VIMEO e YOUTUBE: apparentemente simili, profondamente diversi

Vimeo o YouTube? Due servizi di contenuti audio-video online che a prima vista potrebbero sembrare molto simili ma che in realtà si differenziano l’uno dall’altro per diversi motivi. I due “contenitori” sono spesso scelti dalle aziende come ulteriore canale di comunicazione per diffondere notizie relative al brand, in maniera dinamica e accattivante rispetto alla più diffusa e statica parte testuale. Ciò che resta da decidere è quale dei due canali sia più in linea con l’azienda, in base agli strumenti che si hanno a disposizione ma anche in base al target.

VIMEO, nato 6 mesi prima di YouTube, è una piattaforma di contenuti video che si differenzia dal sito più popolare per la sua autorevolezza. In Vimeo, infatti, la maggior parte dei contenuti visivi caricati sono creazioni indipendenti, filmati e produzioni visive opere di registi, filmaker e video-artisti.

Cos’è Vimeo?

E’ UNA COMMUNITY: è possibile caricare solo video auto-prodotti ed è presente un Forum dedicato al mondo dell’audiovisivo, in cui c’è sempre qualcuno a cui rivolgere una domanda e da cui ottenere una risposta.

E’ UNA SCUOLA: al suo interno è infatti stato inaugurato un servizio di apprendimento delle tecniche basilari di ripresa audio-video. Dei veri mini-corsi utili a capire come maneggiare una videocamera per realizzare dei contenuti di alta qualità.

E’ ORDINATO: ben 17 sono i gruppi in cui vengono suddivisi i contenuti – in base al genere – agilmente consultabili e immediati.

E’ COLORE: come un vero social network, ha una grafica spiritosa, accogliente e leggera, ma allo stesso tempo accattivante.

E’ HD: i video da caricare su Vimeo, infatti, possono raggiungere una qualità di 1280×720, uno standard che molti utenti scelgono di adottare. E’ però possibile caricare un solo video in HD per un massimo di 500 mega a settimana per i non abbonati.

vimeo

Dall’altro lato YOUTUBE è una piattaforma web, fondata nel febbraio del 2005, che consente la condivisione e visualizzazione in rete di video (video sharing). Di proprietà di Google dall’ottobre del 2006, è il terzo sito web più visitato al mondo dopo Google e Facebook.

Cos’è YouTube?

E’ AGILITA’. La grafica scarna e le funzioni molto meno complesse permettono un caricamento video e un utilizzo dei servizi più rapido e immediato.

E’ FACILITA’. Un video di YouTube può essere condiviso in ogni blog o sito, al contrario di un contenuto Vimeo di cui codici spesso non vengono supportati.

E’ UNIVERSALE. Soprattutto nei contenuti, rispetto ai quali non viene operata alcuna distinzione particolare in base alla tipologia di video. I contenuti non devono essere necessariamente creati dagli utenti ma posso essere anche proprietà di terzi e semplicemente condivisi.

E’ INTELLIGENZA. Direttamente dalla home page è possibile ottenere un feedback su ciò che è di maggiore interesse per l’utente e i suoi amici. Un servizio che permette a YouTube di recuperare quella dimensione sociale che altrimenti risulterebbe troppo debole.

E’ MAINSTREAM. Statisticamente parlando, ad oggi, YouTube è ben più diffuso ed utilizzato di Vimeo.youtube

Autorevole e artistico o agile e popolare?

Contagiosi, virali. VIDEO

Tra gli strumenti di comunicazione non convenzionali le aziende, da qualche hanno a questa parte, hanno iniziato a utilizzare i video virali. Prerogativa fondamentale di questo strumento è la sua capacità di propagarsi spontaneamente diffondendosi tra un alto numero di persone – da qui il termine virale – come per effetto di un contagio tra esse.

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Ciò che incuriosisce in questa scelta strategica è che in realtà, trattandosi di campagne di comunicazione, tutti i video messi in circolazione nascono con l’intento di raggiungere quante più persone possibile. Quello che non è altrettanto certo è che ciò avvenga sempre nello stesso modo e soprattutto ottenendo lo stesso grado di contagio di un video realmente definibile virale.

Pubblicità? No, Grazie.

Negli ultimi anni il bombardamento pubblicitario, diffuso soprattutto nel web, ha reso gli utenti ostili a questo tipo di messaggi. I contenuti virali hanno dalla loro parte il fatto stesso di non presentarsi al pubblico come pubblicità ma anzi come filmati capaci di incuriosire il navigatore prima ancora di palesare il brand che lo ha realizzato. Non trattandosi di pubblicità diretta, la diffusione di tali video non avviene sui classici canali distributivi – ad esempio le email – ma piuttosto si inserisce tra i comuni contenuti fruibili dai siti come YouTube. La condivisione spontanea di tali video, non percepiti come pubblicitari, è il primo punto di forza di questo tipo di comunicazione in quanto, a differenza di qualsiasi altra campagna pubblicitaria, la sua diffusione avviene gratuitamente a vantaggio delle aziende.

Condizioni di contagio

La prima regola di contagio è la creatività. Una buona idea creativa, un titolo accattivante e un messaggio semplice da fruire sono gli ingredienti alla base della propagazione. La capacità di contagiare dei video e quindi di diffondersi tra un maggior numero di persone è inoltre strettamente legata al fattore tempo. Un filmato per essere virale deve saper catturare l’attenzione di chi lo guarda nei primi 5 secondi e di emozionarlo nei primi 60. La maggioranza dei video di successo riporta caratteristiche comuni facilmente traducibili come “condizioni di contagio”. Prima tra tutte la capacità di stupire. Lo stupore è dato da una trama non banale, dalla scelta di personaggi  capaci di suscitare emozioni –  quali riso, tenerezza, pathos, mistero, suspense – che vadano in crescendo e mai in senso contrario. Una musica incalzante può aiutare a scandire il ritmo di fruizione dei contenuti. In fine il colpo di scena fa sicuramente la differenza e può essere sfruttato per un ritorno in termini di promozione e pubblicità ad esempio scegliendo di svelare il logo dell’azienda mittente solo al termine del filmato. Quest’ultimo se palesato in un contesto non commerciale ma anzi inserito in una sequenza divertente risulterà meno invasivo e quindi non rifiutato, ma condiviso.

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