa Edizione d’Autunno, con tante sfilate e proposte che anticipano le mode per le nozze dei prossimi anni. Dal 18 al 21 ottobre, tra oltre 200 aziende presenti nei due piani espositivi, in mostra le soluzioni dei maggiori esperti del settore. Un evento tanto amato e sempre atteso che cattura a ogni edizione l’attenzione di circa 30 mila visitatori: tra abiti, location, intrattenimento, foto, bomboniere, viaggi di nozze e la consulenza di makeup stylist, hair stylist e wedding planner, sono tantissime le idee e i suggerimenti per organizzare al meglio il giorno del “sì”. Continua a leggere

Hamburger. Da fast food a gourmet, l’ascesa del panino più famoso del mondo

Conosciuto da tutti come sinonimo di fast food, l’hamburger si fa strada nei menù di ristoranti modaioli…e così del cibo spazzatura non resta neppure la scatola di cartone.

Da qualche tempo, infatti, sono molti i locali che trasformano il più famoso dei panini nel loro piatto forte, al punto da abbandonare la definizione di ristorante a favore del più rappresentativo termine “hamburgheria”.

ham1Requisiti? Location d’impatto, arredamento di design, gusto non solo nella scelta delle tovagliette ma anche nella selezione degli ingredienti: carne sceltissima di prima qualità, cottura personalizzata, farciture da nouvelle cousine, special souce, pane rigorosamente handmade… ed è subito moda! Gli hamburger continuano la loro ascesa al gourmet, lasciando sempre più lontano l’appellativo di junk food. Spesso accompagnati da birre artigianali di prima scelta, i panini sono serviti accanto a patate fritte, ribattezzate chips, mai passate per il congelatore.

A Roma, come anche in altre parti del mondo ormai, le hamburgerie aumentano a dismisura affermandosi come valida alternativa alla cucina tradizionale o ai più orientali – altrettanto apprezzati – sushi bar.

Frequentate soprattutto da giovani, ma degne dell’attenzione anche di buon gustai più maturi, tra le hamburgerie più apprezzate della capitale Ham Holy Burger, nata circa tre anni fa alle spalle di Piazza Fiume negli storici locali della Birreria Peroni. In quella che si definisce “l’Accademia dell’hamburger gourmet”, una cosa è certa: la qualità della carne piemontese è certificata da Slow Food Italia. Se il locale ha in parte confermato l’arredamento rivisto e corretto della vecchia birreria, un tocco decisamente tecnologico è dato dalla presenza di un iPad, posizionato su ogni tavolo con il quale potrete ordinare. Qualità e quantità… le porzioni non vi deluderanno.
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All’ombra del Gazometro, nel quartiere Ostiense, c’è Hopside. Perfetto stile newyorkese, legno alle pareti, riproduzioni delle prime pa
gine dei più importanti quotidiani americani, il locale oltre ad offrire ottimi hamburger è anche un birrificio artigianale.

Al Contesto Urbano, in zona San Giovanni, servono un fantastico Black Burger: pane al nero di seppia, baccalà alla romana (prima panato, poi fritto, condito con pomodoro, pinoli e spezie), mentuccia e patate al forno.

A voi la scelta!

 

Bye bye Hipster: arrivano gli Yuccie

Yuccie – Young Urban Creative – è il termine coniato dal giornalista newyorkese David Infante per indicare la nuova tribù di Giovani Creativi Urbani che a quanto pare segnerà la fine degli Hipster (o meglio, dei pochi che ne sono rimasti).

2Via le barbe, i tatuaggi troppo vistosi, le biciclette e i locali vintage. Largo alle idee e che siano creative! Non è lo stile a renderli riconoscibili, dunque, ma la ferma convinzione di trarre guadagno dal proprio estro creativo, di disegnare la linea piuttosto che seguirla. Pronti a lasciare il posto fisso per inseguire le loro passioni, hanno uno spiccato amore per se stessi e per le loro doti artistiche, amano i particolari eccentrici, l’artigianato e hanno milioni di follower su Instagram.4 Gli Yuccie coordinano campagne social, grazie alle quali comunicano le loro idee, sono consulenti di artisti emergenti e di se stessi, aprono boutique, meglio se di occhiali da sole realizzati in bambù sostenibile. La loro arma non è la barba ma il pensiero. Accomunati non tanto da uno stile quanto da un obiettivo di vita: farsi pagare per il proprio lavoro creativo.

Affermatissimi tra New York e San Francisco, Lambrate e Pigneto, sembrano aumentare di giorno in giorno come la quantità di articoli che ne parlano. Per chi fosse ancora confuso su cosa siano realmente, il sito d’informazione online BuzzFeed ha stilato una lista di ben 99 caratteristiche utili ad individuarne i segni distintivi.

Riassumendo:

– Odia Facebook ma non si cancella

– Si lamenta del fatto che tutti si sposino

– Ama i dolci artigianali3

– Fa corsi creativi di pittura o acquarello

– Evita tatuaggi troppo vistosi (non è prudente dal punto di vista lavorativo)

– Compra i giornali solo nel weekend, con gli inserti culturali

– Ha migliaia di follower su Instagram, e nessuno su Twitter

– Mangia volentieri al ristorante, per postare la foto con i filtri sui social

– E’ immensamente cinico

– Ricerca l’ammirazione altrui per sentire che le proprie idee valgono

10 Yuccie’s things posson bastare (per rimpiangere gli Hipster)?

Il nuovo look dei BARber Shop

Da sempre simbolo di virilità, dopo anni di volti imberbi e liscissimi, la barba è tornata. E si fa notare.

Non importa se incolta o curata, che sia lunga, tinta, a punta o corta – spesso abbinata al baffo – la barba è di nuovo in auge.

Nella tradizione simbolo di passaggio dall’adolescenza all’età virile, oggi tratto distintivo dello stile hipster, la moda dei mustacchi segna un momento di svolta non solo per i barbati ma anche per i barbieri. Uno dei mestieri più antichi del mondo sembra essere finalmente risorto, restituendo alle “chiome del volto” la stessa importanza dei capelli.

IKansas-barber-shop Barber Shop – questo l’appellativo più attuale –  negli ultimi due anni sono cresciuti a dismisura. Spesso  accomunati  dalla scelta di un arredamento vintage, che ben si sposa con i gusti dei mustacchi rockabilly, a Roma i saloni “da barba” stanno letteralmente proliferando, dal centro alla periferia.

Altro segnale di svolta sta nella clientela che si rivolge ai barbieri. Facendo un giro per le vie del Rione Monti, più precisamente in Via degli Zingari 18, l’attenzione cade dietro le vetrine del Machete Barber Shop dove i clienti più comuni, a differenza di quanto si creda, non superano i 30 anni e di “retrò” c’è solo l’arredamento. Il tempo sembra essersi fermato sostituendo ai giovani degli anni ’50 i trentenni del 2015.

Al Barber Shop Crew di viale Appio Claudio 302/B i tempi in cui si entrava solo per “una sfoltita al volo” sono finiti. L’ambiente contornato da rasoi, shampoo, creme e unguenti, tra una sforbiciata e l’altra, ricorda molto più una “spa della barba” che non la vecchia bottega del barbiere all’angolo.

A cavallo tra tendenze e tradizione, molti Barber Shop ampliano la gamma dei servizi offerti conciliando il classico rituale del taglio della barba al più attuale e modaiolo momento del happy hour o del drink post dinner. E così in un’atmosfera “evergreen”, in cui poltrone reclinabili, rasoi, cocktail e musica la fanno da padroni, il taglio della barba diventa un momento di relax. Un’esperienza.

Un esempio? The Barber Shop Club! Qui la passione per barbe e baffi è diventata un mixology bar, tanto che nel weekend a partire dalla mezzanotte, tra un drink e l’altro, chi lo desidera può affidarsi alle mani del “Signor Mustacchio che con forbici, rasoi e unguenti renderà tutti più contenti”.

Che barba sì, ma non che noia!

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